Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

CiclismoLos Angeles 2028Pista

Marco Villa: “Nessuna titolare inamovibile per Los Angeles 2028: faremo esperimenti in Nations Cup”

Pubblicato

il

Quartetto femminile
Quartetto femminile / IPA Sport

I recenti Mondiali su pista di Shanghai hanno dato ufficialmente il via al biennio di qualificazione verso i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, offrendo indicazioni incoraggianti per il movimento femminile azzurro. Su tutte, la medaglia d’argento conquistata dal quartetto dell’inseguimento a squadre alle spalle della Gran Bretagna, accompagnata da una serie di buoni piazzamenti che confermano il potenziale di un gruppo ancora ricco di margini di crescita. Un risultato importante, arrivato nonostante l’assenza di Federica Venturelli, che alimenta le ambizioni dell’Italia in vista dell’appuntamento a cinque cerchi. Ma la strada verso Los Angeles è ancora lunga e, tra impegni su strada, programmi da concordare con le squadre e necessità di sperimentare nuove soluzioni, le scelte non saranno affatto scontate. Abbiamo parlato con Marco Villa, commissario tecnico della Nazionale femminile su pista e responsabile anche del settore delle cronometro su strada, che ai microfoni di OA Sport ha tracciato un primo bilancio della rassegna iridata, soffermandosi sulle prospettive delle azzurre, sul recupero di Federica Venturelli e sulla gestione di un gruppo nel quale, come sottolinea lo stesso tecnico, nessuna può ancora considerarsi titolare inamovibile.

L’argento del quartetto ha dimostrato che la Gran Bretagna, nonostante l’assenza di Federica Venturelli, non è così distante. Pensi che giocarsela alla pari a Los Angeles sia possibile?
“Noi ci lavoriamo e ci crediamo molto. Non voglio soffermarmi sulle assenze: chiaramente dispiace non aver avuto Federica Venturelli a disposizione, ma bisogna dare merito alle ragazze che erano presenti e che hanno dimostrato il loro valore, soprattutto con una bella prestazione nel primo turno. Non so esattamente in quali condizioni siano arrivate le britanniche a questo Mondiale, ma bisogna fare loro i complimenti per il tempo che sono riuscite a realizzare. Da parte nostra continueremo a lavorare con un gruppo di atlete che affronta anche un calendario su strada molto impegnativo, a differenza delle inglesi, maggiormente concentrate sull’attività in pista. È una differenza importante nella preparazione, anche se naturalmente ogni Nazionale deve fare i conti con le proprie difficoltà”.

La stagione di Federica Venturelli è stata compromessa dalla caduta agli Europei Under 23? E quale problema fisico sta affrontando di preciso?
“Federica aveva già accusato un problema al ginocchio a inizio stagione, in un periodo lontano dagli appuntamenti su pista. Dopo la caduta, quel dolore si è ripresentato, quindi non si tratta di un problema insorto direttamente durante l’attività agonistica. Sicuramente questa situazione ha condizionato il suo avvicinamento agli appuntamenti più importanti, compresi i Mondiali su strada, ai quali avevamo deciso di rinunciare proprio per concentrarci maggiormente sulla pista. Successivamente, però, in accordo con lo staff medico, abbiamo ritenuto opportuno anticipare la conclusione della sua stagione, in modo da permetterle di recuperare completamente e ripartire al meglio il prossimo anno. Non sarebbe stato corretto forzare la condizione o ricorrere a lavori troppo intensi all’ultimo momento, con il rischio di aggravare il problema e ritrovarsi ancora con il dolore”.

Elisa Balsamo è sembrata fare fatica nel suo ritorno su pista, sebbene condizionata da una caduta nello scratch. Per quanto riguarda l’omnium, è la tua prima scelta oppure ti riservi di valutare anche altre opzioni?
“Elisa è stata sicuramente un valore aggiunto per il quartetto rispetto allo scorso anno, quando non era presente. È tornata in pista facendo registrare prestazioni di ottimo livello. L’omnium, però, è una disciplina diversa, che richiede di essere affrontata con maggiore continuità in gara. Considerando la stagione particolarmente impegnativa che ha disputato su strada, ha avuto poche occasioni per lavorarci in maniera specifica e si è presentata con poche gare nelle gambe. È un aspetto sul quale dobbiamo sicuramente lavorare, ma abbiamo ancora tempo. Prima di Los Angeles ci aspettano sei prove di Coppa del Mondo, un Mondiale e due Europei: saranno tutte occasioni importanti per gareggiare, fare ulteriori esperimenti e valutare le caratteristiche e la crescita delle nostre atlete”.

