Nuoto
Sara Curtis, regina dei 50 dorso: oro europeo, record del mondo e il confronto coi PanPancifici
Sara Curtis è, senza se e senza ma, la nuova regina dei 50 dorso. L’azzurra ha portato la distanza, che entrerà nel programma olimpico a Los Angeles 2028, in una dimensione completamente nuova. Lo certificano i riscontri ottenuti nella vasca di Parigi, teatro degli Europei di nuoto in corso questa settimana, ma anche il confronto con quanto sta accadendo oltreoceano.
La piemontese ha letteralmente sbriciolato il precedente primato mondiale dell’australiana Kaylee McKeown, fissato a 26″86. Curtis lo ha prima cancellato in semifinale, fermando il cronometro a 26″63, per poi migliorarsi ulteriormente in finale e conquistare il titolo continentale con uno straordinario 26″56. Quello ottenuto a Parigi è un margine di tre decimi rispetto al precedente limite mondiale: su una distanza di appena 50 metri, un abisso.
Per misurare fino in fondo la portata della prestazione dell’azzurra, era quindi inevitabile guardare anche a quanto successo ai campionati Pan Pacifici di Irvine, negli Stati Uniti. Il confronto diretto offre un’indicazione particolarmente significativa. La statunitense Katharine Berkoff ha infatti stabilito il nuovo record americano, ma il suo 26″90 è rimasto a 34 centesimi dal crono di Curtis.
Un divario che fotografa con chiarezza il livello raggiunto dalla ragazza di Savigliano e la dimensione della sua impresa. Ma il confronto tra Parigi e Irvine non si esaurisce con le due migliori prestazioni. Anche osservando i tempi delle finali, infatti, il quadro resta favorevole agli Europei.
Alle spalle di Curtis, la francese Mary-Ambre Moluh ha conquistato l’argento in 27″06, mentre la britannica Lauren Cox ha completato il podio in 27″15. Entrambi i riscontri sono migliori di quelli ottenuti a Irvine dalla statunitense Regan Smith, seconda in 27″14, e dall’australiana Iona Anderson, terza in 27″60.
Numeri che, messi in fila, restituiscono la misura della superiorità mostrata da Sara. A Parigi l’azzurra non si è limitata a vincere: ha imposto un nuovo riferimento mondiale e ha scavato un solco rispetto alla concorrenza internazionale. In attesa che i 50 dorso diventino ufficialmente una distanza olimpica, Los Angeles 2028 ha già trovato una protagonista da tenere d’occhio.
