Formula 1GP USA
F1, Kimi Antonelli annichilisce la generazione precedente. Parla la stessa lingua di Verstappen, quella dei fuoriclasse
Dando per assodato che Kimi Antonelli si laureerà Campione del Mondo del 2026, quali possono essere i temi del finale di stagione della F1? Semplice, la lotta per la piazza d’onore in campionato. Se la giocano in cinque, di cui quattro vicinissimi. Questo fatto va rimarcato, perché è indice della grandezza di quanto sta realizzando l’italiano nel meraviglioso 2026.
Antonelli ha vinto metà delle gare disputate. Tutti gli altri, messi assieme, scrivono la stessa cifra e nessuno ha festeggiato più di tre volte. Soprattutto, il ventenne bolognese sta sbaragliando il campo in termini di continuità di rendimento. Francamente, solo Max Verstappen riesce a essere competitivo sempre e comunque, tenendo in considerazione la tara del mezzo meccanico, un fattore determinante in qualsiasi categoria del motorsport.
George Russell alterna prestazioni da primo della classe ad altre totalmente anonime. Per la verità, la sua stagione è stata caratterizzata da luci e ombre, ma le prime sono meno delle seconde. Lewis Hamilton sta facendo molto meglio del 2025, però fare peggio sarebbe stato difficile e soprattutto inquietante. Tuttavia, la sua parabola è discendente, poiché ha perso l’abbrivio di cui godeva rispetto a Charles Leclerc.
Il monegasco resta un incompiuto, un esponente della categoria wannabe. Talvolta realizza prestazioni superlative, ma in altri casi si rende protagonista di brutti errori. Sarebbe bello vederlo con un’auto da titolo, in maniera tale da capire se ha i crismi per laurearsi Campione. Se c’è riuscito Lando Norris, ce la può fare anche lui e chissà che un domani anche Russell non possa completarsi e crescere di livello. C’è chi si deve costruire.
È però indiscutibile come Antonelli, quest’anno, abbia portato letteralmente a scuola l’intera generazione precedente. Verstappen escluso, beninteso. Però Max, alla luce di quanto mostrato recentemente in altre categorie, è un pilota eccezionale, uno di quelli che è in grado di fare la differenza su qualsiasi auto guidi. Un prodigio, di quelli che nascono molto raramente.
I vari Russell, Leclerc, Norris e Piastri stanno uscendo con le ossa rotte dal confronto diretto con il ventenne bolognese, molto più completo e maturo. Francamente, Kimi sembra padroneggiare una lingua che in pochi conoscono. Nella F1 attuale solo Verstappen ha il medesimo eloquio. Lo hanno avuto in passato anche Lewis Hamilton e, forse, Fernando Alonso. Però, con l’inesorabile incedere del tempo, la loro dialettica agonistica s’è fatta meno incisiva, seppur ancora pregiata.
Game, set and match Kimi. Ci siamo quasi, in questo 2026. Tuttavia già si guarda al 2027, quando l’augurio è quello di assistere a un dibattito feroce tra il pilota Mercedes e quello Red Bull. Vederli a confronto, ad armi pari, sarebbe un sogno. Intanto, uno scenario onirico (quello di vedere un italiano Campione del Mondo) è prossimo a concretizzarsi. Ora si spera in un nuovo panorama, in maniera tale da alzare l’asticella dell’intrattenimento.