A proposito di Federica Venturelli. Per le sue doti di velocità e resistenza, potrebbe tornare utile anche nella madison o addirittura nell’omnium?
“Federica è un’atleta completa. Fin da allieva ha sempre gareggiato in tutte le discipline della pista, oltre a correre su strada e nelle prove a cronometro. È una ragazza che sa fare tutto e che riesce a essere competitiva in diverse specialità. Proprio per queste sue caratteristiche, guardando a Los Angeles, posso dire che anche nel mio ruolo di commissario tecnico della cronometro la tengo sicuramente in considerazione”.

Guazzini e Consonni restano una coppia solidissima: la loro titolarità non si tocca oppure valuterai anche altre soluzioni?
“Cercheremo, come abbiamo sempre fatto, di far ruotare il più possibile le ragazze, per capire quale possa essere la coppia migliore da schierare all’appuntamento olimpico. Nessuna ha il posto assegnato o già deciso. Abbiamo ancora parecchio tempo davanti e sarà importante valutare la crescita di tutte, dando a ciascuna la possibilità di mettersi alla prova. Con le atlete che abbiamo a disposizione sarebbe sbagliato non farlo. Un aspetto fondamentale sarà gareggiare con continuità in pista, perché la tecnica si affina soprattutto correndo e confrontandosi con le avversarie. L’obiettivo è arrivare nella miglior condizione possibile in ogni specialità. Sarebbe un peccato specializzare troppo presto le ragazze, anche perché gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e dobbiamo essere pronti a qualsiasi situazione”.

Le prime tappe di Nations Cup del 2027 verranno utilizzate per effettuare qualche esperimento?
“Sì, sicuramente, anche se dovremo prima capire quali atlete avremo effettivamente a disposizione. A partire da novembre le ragazze inizieranno a confrontarsi con le rispettive squadre per definire i programmi della prossima stagione e noi dovremo valutare le possibilità in base ai loro calendari su strada. In questi due anni sarà fondamentale trovare la soluzione migliore insieme ai team, cercando di conciliare gli impegni e costruire una preparazione che ci permetta di arrivare a Los Angeles nelle migliori condizioni”.

Letizia Paternoster potrebbe rientrare nel giro della Nazionale?
“Io ho sempre detto che le porte della Nazionale sono aperte a tutte. Letizia, però, nell’ultimo periodo non si è più messa a disposizione per l’attività su pista, preferendo concentrarsi maggiormente sulla strada. Al momento non abbiamo ancora parlato dei suoi programmi futuri, anche in considerazione del suo approdo in una nuova squadra. Vedremo quindi quali saranno le sue intenzioni e come si svilupperà la situazione”.

Il fatto di poter convocare solo cinque atlete a Los Angeles 2028, che dovranno disputare quartetto, omnium e madison, imporrà inevitabilmente delle scelte…
“A Los Angeles avremo a disposizione cinque atlete più una riserva, rispetto alle quattro più una di Parigi. È un piccolo passo avanti che ci offrirà un margine di scelta leggermente maggiore. Sappiamo però che il gruppo dovrà essere costruito tenendo conto delle tre specialità e lavoreremo proprio in questa direzione. Non sarà semplice, perché dovremo individuare le atlete più adatte a garantire competitività in tutte le prove, ma abbiamo ancora tempo per fare le nostre valutazioni”.

Qual è il tuo rapporto con Diego Bragato e come vi dividete i compiti?
“Con Diego il confronto è costante, praticamente quotidiano. Abbiamo trovato un ottimo equilibrio e credo che il nostro sia un rapporto di grande collaborazione, perché riusciamo a compensarci molto bene. Lui si affida maggiormente a me per gli aspetti tecnici, per gli allenamenti in pista e per le scelte legate alle gare, mentre io faccio molto affidamento su di lui per quanto riguarda la gestione e la programmazione delle atlete. Diego è in contatto frequente con le ragazze, lavora sull’organizzazione dei programmi e sulla definizione delle date, ed è un aspetto fondamentale per riuscire a coordinare tutti gli impegni. Ognuno mette a disposizione le proprie competenze e questo ci permette di lavorare bene insieme”.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
Pubblicità