Atletica
Pietro Riva si esalta nella maratona degli Europei: argento di spessore, stava riprendendo Petros
Nel corso di questa stagione la maratona italiana si è rivelata frizzante: Yeman Crippa ha vinto la prestigiosa 42 km di Parigi, Iliass Aouani ha ritoccato il record nazionale (2h04:26 nella Major di Tokyo) e ha trionfato agli Europei su strada (dopo essere stato terzo ai Mondiali lo scorso settembre), Pietro Riva ha demolito il personale a Rotterdam (2h06:46, quarto azzurro all-time). In assenza di Crippa (ieri quarto sui 10.000 metri) e Aouani (non al meglio della forma e rimasto a casa), è stato Pietro Riva a caricarsi il peso del Bel Paese nella 42,195 km che ha animato l’ultima giornata di gare agli Europei 2026 di atletica.
Il 29enne piemontese ha corso in maniera decisamente baldanzosa sulle strade di Birmingham, si è comportato con grande lucidità, ha letto benissimo la corsa e ha conquistato una splendida medaglia d’argento. L’allievo di Stefano Baldini (Campione Olimico di Atene 2024 e due volte trionfatore in campo continentale) ha subito il forcing di Petros poco dopo la mezza, ma nel finale ha alzato le frequenze, ha staccato i compagni di gruppo ed è quasi andato a riprendere il teutonico, accusando un distacco di soli 7 secondi. L’azzurro si è confermato sul secondo gradino del podio agli Europei, visto che due anni fa Roma si mise al collo l’argento nella mezza maratona dietro a Yeman Crippa.
Alla terza maratona della carriera, Pietro Riva ha ottenuto prontamente un risultato di spessore con il tempo di 2h09:18 (il tracciato era molto esigente, non era l’occasione per fare segnare il crono a effetto), lasciandosi alle spalle l’israeliano Gashau Ayale (2h09:21), lo svedese Suldan Hassan (2h09:24), l’israeliano Tadesse Getahon (2h09:31) e il francese Valentin Gondouin (2h09:34). Il tedesco Amanal Petros ha vinto la maratona in solitaria, spaccando in due la gara nei pressi del passaggio al venticinquesimo chilometro: il 31enne ha approfittato con arguzia di un rifornimento, è riuscito a fare il buco e ha progressivamente allungato nei confronti degli inseguitori, rivelandosi irraggiungibile da parte dell’intera concorrenza.
L’atleta di origini etiopi ha saputo confermarsi su altissimi livelli dopo l’argento conquistato lo scorso anno ai Mondiali: dopo aver dato via a una grande sfida con Alphonce Simbu e il nostro Iliass Aouani sulle strade di Tokyo, entrò nello stadio e piazzò l’allungo insieme all’africano, poi la lotta per il titolo si decise in volata e fu il tanzaniano a prevalere (i due contendenti chiusero con lo stesso tempo di 2h09:48). Già bronzo nella mezza maratona degli Europei di Roma 2024, Amanal Petros ha tagliato il traguardo con il crono di 2h09:11.
Gli altri azzurri: Ahmed Ouhda (18mo in 2h11:45), Daniele Meucci (23mo in 2h14:33, dodici anni fa si laureò Campione d’Europa), Xavier Chevrier 32mo in 2h18:21. Si sono assegnate anche le medaglie nella gara a squadre, prendendo in considerazione i tempi dei tre migliori classificati per ogni Nazione: Israele ha vinto in 6h28.37, davanti alla Germania (6h29:03) e alla Francia (6h32:12), mentre l’Italia ha terminato in quinta posizione (6h35:36).
