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Pallavolo

Volley femminile, il girone e le avversarie dell’Italia agli Europei: insidia Haak!

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Isabella Haak
Isabella Haak / Cev

Cinque partite in sei giorni per conquistare il primo posto e costruirsi il miglior percorso possibile verso la fase a eliminazione diretta. L’Italia di Julio Velasco inizierà venerdì 21 agosto la propria avventura agli Europei 2026, ultimo grande appuntamento di un’estate che ha già consegnato alle azzurre il bronzo in VNL. Le campionesse olimpiche e mondiali saranno impegnate nella Pool D di Göteborg, insieme a Croazia, Montenegro, Svezia, Slovacchia e Francia, con tutti gli incontri in programma allo Scandinavium.

Sulla carta l’Italia è la grande favorita del raggruppamento, ma il cammino non è completamente privo di insidie. Francia e Svezia rappresentano le avversarie più accreditate, mentre Croazia, Slovacchia e soprattutto l’esordiente Montenegro partono un gradino più indietro. Arrivare primi non rappresenterebbe soltanto una questione di prestigio: la Pool D si incrocerà negli ottavi con la Pool B di Serbia, Cechia, Bulgaria, Ucraina, Austria e Grecia e vincere il girone consentirebbe alle azzurre di affrontare a Brno la quarta classificata dell’altro raggruppamento.

L’Europeo dell’Italia inizierà venerdì 21 agosto alle 16.00 contro la Croazia, una Nazionale dalla tradizione importante ma reduce da anni decisamente meno brillanti. Dopo i tre argenti consecutivi conquistati tra il 1995 e il 1999, le croate non sono più riuscite ad avvicinarsi al podio continentale e nell’ultima edizione, nel 2023, hanno chiuso addirittura al 22° posto. La squadra allenata da Igor Arbutina resta comunque un’avversaria con diverse individualità interessanti e parecchie giocatrici abituate a campionati di buon livello internazionale.

In cabina di regia c’è Karla Antunović, 24 anni, reduce dall’esperienza italiana con Chieri e attesa nella prossima stagione al ŁKS Commercecon Łódź, affiancata da Vedrana Jakšetić. Il nome più conosciuto è però quello di Samanta Fabris, opposta dalla lunghissima esperienza internazionale e vecchia conoscenza della Serie A italiana per i trascorsi con Chieri, Modena, Novara, Casalmaggiore e Conegliano. Al suo fianco c’è la ventenne Tonka Bosnjak. In posto 4 il pericolo principale è Ana Burilovic, appena 21enne e impegnata negli Stati Uniti con Colorado University, affiancata da Luna Becic. Tra le alternative c’è anche Asja Zolota, ventenne destinata alla Clai Imola dopo l’esperienza slovena all’OK Ankaran. Al centro Arbutina può puntare su Ema Strunjak e Viktoria Ana Trcol, con un’altra giocatrice molto conosciuta in Italia come Bozana Butigan pronta a subentrare. La Croazia non possiede la profondità dell’Italia, ma presenta abbastanza esperienza e fisicità per rendere insidioso un esordio nel quale le azzurre dovranno soprattutto trovare immediatamente ritmo e automatismi.

Nemmeno ventiquattro ore più tardi, sabato 22 agosto alle 15.00, arriverà il Montenegro, sulla carta l’avversaria più abbordabile della Pool D. Per la Nazionale di Jovo Cakovic sarà il debutto assoluto in un Campionato Europeo e già questo rende Göteborg un passaggio storico per il movimento montenegrino. La squadra si presenta con un gruppo estremamente giovane e con diverse giocatrici ancora all’inizio del proprio percorso internazionale.

Emblematico il reparto delle palleggiatrici, dove la titolare Nadja Pekovic ha appena sedici anni e la sua alternativa Kristina Vukcevic ne ha diciotto. Anche la seconda opposta, Anastasija Koprivica, ha soltanto 17 anni, mentre maggiore esperienza garantisce la titolare Dijana Vukovic, 27enne dello ŽOK Luka Bar. In posto 4 dovrebbero trovare spazio Teodora Čavić e Simona Petranović, quest’ultima impegnata in Israele con l’Hapoel Kfar Saba, mentre al centro spicca Saška Đurović, reduce dall’esperienza portoghese con il Porto, insieme a Mina Dragović. Dalla panchina può arrivare l’esperienza della 28enne Katarina Budrak, da ormai un decennio nel volley francese. Il divario con l’Italia appare notevole soprattutto per esperienza ad alto livello e profondità della rosa: proprio per questo potrebbe essere una delle partite nelle quali Velasco avrà maggiori margini per ruotare le proprie giocatrici e verificare soluzioni differenti.

Il primo vero salto di qualità arriverà domenica 23 agosto alle 18.00 contro la Svezia. La Nazionale padrona di casa dispone infatti di una giocatrice capace di modificare completamente il peso specifico di una squadra: Isabelle Haak. L’opposta di Conegliano è una delle attaccanti più forti e vincenti del panorama internazionale e sarà inevitabilmente il fulcro del gioco costruito da Lorenzo Micelli. Limitare Haak significherà togliere alla Svezia la sua principale fonte di punti, ma sarebbe riduttivo considerare la formazione scandinava una squadra completamente dipendente dalla propria fuoriclasse.

