Golf
Abu Dhabi d’Italia: sei azzurri vanno a caccia di Dubai nella penultima tappa del DP World Tour
Sestetto azzurro in gara all’Abu Dhabi Aldar Championship, il torneo che fa da penultima tappa del DP World Tour 2025-2026 (o meglio, per larga misura 2026). Accanto al gioco dei grandi favoriti (da Rory McIlroy che entra da numero 3 fino allo spagnolo Eugenio Chacarra che parte da leader della Race to Dubai, fino a Patrick Reed con tutto ciò che la presenza dell’americano, secondo finora, può significare) c’è infatti una specie di corsa parallela tutta tricolore.
Sono appunto in sei a poter sognare di andare a giocare il torneo finale di Dubai, quello riservato ai migliori 50. Sarebbero stati quattro, ma diverse rinunce hanno innalzato il numero di italiani qui al via. Di questi, il meglio classificato nella Race to Dubai è Gregorio De Leo, che allo Yas Links Golf Club entra da 46° e dunque ha la possibilità di difendere la propria posizione, anche se dovrà guardarsi da molti attacchi dietro di lui (per capirci, c’è gente del calibro di Jon Rahm, Matt Wallace, Victor Perez, che per un motivo o per un altro è dietro di lui, e non è poca cosa). Sarebbe il completamento di un anno per lui di grandissimo valore, il primo tra i grandi, e che primo anno.
Francesco Laporta è colui che più di tutti può avvicinarsi concretamente alla qualificazione, partendo da 57° e avendo avuto già in passato esperienze di tipo uguale o simile. Per lui la zona più conveniente può essere quella della top 20, possibilmente con un basso numero di ex aequo. Più vicino alla top ten dovrebbe invece puntare Stefano Mazzoli, ad oggi 61°, mentre Guido Migliozzi, che è 67°, avrebbe bisogno perlomeno di un nono posto, ma verosimilmente di una soglia più alta (lui, come Mazzoli, può avere la certezza con un 4° posto, così come Laporta ce l’ha con un 5°). Francesco Molinari e Filippo Celli, invece, partono dal 73° e 78° posto, dunque da una situazione molto più complessa, ma è anche possibile che per loro il problema dell’andare a Dubai si ponga piuttosto relativamente, dal momento che rimanere sul tour europeo è pur sempre un obiettivo ben più che accettabile. Certo, capitasse la settimana buona allora saremmo pronti a riparlarne in altri termini.
Nato nel 2006, questo torneo è stato disputato allo Yas Links dal 2022, mentre in precedenza si giocava all’Abu Dhabi Golf Club. Qui hanno trionfato diversi nomi di spicco: è stato uno dei tornei preferiti di Martin Kaymer (tre vittorie), Tommy Fleetwood lo ha portato a casa due volte, Lee Westwood nel suo incredibile 2020, e lo scorso anno si è imposto Aaron Rai. Di certo, a chiunque vinca mettere le mani sul trofeo conviene: così come i punti che sono qui distribuiti sono 9000, di cui 1500 al vincitore, il montepremi offre 9 milioni di dollari, di cui 1,53 finisce nelle mani del vincitore. Non proprio un gruzzoletto da buttar via.
