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“Un automobilista che non rispetta un ciclista lo uccide”: Roberto Pella interviene sulla sicurezza stradale. C’è la proposta di legge
L’onorevole Roberto Pella, Presidente della Lega Ciclismo Professionistico, è intervenuto alla Camera dei Deputati per parlare di sicurezza stradale e per chiedere che venga accelerato l’iter per l’approvazione della sua proposta di legge, già sostenuta da tutte la forze politiche. Quest’anno sono già 94 i ciclisti morti in seguito a incidenti in bicicletta, tra cui anche alcuni giovanissimi come la 14enne Adele Cobelli e l’undicenne Joele Nathan Malavisi, che ci hanno lasciato negli ultimi giorni.
INTERVENTO ROBERTO PELLA IN PARLAMENTO
Adele, 14 anni, che si stava allenando e sarebbe certamente diventata una campionessa. Mirela, 41 anni, grande appassionata di ciclismo. Joele, 11 anni, studente che andava in bicicletta insieme ai fratelli. Sono i nomi di coloro che, nei giorni scorsi, hanno perso la vita in bicicletta. Prima di loro molto altri, come i campioni Michele Scarponi e Davide Rebellin. O le giovani promesse: Sara Piffer, Matteo Lorenzi e Giovanni Iannelli, che in bici ci andavano per lavoro. Dal 1° gennaio 2026 sono 94 i ciclisti morti, 80 uomini e 14 donne, e diverse migliaia gli incidenti fortunatamente di lieve entità. Il ciclismo è una grande passione, ma anche una grande responsabilità e penso che, da Deputato della Repubblica, si debba e si possa fare assolutamente qualcosa per salvare queste persone, che non solo sono ciclisti, ma anche nostri figli, padri, mogli, amici, colleghi e devono avere il diritto di tornare a casa e vivere quando escono sulla strada.
La prima cosa è lanciare un messaggio agli automobilisti: un ciclista che non rispetta le quattro ruote vi farà perdere un minuto, un quattro ruote che non rispetta un ciclista semplicemente lo uccide. Rallentate, il rispetto sulla strada non è una cortesia, è una responsabilità. Iniziamo per favore ad adottare alcune semplici regole: non guardiamo il telefonino, moderiamo la velocità, rispettiamo le distanze. Serve, soprattutto, Presidente, una legge: io l’ho presentata, condivisa con le autorità civili, comunali, i Campioni del Mondo di ciclismo e le scorte tecniche, una proposta che tuteli i ciclisti e che prevede puntuali norme, ma soprattutto un grande lavoro di prevenzione attraverso formazione e cultura della sicurezza.
Chiedo supporto di questo Parlamento per portare avanti questa battaglia di civiltà e sensibilità, per un Paese come il nostro che deve tornare a respirare la serenità di una passeggiata in bicicletta o di un allenamento in un contesto sicuro, affinché si azzeri il numero delle famiglie che si trovino a piangere un proprio caro. Le chiedo, in modo particolare rivolgendomi a Lei e al ministro Matteo Salvini, da sempre molto attento e disponibile alle questioni legate alla sicurezza sulle strade, affinché si possa accelerare l’approvazione della mia proposta di legge, che tutte le forze parlamentari hanno firmato e sostenuto, a cui va il mio più sincero grazie. Dobbiamo creare le condizioni perché nessuno in questo Parlamento debba pronunciare un intervento triste e tragico come quello che ho appena concluso. La politica può fare grandi cose e ora vi chiedo di dare questa dimostrazione al Paese.
