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ArtisticaGinnastica e cultura fisica

Gabriele Targhetta, il Principino che incanta l’Italia: argento ai Mondiali, Manukyan mortifero per millesimi

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Gabriele Targhetta
Gabriele Targhetta / IPA Agency

Gabriele Targhetta ci ha fatto sognare per venticinque minuti, ci ha fatto volare sull’onda dell’entusiasmo, ci ha portato a immaginare l’apoteosi totale, correndo in cresta, verso l’innominabile. Il ventenne brianzolo ha incantato in apertura della finale al cavallo con maniglie ai Mondiali 2026 di ginnastica artistica: incaricato dell’onere di aprire l’atto conclusivo alla AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi), a causa della distribuzione dei numeri di partenza assegnata in fase di sorteggio mesi fa in base al riscontro preliminare, il nostro portacolori ha sciorinato grande classe in sella a uno degli attrezzi più insidiosi del panorama maschile.

Il Campione d’Europa ha rasentato la perfezione: ottimo avvio con forbice Mikulak, bene la camminata avanti e quella indietro, i mulinelli sulle maniglie sono stati interpretati al meglio, da manuale gli Stoeckli, magistrale il difficilissimo Besugo, poi impeccabile l’uscita da lui inventata ed entrata nel Codice dei Punteggi con il suo nome. La giuria ha valutato la prova di Gabriele Targhetta con un ragguardevole 15.233 (5.9 il D Score, 9.333 di esecuzione), un decimo in più rispetto al punteggio che gli aveva permesso di trionfare nella rassegna continentale disputata due mesi fa a Zagabria.

L’allievo di Gianmatteo Centazzo, tesserato per la Spes Mestre e alla sua prima finale iridata in carriera, è rimasto davanti a tutti: lo hanno soltanto avvicinato il kazako Nariman Kurbanov (poi quarto con 14.933), lo statunitense Patrick Hoopes (quinto con 14.933), il sudcoreano Hur Woong (sesto con 14.833) e l’armeno Mamikon Khachatryan (bronzo con 15.000, dopo l’argento di dodici mesi fa). Il veleno è arrivato in coda: si sapeva che l’armeno Hamlet Manukyan, primo in qualifica, sarebbe stato il rivale più quotato.

Battuto agli ultimi Europei dall’azzurro, il 19enne si è superato in termini esecutivi: livello molto simile a quello dell’azzurro, stesso identico D Score (5.9), la giuria lo ha preferito per 67 millesimi e Manukyan ha conquistato il titolo iridato con 15.300. Gabriele Targhetta ha festeggiato la medaglia d’argento, ma il risultato finale ha il sapore della beffa, visto lo sviluppo della gara e considerando la caratura del nostro portacolori.

Si tratta comunque di un risultato storico per l’Italia: le ultime medaglie iridate su questo attrezzo risalivano al 1913, quando Giorgio Zampori si impose a Parigi davanti a Osvaldo Palazzi, invertendo il verdetto di due anni prima a Torino. Il tricolore torna a sventolare sul podio ai Mondiali dopo cinque anni di assenza: era dal record di Kitakyushu (due mesi dopo le Olimpiadi di Tokyo 2020) che non si rientrava nelle prime tre posizioni nell’evento annuale più importante (ai Giochi di Parigi 2024 si erano però festeggiati tre allori).

Dai pionieri precedenti alla Grande Guerra al ribattezzato Principino, l’eccellenza dell’attuale ginnastica artistica tricolore, il nostro talento, l’uomo migliore del lotto, colui che guarda ora con grande ottimismo verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Oggi era in gara anche il giapponese Daiki Hashimoto, ma il Campione del Mondo all-around non era sul suo attrezzo d’elezione e ha chiuso in ultima posizione con 13.466.

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