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Olimpiadi invernali, il Cio chiama apertamente il Giappone. “Mercato importante,

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Kaori Sakamoto of Japan, left, and bronze medalist Ami Nakai
Kaori Sakamoto e Ami Nakai / La Presse

Si torna a parlare di Giochi olimpici invernali in Giappone. Stavolta, però, non è la nazione asiatica a farsi avanti. Viceversa, è il Cio a strizzare l’occhio al Paese del Sol Levante, facendo intendere che se dovesse esserci una candidatura per un’edizione futura delle Olimpiadi bianche, questa verrebbe presa immediatamente in seria considerazione.

Anzi, più di “farlo intendere”, lo si dice apertamente per bocca di Karl Stoss, presidente della ‘Commissione per l’organizzazione dei futuri Giochi olimpici invernali’, che ha dichiarato “la volontà di riportare le Olimpiadi invernali in Giappone. Si tratta di un mercato estremamente importante ed è un luogo dove l’innevamento è eccellente”. Peraltro, il movimento nipponico è reduce da un’edizione sensazionale a Milano Cortina 2026, dove sono state raccolte ben 24 medaglie, di cui 5 d’oro.

Peraltro, proprio i Giochi disputatisi quest’anno avrebbero potuto essere in Giappone. Il punto è che l’ipotesi di una candidatura nipponica a organizzare la manifestazione si presenta ciclicamente oramai da un decennio abbondante, tramontando però prima di sorgere.

In particolare, spesso veniva ripetuto il mantra legato al potenziamento dei collegamenti tra l’Isola di Honshu (la più grande dell’arcipelago) con quella dell’Hokkaido (la più settentrionale, dove i Giochi dovrebbero avere luogo). Era necessario aspettare il completamento di lavori infrastrutturali sullo Shinkansen, la rete ferroviaria ad alta velocità dei treni proiettile.

Poi è arrivato lo scandalo legato alle tangenti e alla corruzione nel comitato organizzatore dei Giochi olimpici di Tokyo 2020. Niente di drammatico o esagerato, ma la sensibilità della cittadinanza giapponese a certi temi è estrema. Dunque, qualsiasi potenziale candidatura al 2030 e alle edizioni successive è stata affossata.

Ora si guarda al 2042, anno che potrebbe essere iconico, poiché Sapporo ha organizzato i Giochi olimpici invernali nel 1972. Bisogna vincere tante resistenze, da quelle parti, ma i gruppi industriali dell’Hokkaido sanno bene di avere per le mani un affare miliardario. Infatti hanno cominciato a fare pressioni sulle autorità locali per muoversi in tal senso. Si ragiona a lungo termine, non potrebbe essere altrimenti.

In Giappone si dice “Kahō wa nete mate”, ossia “per la fortuna, dormi e aspetta”. Più o meno è l’equivalente del nostro “Campa cavallo che l’erba cresce”, seppur in chiave speranzosa e possibilista. Di certo, dormire e aspettare non riporterà i Giochi olimpici invernali a Sapporo dopo 70 anni. Bisogna muoversi! Ed è quello che si sta, timidamente, facendo.

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