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LORD SINNER! Nuova impresa epica del n.1: batte un irriducibile Zverev e si conferma sovrano di Wimbledon!

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse

Jannik Sinner, per la seconda volta, è campione di Wimbledon. Il numero 1 del mondo vince i Championships anche nel 2026, confermando quanto fatto nel 2025. Neanche il miglior Alexander Zverev della carriera basta per togliere il trofeo al campione in carica: 6-7(7) 7-6(2) 6-3 6-4 il punteggio finale in 3 ore e 46 minuti. Ed è anche il quinto Slam in carriera per il classe 2001, l’uomo che ha cambiato la storia del tennis italiano. E la cambia un’altra volta, perché qualcosa di così grande dalle nostre parti non era mai esistito. Anzi, qualcuno di così grande.

Pronti via, il tempo di uno scambio duro vinto da Zverev e di un rovescio sbagliato in larghezza e per Sinner c’è già un 15-30 da recuperare, cosa che (dopo una prima che deve ripetere quattro volte perché su tre c’è il let) riesce a fare con relativo agio. Di nuovo, sul 2-2, Zverev gioca molto bene, allargando tanto gli angoli, ed è 0-30. Problemi? Nessuno: arrivano tre gran prime, anche se sul 15-30 (quando la prima non entra) il tedesco non sfrutta il dritto lungolinea. Sul 4-3 Sinner 40-15 Zverev Jannik trova un passantino stretto favoloso sulla controsmorzata del tedesco, per poi sfruttarne il dritto largo: primo game ai vantaggi. Arriva il doppio fallo, e con lui la prima palla break: Sinner, però, colpisce male di dritto. Si continuano a seguire i servizi forse non con patemi, ma comunque con necessità d’attenzione, e l’inevitabile esito è il tie-break. Di fatto dominano a lungo i servizi. Sul 5-5 un nastro aiuta un difensivo Sinner a passare all’attacco, ma sbaglia di dritto in malo modo: set point Zverev, annullato con prima-palla corta sulla riga-dritto vincente. Anche Jannik ci arriva, ma l’ace cancella. Sul 7-8, però, commette l’errore di lasciar tirare a Zverev il dritto. Risultato: vincente e 7-9 per lui.

Si va ai vantaggi nel game d’apertura del secondo set, ma senza chance per il numero 1. Per lui, però, la situazione è complessa: come già a inizio match, apre sotto 15-30, solo che stavolta è costretto ai vantaggi, risolti bene peraltro. Sul 2-3 il nastro “aiuta” Zverev: 30-30 e poi seconda di Sinner, che si salva e, nel punto successivo, deve togliersi la volée dal corpo. Sul 3-3 15-15 l’italiano, in uno scambio spettacolare, manca un paio di chance. Chiaramente il problema, in tutto questo, è non tanto legato alle prime di Zverev quanto alle seconde, che sono anche queste un problema da gestire a più riprese. Sul 4-5 un game a metà tra il caotico e lo spettacolare va a Sinner a 30, poi si arriva a un secondo tie-break senz’altri brividi. Jannik risponde profondo sulla prima di Zverev, che sbaglia di dritto e consegna subito il minibreak, mantenuto con grande attenzione. Un’altra gran risposta pone le basi per il 4-0, e solo per qualche misura infinitesimale un pallonetto non si trasforma in 5-0. Zverev, con una buona risposta, recupera uno dei due minibreak e si gira sul 4-2. Sarà anche l’ultimo punto del tedesco, perché Jannik continua a spingere e, dopo due ore e nove minuti, è tutto pari.

L’inizio di terzo parziale appare favorevole a Sinner, che riesce a salire sullo 0-30 sull’onda della fiducia. Il problema, però, è che sbaglia prima una palla corta e poi un dritto non difficile, poi il resto lo fa la prima di Zverev. Dopo qualche altro game tutto sommato tranquillo, ancorché da trattare con attenzione, Jannik finisce sotto 0-30, ma con tre prime risistema la situazione. O meglio, va vicino, perché poi Zverev colpisce bene di dritto, il numero 1 affossa la palla a metà rete e c’è una palla break, da affrontare sulla seconda. Sinner colpisce di rovescio lungolinea e poi gioca la palla corta mentre Zverev scivola sul piede destro, ma senza gravi conseguenze per quanto sia lo stesso Jannik ad aiutarlo a rialzarsi. Alla fine il 4-3 arriva. E, subito dopo, arriva un altro game particolarmente combattuto, in cui il tedesco sbaglia qualcosa in più, e arriva un errore nanometrico con il dritto che vale la palla break. Sinner cade, si rialza, tiene lo scambio e lo vince lui: 5-3, Zverev butta la racchetta a terra (e sarà multa pressoché automatica). Il numero 1 ci mette pochi secondi e un ace sulla T a siglare il 6-3.

Nonostante tutto, è il tedesco ad avere delle situazioni migliori nel quarto set. Prima, nel secondo game, recupera da 40-0 a 40 pari anche se poi è Sinner a risolvere la situazione servendo bene, poi trova qualche guizzo in risposta che lo porta a comandare lo scambio per andare sullo 0-30. Il terzo punto è duro, ma l’italiano lo risolve con il rovescio dal centro verso destra, e poi non ci sono praticamente più problemi. Di lì le cose si normalizzano per Jannik, che, anzi, sul 3-3 trova un gran game in risposta con un bellissimo punto che vale lo 0-30, tra recuperi e pallonetto cui segue la volée di dritto. Poco dopo, due palle break, ma Zverev prima tira la prima e poi gioca serve&volley con successivo smash. Ne arriva una terza di chance, ed è quella buona: risposta profonda, dritto a chiudere ed è 4-3. Facile l’approdo sul 5-3 per il classe 2001, mentre il tedesco rischia di farsi riprendere da 40-0, ma forza comunque il 5-4. Sinner deve andare a servire per il match. Il problema è che Zverev ancora ci crede: due palle corte di Sinner, due punti del tedesco, con la seconda che fa nascere un punto di alta spettacolarità. 15-30. Jannik va sul 30 pari, poi su smorzata da punto lunghissimo di Zverev rigioca una controsmorzata che fa urlare tutto il Centre Court. Match point. Bastano tre colpi. E l’ultimo è il dritto vincente dopo il quale il numero 1, stavolta sì, va giù sull’erba, per aver difeso questo titolo dopo una battaglia veramente dura. E poi va lassù, nel suo angolo, da tutte le persone a lui care, del tennis e della vita. E, per la seconda volta, giocherà da campione in carica nel primo lunedì del prossimo anno.

Sinner chiude la finale con 15 ace, contro i 17 di Zverev, ma conta tanto che rimanga altissima la percentuale di punti vinti con la prima (80%), e peraltro c’è uno spaventoso 58-25 di vincenti-errori gratuiti, contro il 49-45 di Zverev. Ma, al di là di tutto, Jannik Sinner diventa il primo giocatore dal 2003 (Roger Federer) a vincere il torneo senza mai perdere la battuta sia in semifinale che in finale. Nondimeno, è anche la sua vittoria numero 100 negli Slam. E che vittoria. La più importante.

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