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Alexander Zverev: “Sorpreso da Arnaldi, se gioco bene non devo preoccuparmi dei miei avversari”
Alexander Zverev continua a marciare con autorità verso il traguardo più prestigioso della sua carriera. Il successo nei quarti di finale del Roland Garros 2026 contro il giovane spagnolo Rafael Jodar gli ha spalancato le porte della quinta semifinale parigina e, in un’edizione segnata dalla assenza di Carlos Alcaraz e dalla sconfitta al secondo turno di Jannik Sinner, ha ulteriormente rafforzato la sua candidatura al titolo. Il tedesco, finora, ha concesso soltanto un set lungo il cammino e sembra attraversare il torneo con una solidità che pochi stanno sottolineando.
Proprio questo aspetto è emerso con chiarezza nella conferenza stampa successiva alla vittoria. Ripensando alla sfida contro Jodar, il numero tre del ranking ha ammesso di aver avuto bisogno di tempo per adattarsi alle condizioni di gioco. “Le condizioni erano molto diverse e ho dovuto trovare il mio ritmo. All’inizio lui stava giocando meglio di me perché è riuscito a entrare in partita più rapidamente. Quando anch’io ho trovato il mio ritmo, mi sono sentito molto bene in campo e credo di aver disputato una buona partita“, ha spiegato.
In semifinale lo attenderà un altro rappresentante della nuova generazione, ma Zverev non attribuisce particolare peso alla differenza d’età o all’esperienza accumulata negli anni. “Questo dimostra soltanto che abbiamo una grande generazione di giocatori giovani che sta esprimendo un tennis straordinario. Per quanto mi riguarda non cambia nulla: devo concentrarmi sul prossimo incontro e sugli aspetti che posso controllare. Devo fidarmi del mio gioco e continuare a fare il mio lavoro“.
Tra i temi più interessanti affrontati in conferenza c’è stato anche quello legato al tennis italiano. Nonostante l’eliminazione di Sinner, l‘Italia è riuscita comunque a portare tre giocatori nei quarti di finale della parte alta del tabellone, un dato che conferma la profondità del movimento azzurro. Interpellato su quale dei tre lo abbia maggiormente sorpreso, Zverev ha indicato senza esitazioni Matteo Arnaldi.
“Il giocatore che conosco meglio è Matteo Berrettini. Per me ha sempre avuto il livello necessario, doveva soltanto riuscire a esprimerlo con continuità. Non mi sorprende affatto rivederlo a questi livelli“, ha osservato il tedesco. “Di Flavio Cobolli conosciamo bene il potenziale, mentre Berrettini è stato finalista Slam e sappiamo di cosa sia capace. Se devo indicare una sorpresa, allora dico Arnaldi. Guardando classifica e risultati ottenuti in passato, probabilmente è lui quello che ha stupito di più. Ma resta comunque un giocatore di altissimo valore“.
Zverev ha poi allargato il discorso all’evoluzione del torneo, sottolineando come la parte alta del tabellone si sia progressivamente aperta, a differenza di quella bassa. In questo senso ha individuato nella vittoria di Joao Fonseca contro Novak Djokovic uno degli episodi che hanno maggiormente modificato gli equilibri della competizione. Quanto ai possibili avversari da affrontare nel finale, il tedesco ha liquidato rapidamente la questione: “Sinceramente non mi interessa minimamente. Davvero, non mi importa“.
Infine, il tedesco è tornato sul tema che accompagna ormai da giorni il suo percorso a Parigi: la convinzione di avere tutto ciò che serve per conquistare il trofeo. Nessun calcolo sugli avversari, nessuna attenzione particolare al tabellone. Solo la fiducia nel proprio livello. “Per me è molto semplice: devo giocare bene. Devo avere fiducia nel mio tennis, nel mio gioco e in me stesso. Se riesco a esprimere il mio livello, credo che il 99% del lavoro sia già fatto. Non penso agli avversari che potrei temere di più. Mi concentro soltanto sulla prossima partita e su ciò che posso controllare“.
