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Roland Garros, l’Italia femminile resta aggrappata a Jasmine Paolini. Situazione non florida nonostante i trionfi recenti

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Jasmine Paolini
Jasmine Paolini LaPresse

Una sola italiana al secondo turno del Roland Garros 2026. L’Italia si ritrova aggrappata, in tutti i sensi, a Jasmine Paolini, almeno per quel che concerne il tabellone femminile. Non è una sorpresa in termini assoluti, perché di fatto in questo momento, pur con tutte le problematiche del momento, è lei l’unica a garantire in maniera reale un po’ di continuità a casa Italia per quel che riguarda le donne.

Era dal 2019 che la situazione tricolore, a Parigi, non risultava simile o peggiore (allora non ci furono azzurre al secondo turno, per un motivo o per un altro). E questo 2026 poteva vederne due di tricolori avanti sulle tre all’esordio, contando chiaramente anche Lucia Bronzetti passata dalle qualificazioni. Per lei, anzi, la sconfitta giunta contro la ceca Marie Bouzkova è più che giustificabile: in ogni caso si è portata a casa tre incontri lottati, ha ceduto a una giocatrice che è più forte allo stato attuale delle cose, ma tutto indica che stia provando a tornare dopo un 2025 difficile sotto ogni punto di vista.

Poteva esserci il superamento del turno di Elisabetta Cocciaretto, che si è trovata davanti Alina Korneeva, talento rampante dalla Russia che, però, finora non ha avuto il giusto momento per compiere il balzo già riuscito a Mirra Andreeva, sua coeva. Va pur detto che la marchigiana, se si eccettuano gli Internazionali d’Italia, dopo un ottimo inizio di anno si è un po’ arenata, non riuscendo a trovare la stessa continuità. In ogni caso la si attende sull’erba, dove ha più volte dimostrato, negli ultimi anni, di poter trovare soluzioni importanti.

Resta dunque Paolini, in quella che è una situazione un po’ particolare. Jasmine, infatti, in questo 2026 non ha avuto i picchi del 2024 e 2025 e neppure è riuscita ad andare significativamente avanti il più delle volte, ma contro l’ucraina Dayana Yastremska ha mostrato di esserci, di mantenere sempre un’alta fiducia anche nei momenti meno positivi. Adesso per lei un secondo turno contro Solana Sierra, l’argentina che ha eliminato Emma Raducanu (e che, più in generale, sul rosso sta comunque mantenendosi su una buona linea di galleggiamento).

Il 2026 racconta, per quel che concerne il tennis italiano femminile, di un torneo vinto e di un quarto di finale di Cocciaretto, di una semifinale 500 (Merida) di Paolini e, per quel che concerne la WTA, nient’altro. Un anno difficile, a meno di un anno dalla seconda vittoria di fila in Billie Jean King Cup da parte dell’Italia. Il tutto si spiega molto presto: per Paolini ci sono state tutte le difficoltà citate, all’Italia oggi manca una vera numero 3 e chi sta emergendo (come Tyra Grant, che fra l’altro ha vinto il 75K di Grado lo scorso sabato) o riemergendo (come Lisa Pigato) ha ancora un po’ di strada da fare. In sostanza, Paolini a parte, la speranza è di ritrovare Cocciaretto sull’erba e non solo, nonché Bronzetti in linea generale soprattutto nei “suoi” tornei sul rosso, al fine di non ripiombare in quelle annate di notevole transizione che si sono viste tra il 2017 e il 2019. Cioè prima degli exploit di Martina Trevisan e prima della consapevolezza, proprio da parte di Paolini, di potersi figurare come vera trascinatrice del tennis azzurro dopo gli anni, meravigliosi e chissà se ripetibili, delle Magnifiche Quattro (Schiavone-Pennetta-Errani-Vinci).