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Scherma

Arianna Errigo: “Non ho più la motivazione dei 20 anni. Una volta in Nazionale c’erano scherzi pesanti”

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Arianna Errigo
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Arianna Errigo è stata l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus in onda sul canale Youtube di OA Sport. La fuoriclasse azzurra della scherma si è raccontata a 360 gradi toccando diversi argomenti importanti tra passato, presente e futuro. A 38 anni già compiuti, la brianzola non ha la minima intenzione di fermarsi. L’idea di dire stop è mai passata per la sua mente? “Assolutamente no! Non esiste per me niente di più bello che viaggiare con la mia famiglia e vincere. Faccio una vita meravigliosa. Il presente? Sto bene, sono stata un po’ influenzata, ma è tutto passato”.

La monzese torna con la memoria ai suoi primi passi nella scherma: “Ho iniziato a 6 anni per caso non sapendo nemmeno cosa fosse la scherma. Mi sono subito appassionata come ad altri sport, mi piaceva l’idea della competizione poi nelle varie scelte la scherma ha vinto sempre su tutto. A 15 anni ho vinto il mio primo Mondiale U17. L’idea delle Olimpiadi c’era, ma a quell’età ero ancora piccola, le guardavo in tv e volevo fare l’adolescente. Non che volessi smettere, ma volevo una vita normale come i miei coetanei. Dai 19 anni ho iniziato a prenderla più seriamente con più allenamenti e gare. Trovandomi in nazionale con grandi campionesse mi ha dato uno spinta ulteriore”.

Una carriera che sta coinvolgendo 3 momenti: “Sono stati 3 capitoli con mondi completamente diversi. Ogni età ha avuto fasi diverse. A 20 anni ero quella che doveva dimostrare e voleva emergere in mezzo a grandi campionesse come la Vezzali. Non avevo ancora vinto niente e avevo la voglia di spingermi in alto. Ora è tutto diverso. Ho la soddisfazione della carriera che ho fatto. Se dovessi smettere oggi sono super-orgogliosa di quello che ho fatto. Quando vai alle gare in questo modo dai sempre il tuo meglio. Anche se ammetto che non ho la fame che avevo a 20 anni”.

Uno sguardo alla nazionale di scherma che fu e che è: “La nazionale attuale è diversa da quella in cui io avevo iniziato. C’erano personalità forti e anche una pesantezza ulteriore fatta da scherzi pesanti e comportamenti che ora non ci sono più”.

Qual è la sfida di Arianna Errigo? “Riuscire a rimanere a questi livelli e farlo con la mia famiglia è una grande sfida. Organizzare le trasferte, dividere il tempo con loro, è davvero una grande sfida. Verranno anche a Hong-Kong per i Mondiali, come in ogni ritiro o manifestazione”.

Cos’ha insegnato questo sport alla nostra portacolori? “Tante cose. In assoluto non so dire, ma sicuramente ad adattarmi a trovare soluzioni. Mi ha insegnato che l’impossibile non esiste che se ti dicono che non puoi farcela non devi crederci. Mi ha insegnato troppe cose, una vera scuola di vita”.

L’assalto che più la rappresenta?Che mi rappresenta penso sia stata la prima gara di Coppa del Mondo. Avevo 20 anni e gli assalti erano molto tattici. Io sono arrivata stravolgendo questo modo di fare scherma. La mia identità. Farlo in quel contesto è stata una soddisfazione unica. Da quel giorno mi chiamarono Tsunami. Semifinali Olimpiadi di Londra 2012. Battere lei (Valentina Vezzali, ndr), campionessa inarrivabile, è stata la sfida più dura e bella della mia vita. Veniva da 3 ori olimpici e per batterla non potevi sbagliare nulla”.

Ricordiamo che Errigo ha vissuto il sogno delle due armi:Avevo annunciato a tutti che volevo arrivare a Tokyo con le due armi. Quando hanno capito che stavo per farcela sono stata sommersa di attacchi per non fare le gare. Me le pagavo io da sola. Un massacro incredibile. La qualificazione olimpica inizia ad aprile e 8 mesi prima mi arriva una comunicazione della Federazione che mi diceva che, se fossi stata nelle prime 4 delle due armi avrei avuto l’ok. Dopodiché mi venne imposto di scegliere. Perché? Da un lato c’era il timore che io non potessi dare il massimo nel fioretto, dall’altro perchè era qualcosa fuori dall’ordinario e a livello di ritiro non era di semplice gestione. Non ho vissuto bene quelle Olimpiadi”.

A questo punto come vivrà il Mondiale in arrivo? “Sicuramente non sarà un’ossessione. Ora so che sarà la gara più importante dell’anno. Vorrei vincere il mio terzo titolo, ma so di non essere la favorita. Proverò a divertirmi. Gli ultimi anni vorrò viverli così. Senza rimpianti. Le gare di una giornata possono sempre riservare sorprese”.

Il sogno rimarrà Los Angeles 2028: “Sarebbe la mia quinta Olimpiade a 40 anni. Dopo Parigi non ero certa di poterci arrivare perché non sapevo come sarebbe gestire due bimbi e lo sport. A volte mi sono detta di mollare, ma i risultati continuano ad arrivare e Los Angeles è un obiettivo concreto. Non so come andranno le cose e non ci voglio nemmeno pensare.  Ci sono tante situazioni che è difficile dire come andranno le cose”.

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