TennisUS Open
Simone Bolelli e Andrea Vavassori approdano ai quarti di finale degli US Open 2026!
Ci sono partite che si vincono con il tennis e altre che, a un certo punto, si vincono soprattutto con la testa. Quella di Simone Bolelli e Andrea Vavassori appartiene decisamente alla seconda categoria. Gli azzurri, testa di serie numero 4, battono Austin Krajicek e Nikola Mektic, quindicesimi favoriti del seeding, al termine di una battaglia di oltre tre ore: 4-6 7-6(5) 7-6(8) il punteggio finale. Per la prima volta insieme sono ai quarti di finale dello US Open, e ci arrivano dopo aver recuperato situazioni che, una dopo l’altra, sembravano poter chiudere la partita a favore degli avversari.
Il primo set racconta una storia abbastanza semplice. Vavassori perde il servizio nel game inaugurale e quello resta l’unico strappo necessario a Krajicek e Mektic per mettere le mani sulla frazione. La coppia croato-statunitense serve bene, risponde con ordine e soprattutto non concede praticamente nulla. Soltanto tre errori gratuiti in tutto il set. Nessuna giocata fuori spartito, nessuna necessità di forzare: Krajicek e Mektic fanno quello che devono fare, nei tempi giusti, e gli azzurri non trovano il modo di cambiare l’inerzia. Finisce 6-4.
Bolelli e Vavassori provano a cambiare l’ordine dei battitori nel secondo set, ma l’inizio non porta benefici immediati. Vavassori si trova subito sotto 0-30, commette un doppio fallo e gli avversari continuano a entrare con grande efficacia sulla seconda palla. Alla seconda occasione di break, Krajicek trova la risposta vincente. È il colpo che complica ulteriormente il pomeriggio degli azzurri, anche perché il numero uno della coppia croato-statunitense continua a essere il più incisivo dei quattro, soprattutto in risposta.
Il problema per Bolelli e Vavassori è che non riescono a fare abbastanza male nemmeno nei turni di servizio degli avversari. La partita sembra scivolare lentamente verso la conclusione, fino al tie-break. Krajicek e Mektic ci arrivano con il vantaggio accumulato nel set e, nel gioco decisivo, si portano avanti 5-2. Ancora tre punti e sarebbe match point.
È qui che gli azzurri trovano il tennis che fino a quel momento era mancato. Bolelli si prende un punto pesantissimo per il 5-5, Mektic aggiunge un doppio fallo e improvvisamente il set point è dalla parte italiana, con Vavassori al servizio. La risposta è quella giusta, senza fronzoli: smash e 7-5. Una frazione che sembrava ormai compromessa è invece servita su un piatto d’argento al terzo set.
E nel terzo gli azzurri cominciano a giocare meglio. Vavassori sale di livello al servizio e diventa più presente anche negli scambi da fondo. Nel terzo game arriva la prima palla break, al termine del game più lungo della partita fino a quel momento. Mektic, però, tira fuori una delle giocate migliori dell’incontro: servizio e volée bassa, difficilissima, che costringe Bolelli all’errore.
Il messaggio, comunque, è chiaro: adesso Bolelli e Vavassori sono dentro la partita. Nel sesto game arriva anche uno dei punti più belli della sfida, uno scambio giocato tutto in apnea e chiuso da Vavassori con un diritto diagonale perfetto. Vale molto più del singolo punto, perché permette agli azzurri di cancellare una seconda palla break e impedire agli avversari di prendere il largo.
Krajicek e Mektic continuano però a trovare risposte nei momenti complicati. Prima salvano una palla break con una seconda di servizio di Mektic che pizzica la riga dopo un doppio fallo. Poi, sul 4-4, devono fronteggiarne due consecutive e riescono a tirarsi fuori da 15-40. La partita è ormai diventata una gara di nervi, con pochissimo spazio per gli errori.
Sul 5-4, Bolelli e Vavassori sono a due punti dalla sconfitta. Sotto 0-30, però, arriva la risposta di Bolelli. Tre punti consecutivi a rete, uno più importante dell’altro, e in mezzo un ace alla T. L’azzurro si prende il game, la coppia sale 6-5 e ancora una volta la partita cambia direzione.
Il set non può che finire al tie-break decisivo. Qui Vavassori parte subito aggressivo: discesa a rete e 1-0 con servizio. Ma il vantaggio dura pochissimo. Gli azzurri perdono entrambi i punti sulla battuta successiva e Mektic, nel duello ravvicinato con Bolelli, mostra riflessi da specialista per mettere la racchetta sulla palla e firmare il sorpasso.
La risposta degli italiani arriva ancora una volta senza esitazioni. Vavassori mette a segno uno smash importante, Bolelli trova un altro punto in risposta e gli azzurri rimangono incollati al match. Sul 6-6 completano l’ennesima rimonta della serata. Poi arriva il sorpasso: una risposta di Krajicek tocca il nastro e, dopo aver danzato qualche istante, ricade dalla parte sbagliata. È 7-6.
Bolelli e Vavassori conquistano anche il punto successivo in risposta e si portano 9-7, a due punti dal traguardo. Krajicek, che fino a quel momento aveva giocato un incontro di livello altissimo, non è ancora disposto a mollare: un tocco di grande sensibilità cancella il primo match point.
Sul secondo, però, non c’è appello. Vavassori va al servizio e sceglie la soluzione più semplice e più pesante: ace. 10-8. Fine della partita, fine di una rimonta che sembrava improbabile dopo il primo set e che nel terzo era passata anche da un break da recuperare.
È la decima rimonta stagionale per Bolelli e Vavassori, ma questa vale qualcosa in più: vale il primo quarto di finale insieme a New York. Una qualificazione costruita non tanto sulla continuità quanto sulla capacità di rimanere attaccati alla partita nei momenti in cui Krajicek e Mektic sembravano averla già nelle proprie mani.
Adesso l’asticella si alza ancora. Nei quarti gli azzurri troveranno Christian Harrison e Neal Skupski, campioni in carica dell’Australian Open e quinta coppia della graduatoria stagionale.
