Atletica
Franco Bragagna su Schwazer: “Ancora tu? La provetta C non ha valore. Attenzione: rischia il penale”
Franco Bragagna si è soffermato sulla positività di Alex Schwazer all’EPO durante la sua rubrica “Francamente” pubblicata su YouTube: “A volte ritornano e non me l’aspettavo. Ancora tu? Cantava… Non dovevamo vederci più, non è il caso di scherzare stavolta o di ironizzare. Una vicenda che mi ha amareggiato, la sua, quella che più mi ha lasciato il segno nella mia lunghissima carriera di giornalista anche inviato, che ha seguito tanto, praticamente tutto dell’atletica, e che ha gioito con tutti gli altri per la vittoria della medaglia d’oro nella 50 chilometri di marcia di Pechino, il punto più alto della carriera del ragazzo di vicino Vipiteno, Calice di Racines, che definì allora la località più piccola della storia, 31 abitanti, che ha tra i suoi un medagliato olimpico tra le invernali e le estive“.
Un lungo passaggio sulle due provette, le controanalisi e il campione C di urina, che Schwazer ha chiesto di fare esaminare: “Si definisce, ma non lo dice, un po’ schifato, stanco, non vuole lottare, il sistema non lo convince. Avevo parlato di prova A e B per il sangue, non c’è una provetta C, ma c’è per l’urina, che non è una provetta C, non esiste. Le controanalisi verranno fatte, se lo chiederanno, sulla provetta B, la C non fa testo: la C è il residuo dell’urina e il massimo che si può avere per un atleta è che sia presente al momento in cui viene gettata. Tanto deve avere insistito Sandro Donati che gli è stata consegnata una provetta, non so nemmeno sigillata, che non ha nessun valore. Non potrà essere esaminato il contenuto, veramente non si capisce“.
Franco Bragagna ha poi concluso, soffermandosi sulla possibilità di un processo penale: “Dice che non vorrà assolutamente andare avanti, comprensibile per un padre di famiglia di 41 anni. Stategli vicino, assolutamente, ne avrà presumibilmente bisogno e c’è però il rischio che debba rispondere in sede penale, perché tanto in Germania che in Italia, il doping è un reato, un pubblico ministero, anche in Italia, potrebbe chiedergliene conto“.
