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Curling, il nuovo format degli Europei piace. Più snello e immediato, rende la disciplina più avvincente
La scorsa settimana ci si era domandati se la nuova formula dei Campionati Europei di curling potesse rappresentare un concreto progresso per quanto concerne la fruizione della manifestazione continentale. Risposta affermativa, perché il nuovo format viene promosso a pieni voti, a cominciare dalla riduzione della durata delle partite da dieci a otto end.
Si tratta di un grande passo avanti, poiché ha confermato come i match possano essere molto più frizzanti. Le mano nulle sono state disincentivate e la durata degli incontri è diventata più compatibile con le tempistiche moderne. Dalle tre ore abbondanti si è passati a circa due ore e mezza. È un miglioramento soprattutto se si pensa alla spendibilità televisiva dei match, ma anche all’intrattenimento che possono fornire allo spettatore.
Altra dinamica assolutamente gradita è stata la divisione delle squadre partecipanti in due gironi da sei, anziché avere un unico round robin da dieci. Ridotte al minimo le partite ininfluenti, lo svolgimento dei gironi è stato molto più adrenalinico e privo di bizantinismi, piuttosto che di arzigogoli aritmetici. Tutto più semplice, fruibile e immediato. Fortunatamente sono state mandate in soffitta quelle infinite combinazioni e possibilità che dovevano essere tenute in considerazione quando ci si appropinquava al traguardo della fase a gironi.
L’unico difetto è rappresentato dal fatto che, a essere onesti, i due gruppi hanno forse emesso troppo rapidamente i loro verdetti. Tuttavia, questo fatto può essere figlio delle circostanze, ovvero degli incastri dovuti dal calendario e dall’ordine dei match. Tradotto, può essere stato un semplice episodio. Bisognerà verificare negli anni a venire se questa situazione si ripeterà. Nel qual caso, si dovranno valutare gli eventuali correttivi.
Cionondimeno, la nuova formula è piaciuta. Indiscutibilmente da riproporre anche in futuro. A Ostrava si è visto un curling più snello, moderno e competitivo, senza tuttavia essere snaturato. È giusto sottolinearlo, in un’epoca in cui spesso i cambiamenti vanno verso il peggio, oppure verso la svalutazione. Così non è stato per l’Europeo appena passato agli archivi. Ottime notizie per una disciplina che, in Canada, è seguitissima. Proprio da lì sono nate le novità ora implementate anche nel Vecchio Continente. Innovazioni riuscite, giustamente riprese da chi ha portato questo sport a un nuovo livello di popolarità.
