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Giada D’Antonio: “Mai pensato di non gareggiare per l’Italia. La velocità mi attrae, lavoro sulla qualità della sciata”
A soli 16 anni Giada D’Antonio è stata convocata dall’Italia per i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, prendendo parte al Team Combined, ma dovendo rinunciare alla gara individuale di slalom a causa di un grave infortunio rimediato in allenamento a Dobbiaco. La giovane sciatrice napoletana si era rotta il crociato, chiudendo in anticipo la stagione e puntando direttamente all’inverno successivo per riprendersi il suo posto nella squadra azzurra di Coppa del Mondo.
La portacolori del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle è tornata sugli sci nelle scorse settimane dopo otto mesi di stop, nel tentativo di ritrovare il prima possibile una condizione sufficiente per gareggiare inizialmente in Coppa Europa (probabilmente a Levi in slalom) e poi eventualmente nel Circo Bianco (non prima della trasferta nordamericana a Killington).
La rising star dello sci alpino femminile azzurro vanta già tre apparizioni nel circuito maggiore dopo aver bruciato le tappe ottenendo risultati eccezionali nelle categorie giovanili e nelle prime competizioni FIS disputate all’inizio della passata stagione. La diciassettenne partenopea, specialista delle prove tecniche, si è raccontata a OA Sport facendo il punto della situazione sul suo recupero dall’infortunio e proiettandosi verso il futuro.
Come hai affrontato mentalmente i mesi della riabilitazione dopo il grave infortunio e come stai adesso e quali sensazioni hai ricevuto sinora sugli sci?
“Non è stato un periodo semplice, soprattutto dal punto di vista mentale. Quando sei abituata ad allenarti ogni giorno e a inseguire i tuoi obiettivi, ritrovarti improvvisamente costretta a fermarti è qualcosa che ti mette profondamente alla prova. Ho cercato però di affrontare ogni giornata con pazienza, disciplina e soprattutto con una mentalità positiva. Ci sono stati momenti difficili, sarebbe poco sincero negarlo, ma ho sempre cercato di trasformare questa esperienza in un’opportunità di crescita. Ho imparato che la determinazione si dimostra soprattutto quando bisogna trovare la forza di ricominciare da 0. Ho lavorato tanto su me stessa e anche grazie alle persone che mi sono state vicine oggi sento di avere una consapevolezza diversa. Questo infortunio sicuramente mi ha insegnato a non dare mai nulla per scontato”.
Ripartirai dal circuito della Coppa Europa?
“La Coppa Europa rappresenta sicuramente un circuito molto importante per la crescita di una giovane atleta. In questo momento, però, la mia priorità è costruire un rientro solido e competitivo. Le scelte relative alle competizioni verranno valutate insieme al mio staff tecnico, tenendo conto soprattutto della mie condizioni e del percorso più adatto alla mia crescita”.
Quest’anno partecipare alle gare Nor-Am può essere ancora una opzione?
“Potrebbe essere una possibilità che potrà essere presa in considerazione, naturalmente decisa dallo staff e in funzione della programmazione stagionale. Personalmente non voglio concentrarmi troppo sul nome di un circuito, in questo momento voglio soprattutto tornare a gareggiare con continuità, ritrovare progressivamente il mio livello e alzare ancora di più l’asticella”.
Hai dichiarato che discesa e superG potrebbero addirsi alle tue caratteristiche. Prevedi un possibile sviluppo di carriera verso la velocità o ti piacerebbe portare avanti la polivalenza su tutte e quattro le discipline?
“La velocità è qualcosa che mi attrae molto. Allo stesso tempo, però, sono ancora molto giovane e penso che sarebbe prematuro definire già una strada ben precisa. Saranno poi i risultati e gli allenamenti a definirlo. Intanto credo che la polivalenza possa rappresentare un grande valore per un atleta in crescita, soprattutto perché ogni disciplina ti insegna qualcosa di diverso”.
Cosa ti ha lasciato l’esperienza olimpica?
