Atletica
OLTRE LE COLONNE D’ERCOLE! Andy Diaz sfonda la barriera dei sogni: campione d’Europa e record del mondo sfiorato!
“Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi…“. Non c’è stato bisogno di andare nel buio vicino alle porte di Tannhauser, non era necessario recarsi al largo dei bastioni di Orione. Era sufficiente puntare le antenne verso l’Alexander Stadium di Birmingham per gustarsi gli Europei 2026 di atletica. Il Roy Batty della nostra storia è Andy Diaz, il replicante dal cuore umano del salto triplo, colui che ci ha fatto viaggiare oltre le Colonne d’Ercole, colui che ci ha fatto vivere il folle volo.
Signore e signori, un nostro connazionale si è catapultato oltre il muro per eccellenza, oltre una delle barriere per antonomasia dell’atletica leggera, per aspetto tecnico quasi più impattante dei dieci secondi sui cento metri. Un italiano si è fiondato oltre i diciotto metri nel salto triplo. Scandiamolo: d-i-c-i-o-t-t-o metri, con accanto una bandierina tricolore verde, bianco, rosso. Andy Diaz ha realizzato uno dei sogni più reconditi di tutti gli appassionati di atletica alle nostre latitudini: grazie per sempre.
Il due volte Campione del Mondo outdoor ha firmato la magia imperiale al secondo tentativo, dopo un primo affondo lunghissimo, ma nullo per appena tre centimetri. Alla seconda apparizione in pedana si scatena, divampa, impartisce la lectio magistralis, esegue lo spartito dei maestri, manda tutti a scuola ed entra nella storia: rincorsa perfetta, grande asse di battuta, fa entrare tutta la velocità, l’hop è lunghissimo, lo step è una falcata di rara bellezza, il jump è un decollo verso l’ignoto. Esulta, aspetta il tabellone: 18.15 metri (con 1,7 m/s di vento a favore). Lo aveva promesso, ce lo ha regalato.
Il bronzo olimpico di Parigi 2024 ha risposto di forza al portoghese Pedro Pichardo (17.76) e ha severamente zittito il Campione del Mondo all’aperto, con cui gli alterchi non sono mancati in passato (in un’altra vita, entrambi rappresentavano Cuba). Dalla calzamaglia e cappellino in qualifica allo sguardo cupo, abbassato, da cane bastonato. Non ha più avuto la forza per rispondere al nostro portacolori: 16.99 poi tre tentativi passati, va alla deriva, non può nulla, è una resa su tutta la linea.
Andy Diaz si è laureato Campione d’Europa di salto triplo, ma sono le statistiche e rendere memorabile questa serata, tra l’altro molto fredda e forse nemmeno così ideale per confezionare certi numeri. Quarto uomo della storia, ad appena quattordici centimetri dal record del mondo. Meglio di lui hanno fatto solo il britannico Jonathan Edwards (18.29 metri nel 1995), lo statunitense Chris Taylor (18.21 nel 2015) e lo spagnolo Jordan Diaz (18.18 agli Europei di Roma 2024).
Nono uomo di sempre oltre la barriera infuocata, quello odierno è soltanto il 17mo salto di sempre superiore ai 18 metri, a dimostrazione di quanto sia difficile firmare certi voli. Chiaramente miglior prestazione mondiale stagionale, stracciato il già suo 17.87 siglato a Firenze in occasione dei Campionati Italiani Assoluti ormai tre settimane fa. L’azzurro ha onorato la gara con 17.78 (+2,4 m/s) alla terza, ha passato la quarta, poi due nulli in chiusura.
Primo titolo continentale per Andy Diaz, alla sua prima apparizione agli Europei: due anni fa non aveva potuto gareggiare a Roma perché non erano ancora passate le tre stagioni dalla sua ultima uscita in campo internazionale con i colori di Cuba. Oggi ha battuto Pichardo (17.76) e l’Italia festeggia anche lo splendido bronzo di Andrea Dallavalle (17.37 metri alla prima prova), che si conferma ai piani alti dopo l’argento mondiale. Simone Biasutti si è ritirato dopo il primo tentativo a causa di un problema fisico.
