Nuoto
Il dilemma di Sara Curtis: più dorsista o stileliberista?
La prima volta è stata carina… così ha dovuto farlo due volte. Così le compagne americane di Sara Curtis commenterebbero probabilmente il nuovo record del mondo dei 50 dorso dell’azzurra.
La quasi ventenne da Savigliano, che compirà gli anni il 19 agosto, è riuscita nella duplice impresa di realizzare e poi ritoccare il record del mondo, grazie al 26.63 nuotato nelle semifinali di ieri e al 26.56 di questa sera, che l’ha portata sul vertice del podio europeo.
Il risultato dell’azzurra, che ha anche già messo in valigia uno storico bronzo nei 100 stile libero e argento nella 4×100 stile libero femminile, solleva inevitabilmente il tema delle gare a cui può aspirare per il prossimo biennio olimpico.
Sara Curtis è, ad oggi, in vasca lunga, detentrice del record mondiale dei 50 dorso (26.56) e del record italiano nei 50 stile libero (24.09) e nei 100 stile libero (52.69). Risulta anche essere la terza italiana di sempre nei 50 farfalla, grazie al 25.89 nuotato agli Assoluti di aprile, e nella stessa rassegna ha ottenuto anche un ottimo tempo nei 100 dorso, firmando 1:00.35.
La diciannovenne ha dichiarato spesso il suo amore totale per i 50, specialmente per i 50 stile libero; ebbene, la diverte anche fare i 50 dorso. La gara che, paradossalmente, la mette, o a giudicare dai recenti risultati la metteva, più in difficoltà erano i 100 stile libero. Logicamente parlando, almeno per il momento, i 100 dorso parrebbero la gara più complicata da portare a una rassegna internazionale.
L’azzurra, in zona mista, dopo il secondo record del mondo, ha dichiarato infatti che non scenderà in vasca per i 100 dorso domattina, nonostante sia iscritta in start list. Tuttavia ha espresso il rammarico di non poterli svolgere, in modo da potersi preservare per dare il meglio sui 50 stile, gara su cui si è concentrata maggiormente durante la passata stagione.
La nuotatrice allenata da Todd DeSorbo ha infatti detto di aver fatto anche allenamenti in funzione dei 100, e che questi non siano andati per niente male. Con un personale sui 50 dorso che è anche il record del mondo, un passaggio molto veloce nella doppia distanza è, secondo l’azzurra, realizzabile concretamente. Si tratterebbe dunque di finalizzare la seconda parte di gara in modo da ottenere un tempo degno della scena internazionale.
Il personale di Sara è per ora 1:00.35, ma, come anche la sua seconda miglior prestazione, è stato nuotato solo come apertura della staffetta dell’Esercito.
Interessante è osservare i passaggi delle due migliori interpreti al mondo dei 100 dorso, cioè l’australiana Kaylee McKeown, ancora idola di Sara, e l’americana Regan Smith.
La prima, che possiede come miglior tempo il 57.16 ottenuto per vincere l’oro di Singapore 2025, realizzò quel tempo toccando il muro a 27.92 al passaggio, e gravitava attorno ai 28.0 nelle sue altre migliori prestazioni sotto il 57.5. L’americana invece, detentrice del record del mondo con 57.13, è più stabile su un passaggio da 27.8/27.9.
L’azzurra dunque, con un personale sui 50 di 26.56, potrebbe realmente optare per un 28 basso, cercando di resistere il più possibile al ritorno. Con questo potenziale, anche il 100 dorso di Curtis potrebbe essere da crono mondiale e potrebbe far divertire ancora di più le due potenze del nuoto, McKeown e Smith, aggiungendo dunque la piccola terza incomoda che già ha sfilato ad entrambe una posizione sul ranking storico globale dei 50 dorso.
La priorità di Sara quest’anno rimangono i 50 e 100 stile libero, ma mancano ancora due anni alle Olimpiadi, e con un gruppo di allenamento vario e forte come quello di DeSorbo alla University of Virginia, Sara può davvero andare ovunque.
Ricordiamo infatti che con lei si allena anche Isabelle Stadden, atleta in grado di realizzare proprio recentemente, ai campionati americani, un 50 dorso da 27.09 e capace nel corso della carriera di esprimersi su più distanze. Il punto, quindi, non è necessariamente scegliere oggi tra dorso e stile libero, ma capire quanto margine di crescita esista in entrambe le direzioni.
Ed è proprio questo il dilemma più interessante.
Perché se i 50 stile libero restano oggi la gara che Sara sente maggiormente sua, i 50 dorso hanno appena dimostrato di poterle regalare qualcosa di ancora più grande: un record del mondo e un titolo europeo. E se sui 100 dorso esiste ancora una parte di gara da costruire, il tempo già espresso nella prima vasca suggerisce che il potenziale non sia certo quello di una nuotatrice che debba accontentarsi della sola velocità pura.
A due anni da Los Angeles, dunque, sarebbe probabilmente prematuro scegliere una sola strada. Curtis può ancora diventare una specialista dello stile libero, una dorsista di riferimento mondiale o, perché no, una velocista capace di competere ad altissimo livello in entrambe le specialità.
La risposta, forse, arriverà proprio dall’acqua. E dal lavoro quotidiano in Virginia.
Per ora, però, una certezza c’è: Sara Curtis ha appena aperto, anzi spalancato, una porta che fino a ieri sembrava soltanto una possibilità. Ora toccherà a lei, e al suo staff, decidere quanto lontano spingersi dall’altra parte.
