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Scherma, Mondiali 2026: le speranze di medaglia dell’Italia. Un titolo individuale manca dal 2023

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Martina Batini / Bizzi Federscherma

L’Italia ci deve provare. Mancano pochi giorni e si alzerà il sipario sui Campionati Mondiali 2026 di scherma, competizione quest’anno in scena in oriente, precisamente presso Hong Kong, dal 22 al 30 luglio. Sarà un vero e proprio tour de force per la Nazionale azzurra, chiamata a riprendersi almeno un titolo nella specialità individuale che manca addirittura dal 2023, ovvero dal trionfo di Alice Volpi nel fioretto femminile avvenuto tra le mura amiche di Milano.

Da allora, nessun altro rappresentante della squadra tricolore è più riuscito a salire sul gradino più alto del podio. E l’anno scorso (nel 2024 non si svolsero Mondiali per via delle Olimpiadi) la spedizione non fu in grado di raggiungere l’obiettivo. La speranza è che nella pedana asiatica il trend si ribalti. Ma con chi? Anche in questo caso, l’arma che può avere più chance è proprio il fioretto, in entrambe le categorie. In tal senso i fari saranno puntati su Guilaume Bianchi, attualmente numero tre del ranking FEI, oltre che su Filippo Macchi e Tommaso Martini, rispettivamente settimo e nono. Lo spauracchio più grande si chiama invece Kirill Borodachev, in testa davanti al padrone di casa Chun Yin Ryan Choi. In campo femminile invece le attenzioni saranno rivolte tutte su Martina Batini e Martina Favoretto, prima e seconda nel ranking e motivate a regalare un’altra sogno all’Italia. Occhio anche ad Arianna Errigo, quinta, ed Anna Cristino, sesta, oltre che a molteplici atlete di grande valore, dalla giapponese Ueno alla statunitense Kiefer passando per la transalpina Ranvier. 

Nella spada maschile in rampo di lancio c’è invece Matteo Galassi, il quale può dire la sua contando sul terzo posto nel ranking alle spalle del nipponico Kaki Kano e dell’egiziano Mohamed Elsayed. In top 10 spicca anche Simone Mencarelli, forgiato dal meraviglioso Europeo disputato in Francia. Alberta Santuccio può ovviamente farsi valere invece nella gara femminile: l’azzurra, seconda nella graduatoria internazionale, dovrà farsi spazio tra la forte estone Katrina Lehis, tra l’ungherese Eszter Mihari, sempre rognosa sudcoreana Sera Song e la francese Marie-Florence Candassamy. Tra le altre importante citare Giulia Rizzi e tutta l’esperienza di Rossella Fiamingo.

Più difficile l’approccio nella sciabola, dove non compare alcun rappresentante della squadra italiana tra i migliori dieci del mondo. Il migliore in tal senso è Pietro Torre, numero diciannove. Tra le donne ovviamente cercherà di compiere il miglior percorso possibile Michela Battiston. 

Si allargano le speranze poi nella gara a squadre: nel fioretto femminile le principali contendenti saranno Corea del Sud, Francia, Stati Uniti e Russia, in quella maschile gli avversari potrebbero essere Francia, Giappone, Kazakistan e Svizzera. Nella spada maschile (Italia prima del ranking) attenzione a USA, Hong Kong, Francia e Giappone, fondamentalmente le stesse Nazioni (tolta Hong Kong) da temere in considerazione nel femminile. Ci sarà infine da lottare infine nella sciabola femminile (Italia numero otto nel ranking) e maschile, con gli azzurri quinti e decisi a lanciare il guanto di sfida a Corea del Sud, Francia, Ungheria, Romani e Stati Uniti. 

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