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Che cos’è il freeride e che risultati ha ottenuto l’Italia nel nuovo sport che sarà olimpico nel 2030

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Freeride
Freeride / LaPresse

La disciplina del freeride farà il debutto olimpico nell’edizione delle Alpi Francesi 2030: si tratta della sorpresa maggiore giunta al termine della revisione delle discipline e degli eventi che saranno inseriti nel programma dei prossimi Giochi Invernali.

Saranno infatti ben quattro gli eventi da medaglia nella prossima edizione dei Giochi, ovvero lo sci maschile, lo snowboard maschile, lo sci femminile e lo snowboard femminile. Saranno a disposizione 44 posti, equamente distribuiti tra uomini e donne.

L’ingresso del freeride nel programma olimpico è dovuto ad una rapida crescita a livello internazionale, grazie ad un nutrito gruppo di giovani appassionati ed a competizioni di grande impatto visivo. Questa disciplina si svolge su un terreno naturale, il che minimizza il suo impatto sui Giochi.

Nell’edizione 2026 dei Mondiali, i primi sotto l’egida della FIS, la Federazione Internazionale di Sci e Snowboard, andati in scena ad Andorra, erano 65 i posti a disposizione e purtroppo l’Italia non era rappresentata, così come non ci sono azzurri nel ranking 2026 del World Tour.

La disciplina richiede molti ettari di terreno sciabile, tanti km di potenziale fuoripista e diversi tipi di itinerari freeride o di zone freeride a tema: si scia o si va con la tavola fuoripista, ed al termine della run i punteggi vengono assegnati valutando i criteri di linea, controllo, tecnica, fluidità e stile.

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