In regia dovrebbe esserci Vilma Julevik, mentre in banda Micelli dispone della sorella maggiore di Isabelle, Anna Haak, giocatrice di grande esperienza internazionale, e di Hanna Hellvig, alla seconda stagione nel campionato polacco con l’UNI Opole. Dalla panchina può arrivare anche Maya Tabron, impegnata nella lega statunitense. Al centro le soluzioni principali sono Linda Andersso e Gun Hindgren, entrambe con esperienze fuori dalla Svezia, mentre Filippa Brink rappresenta il riferimento in seconda linea. La Svezia aveva raggiunto uno storico ottavo posto all’Europeo 2021, prima del sedicesimo posto del 2023, e davanti al proprio pubblico cercherà un altro salto di qualità. Contro l’Italia partirà sfavorita, ma la combinazione tra fattore campo e presenza di Haak rende questa sfida molto diversa dalle prime due.

Dopo il giorno di riposo, martedì 25 agosto alle 16.00 l’Italia affronterà la Slovacchia, decima classificata all’Europeo 2023 e formazione probabilmente meno appariscente della Svezia ma dotata di un gruppo con una discreta esperienza internazionale. In panchina c’è inoltre un tecnico italiano, Martino Volpini, che proverà a costruire una squadra ordinata e difficile da mettere sotto pressione.

La diagonale principale dovrebbe essere composta dalla palleggiatrice Anna Kohútová, destinata al VK Prostějov, e dall’opposta Karin Šunderlíková, giocatrice conosciuta anche in Italia per le esperienze con Martignacco e Soverato e ora impegnata in Ungheria con il Vasas Óbuda. Lucia Herdová e Karolina Fricova costituiscono le principali soluzioni in posto 4: la prima passerà al VfB Suhl in Germania, la seconda all’Allianz MTV Stuttgart. Anche il reparto centrale offre una certa esperienza con Tereza Hrušecká, alla Dinamo Bucarest, e Katarína Körmendyová, impegnata in Cechia con il Dukla Liberec. Il libero sarà Ema Magdinová. Manca forse una fuoriclasse capace di spostare da sola gli equilibri, ma la Slovacchia dispone di diverse giocatrici abituate a campionati competitivi e potrebbe rivelarsi un test utile soprattutto sul piano della continuità.

Il confronto potenzialmente decisivo per il primo posto arriverà mercoledì 26 agosto alle 16.00 contro la Francia. Tra tutte le rivali del raggruppamento è quella che, per qualità complessiva e potenziale, può avvicinarsi maggiormente all’Italia. Il sesto posto ottenuto all’Europeo 2023 testimonia la crescita di un movimento che negli ultimi anni ha cercato di ridurre progressivamente il divario dalle migliori Nazionali continentali. La VNL ha però mostrato anche parecchia discontinuità e a Göteborg il tecnico spagnolo Cesar Hernandez Gonzalez dovrà fare i conti con l’assenza per infortunio di Helena Cazaute, elemento importante nel reparto delle schiacciatrici.

La Francia dovrebbe affidare la regia a Enora Danard-Selosse, affiancata da Nina Stojiljković, mentre in posto 2 il riferimento è Iman Ndiaye, passata dal Nilüfer al Beşiktaş. Senza Cazaute aumenteranno inevitabilmente le responsabilità di Amelie Rotar, altra giocatrice conosciuta dal pubblico italiano per l’esperienza con Roma, e Lilou Ratahiry, 22enne del Cannes. Al centro c’è una coppia particolarmente fisica formata da Amandha Sylves ed Eva Elouga, con Fatoumata Fanguedou, Camille Massuel e Leandra Olinga Andela a offrire ulteriori alternative. Anche nel ruolo di libero la Francia presenta qualità ed esperienza con Juliette Gelin, appena passata da Milano a Bergamo, e Amandine Giardino.

Proprio la Francia appare l’avversaria più completa tra quelle inserite nel girone dell’Italia. Non possiede un terminale offensivo paragonabile a Haak, ma rispetto alla Svezia può contare su una distribuzione maggiore di qualità e fisicità nei vari reparti. L’assenza di Cazaute pesa e le difficoltà emerse durante la VNL impediscono di collocare le transalpine sullo stesso piano delle azzurre, ma l’ultima partita della Pool D potrebbe rappresentare il vero banco di prova prima della fase a eliminazione diretta.

Il quadro del girone appare dunque abbastanza definito nelle gerarchie, almeno alla vigilia. Italia favorita, Francia principale antagonista, Svezia possibile variabile capace di alterare gli equilibri grazie soprattutto a Isabelle Haak, Slovacchia squadra solida da non sottovalutare, Croazia alla ricerca di un rilancio e Montenegro all’esordio assoluto. Per le azzurre il primo posto resta l’obiettivo naturale, ma le cinque partite di Göteborg avranno anche un’altra funzione: permettere a Velasco di capire quanto rapidamente la squadra riuscirà ad assorbire la nuova configurazione determinata dall’infortunio di Omoruyi e dal ritorno di Antropova nel ruolo di schiacciatrice ricevitrice.

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