Taekwondo
Taekwondo: dal Grand Prix di Roma inizia la strada verso Los Angeles 2028
Dopo una lunga preparazione e diversi appuntamenti intermedi, fra cui gli ultimi Europei, il mondo del taekwondo è pronto a tracciare la strada verso una nuova Olimpiade, quella di Los Angeles 2028. Si riparte dai tatami del Foro Italico, con la prima tappa dei Grand Prix 2026: in quello che sta diventando ormai un classico appuntamento romano; che si terrà anche nel 2027.
Punti azzerati nei ranking a Cinque Cerchi, in una gara che vedrà sui campi di gara solo i migliori 32 di ogni singola categoria di peso olimpica: 4 al maschile (-58 kg, -68 kg, -80 kg, +80 kg) e 4 al femminile (-49 kg, -57 kg, -67 kg, +67 kg), con l’Italia che da paese ospitante avrà la possibilità di beneficiare di qualche wild card.
Parata di stelle previste fra il 5, il 6 e il 7 giugno fra campioni olimpici, campioni mondiali e medagliati agli ultimi Europei (tenutisi a Monaco di Baviera soltanto un paio di settimane fa). L’Italia punta forte su Simone Alessio, che ha vinto nel 2022 a Roma e che nel frattempo ha cambiato categoria dopo il bronzo ottenuto a Parigi (passando dai -80 kg ai +80 kg), e Vito Dell’Aquila (-58 kg), olimpionico a Tokyo e fermatosi a un passo dal podio a Parigi 2024, senza lasciare indietro atleti e atlete che punteranno a rivestire il ruolo da “mine vaganti”.
Da Abderrahman Touiar, che nei -58 kg (stessa categoria di Dell’Aquila, ndr) si è preso l’argento proprio sul palcoscenico continentale pur avendo soltanto 17 anni, ad Anna Frassica (-57 kg), volenterosa di dare un nuovo impulso al comparto femminile italiano, passando anche per Ludovico Iurlaro, lui sarà impegnato nei -68 kg (non ancora la sua categoria preferita per peso e dimensioni, di solito -63 kg).
La strada per arrivare fino in fondo e incominciare a mettere “fieno in cascina” non sarà facile, considerando anche squadroni come quello della Corea del Sud, della Spagna, della Turchia e non solo, ma gli azzurri cercheranno di dare il massimo provando a sfruttare un fattore campo che in passato aveva invece restituito il cosiddetto “effetto boomerang”. Il 2026 è iniziato nel migliore dei modi, ottenere un’altra spinta verso l’alto sarebbe fondamentale pensando al lavoro di tutto il biennio.
