Atletica
Stefano Baldini: “In maratona oggi si pensa più ai tempi che alle medaglie. Crippa ha ampi margini, così come Riva”
Stefano Baldini è stato l’ospite dell’ultima puntata di Run2u, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Atene 2004 ha fatto il punto della situazione sulla maratona mondiale che ha appena visto compiersi la storia.
Sabastian Kimaru Sawe ha di recente chiuso la maratona di Londra sotto le 2 ore con il clamoroso 1:59.30. “La gara londinese è stata più o meno la stessa, ha avuto solo un piccolo cambiamento nel 2004 per facilitare il percorso. Non è la più veloce in assoluto, ma nel 2002 già la facevamo in 2 ore e 05. Nel 2026 l’edizione è stata piena di campioni e quando il parterre è questo escono gare importanti. Chiudere la seconda parte di gara in 59 minuti ha del clamoroso. Sapevo che sarebbe stata questione di tempo abbattere il muro delle 2 ore e vi dico di più: non penso che sarà l’unica volta in questa annata. Penso che una situazione come quella di Londra la rivedremo già in questo anno o al massimo nella primavera del 2027″.
In questo momento Stefano Baldini e la squadra azzurra è concentrata nella preparazione: “Siamo sui Pirenei (a 1800 metri sul livello del mare) in un luogo di allenamento molto ambito in Francia dove c’è un centro di preparazione olimpica con una pista eccezionale e un campo di allenamento eccellente. Io, Pietro Riva ed altri ragazzi rimarremo ancora. Pietro rimarrà fino a fine maggio quando avrà finito il suo periodo di rigenerazione”.
I tempi realizzati a Londra hanno del clamoroso: “Sabastian Kimaru Sawe ha avuto un percorso incredibile. Esordisce nella maratona in 2:02, quindi prova Londra e fa 2:02 un anno fa. Quando lo metti su un percorso veloce, alla quarta maratona in una gara che conosce contro avversari competitivi, ha avuto tutte le condizioni ideali per fare quello che ha fatto. In poche parole dal 28° km ha corso a tutta”.
Stefano Baldini ha vinto l’oro ad Atene in solitaria. Ora è molto più complicato: “Penso che il mondo sia cambiato. Iniziamo con il dire che 20 anni fa le gare da medaglia erano molto importanti, mentre ora si insegue di più la prestazione cronometrica. Anche per questo stare da soli è difficile. Puoi anche correre a 20 km/h come accaduto a Rotterdam o Parigi, ma sono in 20 al mondo che lo possono fare. Tutti ci provano, pochi arrivano in fondo. I kenyani sono forti in tutto. Magari non li vedremo mai ai Mondiali, chissà”.
A proposito si sta facendo largo una nuova competizione: “Proprio perché i Mondiali non saranno scelti da tutti, vedremo una nuova manifestazione che sarà a sé stante e che dovrà essere invitante per i partecipanti. Dovrà essere organizzata come una delle Major, ma non so quanto interesse potrà avere tra gli appassionati”.
Quali sono gli obiettivi per gli italiani? “Crippa ha fatto 7 maratone, delle quali un paio molto buone. Le altre erano solo di apprendistato. Ora ha trovato la sua strada e ha trovato le chiavi per scardinare i 42.195 metri. Penso sia sempre stato ottimo nell’uno contro uno e ha ampi margini di miglioramento. Credo che debba solo continuare in questo modo e, perchè no, a Los Angeles 2028 sarà anche in grado di chiudere il gap cronometrico con i migliori. Pietro Riva? Lui di maratone ne ha disputate 2. Una in 2:o7 e una in 2:06. Anche nel suo caso arriverà la maturità giusta. Le ragazze? Direi che numericamente sono di meno e c’è da lavorare tanto. Come si può dire? Nel complesso siamo forti, ma la concorrenza è feroce”.
