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Vagnozzi su Sinner a Roma: “Pensiamo come gli scalatori, Madrid scelta decisiva”
Cinque Masters 1000 consecutivi, il numero uno del ranking e una crescita che sembra non fermarsi mai. Dietro il momento straordinario di Jannik Sinner c’è anche il lavoro quotidiano del suo team, guidato da Simone Vagnozzi, intervenuto a Sky Sport per analizzare il percorso dell’azzurro dopo l’esordio agli Internazionali d’Italia e in vista della sfida di terzo turno contro Alexei Popyrin.
Il tecnico marchigiano ha sottolineato come la continuità di risultati raggiunta da Sinner abbia superato qualsiasi previsione iniziale. “La cavalcata da Indian Wells era difficile da aspettarsi, non c’era mai riuscito nessuno“, ha spiegato, evidenziando però come alla base dei successi ci sia soprattutto il processo di crescita continua del giocatore.
Secondo il coach, infatti, il vero punto di forza del campione altoatesino è l’approccio quotidiano al lavoro: “La cosa positiva è che ogni torneo, ogni mese e ogni superficie migliora“. Un’evoluzione costante che va oltre il semplice risultato. “Noi allenatori non possiamo controllare il risultato, ma possiamo pensare a migliorarlo come giocatore“, ha aggiunto, rimarcando anche il valore dell’esempio che Sinner sta dando al movimento italiano. “Penso che Jannik dia un esempio positivo a tutto il tennis italiano e ai ragazzi che guardano questo sport. Parla sempre di miglioramento e lavoro, mai di risultati. Sta portando tanti ragazzi italiani a crederci“.
Vagnozzi si è poi soffermato sulla gestione del calendario e sulle scelte compiute nelle ultime settimane, in particolare sulla decisione di partecipare al Masters 1000 di Madrid prima del torneo romano. “Dopo Montecarlo c’erano dei dubbi, ma abbiamo pensato che fermarsi con questa fiducia sarebbe stato peggio“, ha raccontato. Lo stop prolungato, secondo il team, avrebbe rischiato di interrompere il ritmo costruito nei mesi precedenti: “Sarebbero passati 26 giorni tra Montecarlo e Roma, troppi“.
A Madrid, però, Sinner si è presentato inevitabilmente affaticato: “È arrivato un po’ stanco, ha recuperato strada facendo. Con Jodar è stata la sua prestazione migliore“. Una gestione costruita giorno dopo giorno insieme al giocatore: “Durante l’anno facciamo un calendario di massima, poi dobbiamo valutare le condizioni fisiche e mentali. Jannik ci dà dei feedback che noi analizziamo e poi cerchiamo di prendere la decisione migliore“.
Fondamentale anche il recupero prima degli Internazionali. Vagnozzi ha raccontato come i tre giorni di pausa concessi a Sinner abbiano avuto un peso importante nella preparazione romana: “In questo momento per Jannik avere un giorno di riposo tra una partita e un’altra è un vantaggio“. Nessuno stop totale, però: “Prima di Roma ha avuto tre giorni di riposo totali: ha giocato a golf e abbiamo fatto una partita di calcetto. Si è sempre mosso“.
L’attenzione ora è tutta rivolta al torneo del Foro Italico, uno dei grandi obiettivi della stagione per il numero uno del mondo. Giocare davanti al pubblico italiano rappresenta inevitabilmente una pressione diversa. “Jannik è sempre concentrato, ma non si perde nulla“, ha spiegato Vagnozzi. All’esordio contro Ofner, il coach ha notato una tensione particolare: “Si vedeva che era più teso del solito, ci tiene a fare bene a Roma. Quando arrivi con delle aspettative come adesso hai bisogno di qualche game per entrare a pieno regime“.
In vista del match contro Popyrin, il team ha già calibrato la preparazione tecnica sugli aspetti più pericolosi del gioco dell’australiano. “Oggi ci siamo allenati con Francesco Maestrelli che serve bene e tira forte da fondo per riproporre le condizioni che ci attendono in partita“, ha rivelato. Nel giorno della partita, invece, il lavoro sarà differente: “Cerchiamo un giocatore continuo che dia ritmo, qui abbiamo trovato un ottimo sparring come Alessandro Ingarao“. Una metodologia ormai consolidata: “Per l’80% l’allenamento è sempre lo stesso, poi il 20% cambia in base all’avversario“.
Infine, l’allenatore italiano ha ribadito la filosofia che accompagna da tempo il percorso di Sinner, fatta di equilibrio e attenzione al presente. “Parliamo spesso di questo con il dottor Riccardo Ceccarelli“, ha raccontato, usando poi la metafora dello scalatore per descrivere l’approccio mentale del suo giocatore: “Uno scalatore, quando inizia a scalare una montagna, se guarda in vetta ha poche chance di arrivarci. Bisogna pensare una partita alla volta, punto per punto“. Anche nelle eventuali sconfitte, l’obiettivo resta sempre quello di crescere: “Può capitare di perdere, ma non deve essere una tragedia. L’importante è fare il 100%: non puoi giocare tutti i giorni al meglio, devi fare un po’ meglio dell’avversario che hai di fronte“.
