Basket
Andrea Capobianco: “Razionalità ed energia ci devono dare la possibilità di giocarcela contro ogni avversaria”
Dal 1° settembre l’Italbasket femminile è a Berlino, e da ieri ha iniziato ad allenarsi tra le due arene della capitale tedesca, la Max Schmeling Halle e la Uber Arena, ribattezzata per l’occasione Berlin Arena. Proprio nel megaimpianto più recente è stato effettuato dalle azzurre l’allenamento serale, al termine del quale Andrea Capobianco ha raccontato le sue sensazioni dopo l’approdo in terra tedesca.
Come sono andati questi primi giorni della squadra a Berlino?
“Molto bene. Le ragazze ancora una volta sono state molto brave, nel senso che sono concentrate, attente e si divertono insieme. Sono molto contento di come stanno vivendo questi giorni a Berlino, ma non avevo dubbi perché queste ragazze vogliono onorare sempre di più la maglia azzurra“.
Abbiamo avuto purtroppo gli infortuni di Spreafico e Kacerik; Vittoria Blasigh che cosa sta portando e dando alla squadra?
“Sono convinto di una cosa: quando una giocatrice viene chiamata, viene chiamata per giocare. Vittoria è pronta per giocare e stare in questo gruppo. Anche quando ho lanciato i giocatori in Serie A maschile ho lanciato abbastanza giovani; venivano lanciati perché meritavano di stare e davano qualcosa. Lei è entrata in un gruppo con la stessa mentalità del gruppo, sembra una che si allena da sempre con queste ragazze. Merito assolutamente di Vittoria, ma anche delle altre compagne di squadra perché sono state straordinarie nell’inserire Vittoria in questo gruppo“.
Questo gruppo D è molto particolare: USA, Cina, Cechia, tutte squadre diverse anche con le loro presenze e assenze. Quanto sarà complicato riuscire a barcamenarsi tra scuole di pallacanestro diversissime tra loro?
“Io credo in una pallacanestro fatta di cuore e di cervello. Cervello significa giocare col massimo dell’energia e buttandosi su tutti i palloni, ma con una certa razionalità nelle scelte. Questa razionalità e quest’energia ci devono dare la possibilità di giocarcela contro qualsiasi tipo di avversaria. Questo è il mio stile di gioco, perché io credo molto nel fatto che la giocatrice non sia una pura esecutrice di gioco, ma dev’essere quella che lo interpreta e deve giocare per rendere funzionali al massimo le situazioni. Loro sono brave ad adattarsi a queste cose e vogliamo ripetere quello che abbiamo fatto finora, anche se sappiamo che sono tre partite durissime perché siamo con le 16 squadre più forti del mondo“.
