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TennisUS Open

AMERICAN DREAM! Ben Shelton affonda Alcaraz al quinto set nel cuore della notte e si regala la semifinale agli US Open!

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Ben Shelton
Ben Shelton / LaPresse

Ben Shelton firma la più grande impresa della sua carriera e manda al tappeto Carlos Alcaraz al termine di una notte che gli US Open difficilmente dimenticheranno. Sul cemento dell’Arthur Ashe Stadium, lo statunitense supera il campione in carica e numero 2 del mondo con il punteggio di 6-7 (5), 6-1, 6-3, 1-6, 7-6 (7), al termine di 4 ore e 28 minuti di tennis, tensione e continui ribaltamenti. La sfida si chiude alle 3:34 del mattino, diventando la conclusione più tardiva nella storia del torneo.

È una vittoria costruita sulla potenza, ma soprattutto sulla capacità di Shelton di restare dentro una partita che più volte sembra sfuggirgli di mano. Alcaraz parte meglio e si prende il primo set al tie-break, 7-5, dopo un parziale giocato sul filo dell’equilibrio. Lo spagnolo è più lucido nei punti decisivi e sembra avere il controllo della situazione.

La risposta dell’americano, però, è immediata e prepotente. Shelton cambia ritmo, spinge con il servizio e con il dritto e costringe Alcaraz a giocare sempre più lontano dalle proprie condizioni ideali. Il secondo set si trasforma rapidamente in un monologo: 6-1. Nel terzo, il copione non cambia. Lo spagnolo attraversa una fase di evidente difficoltà, anche a causa di problemi allo stomaco, mentre Shelton continua ad aggredire ogni occasione. Due break gli permettono di portarsi avanti 2-1 nel conto dei set con un 6-3.

A quel punto Alcaraz sembra vicino al precipizio. Ma è proprio lì che il campione in carica reagisce. Il quarto set è una dimostrazione di carattere: lo spagnolo ritrova profondità, intensità e precisione, mentre Shelton perde parte della continuità che aveva caratterizzato i due parziali precedenti. Il risultato è un altro 6-1, questa volta in favore di Alcaraz. Tutto da rifare.

Il quinto set diventa così una prova di nervi prima ancora che di tennis. Le gambe sono pesanti, ogni punto pesa il doppio e nessuno riesce a trovare il colpo per spezzare definitivamente l’equilibrio. Si arriva al 6-6 e, come previsto dal regolamento degli Slam, il verdetto viene affidato al super tie-break ai 10 punti.

Alcaraz sembra poter piazzare l’allungo decisivo quando si porta sul 5-3 grazie a un mini-break. Shelton, però, non arretra. Recupera immediatamente lo svantaggio e riporta il punteggio sul 5-5. Da quel momento è l’americano a prendere l’iniziativa. Una prima di servizio a 146 miglia orarie, circa 235 chilometri orari, gli consente di mettere pressione sull’avversario e di avvicinarsi al traguardo.

Poi arriva il colpo finale: un ace che vale il 10-7 e la vittoria più prestigiosa della sua carriera. Shelton batte così Alcaraz per la prima volta e lo fa nel modo più spettacolare possibile, al termine di una partita nella quale ha dovuto superare non soltanto uno degli avversari più forti del circuito, ma anche le proprie difficoltà nei momenti in cui il match sembrava cambiare nuovamente direzione. Ha perso il primo set, ha dominato i due successivi, ha subito la reazione del campione e, nel momento decisivo, ha trovato ancora la forza per non cedere.

Per Alcaraz è invece una sconfitta pesante. La rimonta del quarto set sembrava avergli restituito il controllo della sfida, ma nel super tie-break sono stati pochi punti a fare la differenza. Il campione in carica deve così abbandonare New York ai quarti di finale e rinunciare alla possibilità di difendere il titolo conquistato nella passata stagione.

Shelton, invece, si prende la scena. La sua corsa prosegue in una semifinale tutta americana contro Frances Tiafoe, che gli offre l’occasione di trasformare una notte già storica nel primo vero capitolo di una possibile corsa al titolo.

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