Atletica
Antonio La Torre: “L’infortunio di Jacobs poteva far girare gli Europei. L’Italia più forte di sempre, meglio di Roma”
Gli Europei 2026 di atletica si avviano verso la loro naturale conclusione: la serata di stasera sarà fondamentale per conoscere il computo finale delle medaglie per l’Italia (al momento 19 allori, 8 ori) e per sapere se il Bel Paese riuscirà a vincere il medagliere, come successo nell’edizione disputata due anni fa a Roma, o se si subirà il sorpasso in coda da parte della Gran Bretagna. Si iniziano a fare i primi bilanci nella conferenza stampa andata in scena in quel di Birmingham.
Il DT Antonio La Torre non ha tergiversato e ha mostrato tutta la sua sicurezza: “Sì, ora posso dirlo, è la squadra più forte di sempre. La spedizione di Birmingham è meglio di quella di Roma. Abbiamo reso quasi ripetibile ciò che sembrava irripetibile. Giocare in una Nazione che ha una cultura immensa, e riuscire a tenere testa fino alla fine alla Gran Bretagna, è qualcosa di superlativo. Da questa spedizione nasce una grandissima spinta per il biennio prossimo: Los Angeles 2028 destination“.
Il Direttore Tecnico ha individuato dei momenti fondamentali: “L’infortunio di Jacobs poteva far girare la settimana in un altro modo. Ci siamo subito riuniti e i capitani hanno dato la spinta agli altri: dentro una squadra forte tutti si sentono coinvolti e diventano più forti. Deve essere lo spirito dei prossimi due anni. L’eccezionalità di Tokyo non è stata ripetuta ma quasi: chiaramente questa non è l’Olimpiade ma sto parlando di mentalità. Stano si è svegliato, ha letto della vittoria di Gimbo Tamberi e si è caricato tantissimo: questo è il clima che si è respirato per tutta la settimana“.
Lo sguardo è già rivolto verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028: “Il debriefing si farà tra un mese, a quel punto andremo a vedere cosa c’è da modificare. Abbiamo una fortuna: la pressione delle nuove generazioni sta svegliando anche alcuni che si erano un po’ seduti. L’obiettivo è portare tanta forza, energia e talento giovane alle Olimpiadi del 2028. Il prossimo anno Kelly Doualla comincerà a fare l’atletica ‘dei grandi’. Avremo derby in famiglia nel lungo con gli Inzoli, oltre al ritorno di Furlani. Il settore salti è la forza propulsiva ma ci manca qualcosa nell’alto femminile, e nell’asta stiamo soffrendo un po’“.
Un’analisi anche su alcune criticità e su quanto successo alla 4×100: “Nei lanci, non era mai successo di uomo e una donna in finale nel giavellotto nella stessa edizione: qualcosa si muove. Sui 5000, dobbiamo riflettere, perché non abbiamo atleti in grado di avvicinare i 13 minuti. E vanno risistemate le cose negli ostacoli: a Roma due medaglie, qui due finalisti. Le staffette? Abbiamo valutato davvero tutte le possibilità sulla base delle condizione reali degli atleti e della disponibilità in relazione ai numerosi infortuni delle ultime ore. Avremmo volentieri schierato l’ottimo Dezza ma sente ancora il fastidio al ginocchio che lo ha accompagnato nell’ultimo periodo“.