“Le Olimpiadi rappresentano il sogno di ogni atleta e poter vivere un contesto di questo livello significa entrare in contatto con valori che vanno ben oltre il risultato sportivo. Rappresentare il proprio valore diventa una grande responsabilità ed un grande onore. Mi porto dentro tante emozioni: il senso di appartenenza, l’atmosfera del tifo, ma soprattutto ulteriore motivazione. Ho ancora tantissimo da costruire e in futuro vorrei poter partecipare ad altre occasioni del genere per vivere emozioni così importanti”.
Che rapporto hai con Anna Trocker, altra giovane molto interessante?
“Con Anna c’è sicuramente un rapporto di grande rispetto e amicizia. Siamo due giovani atlete che condividono la stessa passione cercando di costruire il proprio percorso in uno sport estremamente impegnativo e credo non ci sia cosa più bella: vedere ragazze della nostra generazione lavorare per raggiungere grandi obiettivi”.
Quanto è importante per te portare sulla neve e nel mondo il tuo essere partenopea, dunque la cultura della tua città?
“Per me è qualcosa di estremamente importante e motivo di grande orgoglio. Essere napoletana fa parte della mia identità. Napoli è una città che trasmette passione, carattere, energia e una straordinaria tenacità di affrontare le difficoltà senza perdere il sorriso. Questi sono valori nei quali mi riconosco profondamente e che cerco di portare con me anche nello sport. So che Napoli non viene associata immediatamente allo sci alpino. Proprio per questo mi piacerebbe dimostrare che la passione e la determinazione possono nascere ovunque e che non devono esistere limiti geografici ai propri sogni. Portare le mie origini sulle piste è una responsabilità che vivo con grande emozione, ma anche con molta umiltà. Mi piacerebbe che il mio percorso potesse diventare un piccolo esempio per tanti bambini e ragazzi del Sud che hanno un sogno apparentemente lontano dalla loro realtà. Napoli mi ha insegnato a metterci il cuore, sempre. E questo è qualcosa che non voglio perdere mai”.
Partecipare ai Mondiali 2027 è un tuo obiettivo?
“I Mondiali rappresentano certamente un appuntamento prestigioso e sarebbe bellissimo poter partecipare a una competizione di tale livello. Sono un’atleta ambiziosa ma allo stesso tempo, però, credo che l’ambizione debba sempre essere accompagnata dalla concretezza. Dopo quello che ho affrontato, so quanto sia importante concentrarsi sul presente e costruire ogni risultato attraverso il lavoro di ogni singolo giorno. Non voglio vivere con l’ossessione di una convocazione o di una data precisa, come tra l’altro non ho mai fatto. Voglio tornare competitiva, migliorare e dimostrare di meritare determinate opportunità”.
Su quale aspetto tecnico ti stai concentrando maggiormente in allenamento?
“In questa fase sto cercando soprattutto di lavorare sulla qualità della sciata, prendendomi magari quel tempo in più per sistemare qualche piccolezza che può fare la differenza. Ogni allenamento mi sento sempre meglio, ma sono consapevole di avere ancora tanti margini di miglioramento ed è proprio questa una delle cose che mi motivano di più”.
Quale traguardo ti renderebbe soddisfatta a fine stagione?
“Il traguardo più importante sarebbe potermi voltare alle spalle e sapere di aver affrontato questa stagione dando il massimo, senza rimpianti. Dopo un infortunio, credo che ritrovare continuità e fiducia abbia un valore enorme. A fine stagione vorrei sentirmi più forte, più completa e più consapevole rispetto a oggi. Non voglio semplicemente tornare a dove ero prima, ma lavorare per esprimermi al meglio delle mie potenzialità e diventare un’atleta migliore di quella che ero”.
Ora puoi dircelo: la Colombia e l’Ecuador ti avevano contattato per gareggiare con loro?
“Quando si parla di opportunità sportive e di rappresentare Paesi così tanto diversi entrano in gioco aspetti importanti, che non riguardano soltanto la singola atleta. Sono profondamente legata alle mie origini perché sono parte di me e di ciò che sono; allo stesso tempo rappresentare l’Italia è per me motivo di grandissimo orgoglio. Indossare i colori azzurri significa portare addosso una storia e un’appassionante tradizione sportiva, responsabilità che sento profondamente. Ho sempre gareggiato da italiana ed è sempre stato un onore che mi ha sempre gratificata”.
