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Golf

PGA Championship 2026: il percorso e le 18 buche

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PGA Championship Wanamaker Trophy | Foto: LaPresse (AP Photo/Charlie Riedel)

In archivio il Truist Championship, signature event che ha visto trionfare per la prima volta sul tour maggiore il norvegese Kristoffer Reitan, il mondo del golf si appresta a vivere il secondo major in stagione. Da giovedì 14 a domenica 17, infatti, l’Aronimink Golf Club di Newton Square, in Pennsilvanya, aprirà i battenti alla 108° edizione del PGA Championship, torneo che si disputa dal lontano 1916 (anno della fondazione quando si disputò al Siwanoy Country Club di New York ad appena 6 mesi dalla fondazione della Professional Golfer Association).

Situato poco fuori Philadelphia, l’Aronimink Golf Club affonda le sue radici nel 1896. Di qui, nel corso dei decenni, sono passati non solo alcuni dei migliori golfisti di sempre, ma anche alcuni dei tornei più prestigiosi. Oltre ad aver già ospitato il PGA Championship nel 1962 (vinto da Gary Player), il club è stato sede del KitchenAid Senior PGA Championship del 2003 (John Jacobs), dell’AT&T National del 2010 e del 2011 (’10 Justin Rose e Nick Watney mel 2011), del BMW Championship del 2018 (Keegan Bradley) e, infine, del KPMG Women’s PGA Championship del 2020 (Sei Young Kim).

Il percorso, un par 70 lungo 7394 yarde (6761 metri), è stato progettato da Donald J. Ross e prevede 2 par 5, 4 par 3 e 12 par 4.

Le buche dell’Aronimink Golf Club

1 – 396 metri, par 4. Quattro bunker presidiano la landing area del tee shot. Il green, a sua volta, è difeso da due bunker per lato ed ha una forte pendenza verso sinistra. 

2 – 377 metri, par 4. Dog-leg a sinistra con landing area del drive cieca con diversi bunker a difendere il primo colpo. Il green è ampio e ondulato, protetto da due bunker frontali.

3 – 416 metri, par 4. Altro tee shot critico che però offre spunti diversi al golfista. Si può optare per rimanere leggermente corti e avere un secondo colpo più lungo o optare per cercare il miglior posizionamento possibile nonostante il fairway sia ben difeso.

4 – 417 metri, par 4. Tee shot in salita ma, appena volati i bunker del fairway, la maggior parte dei golfisti avrà un wedge di secondo per attaccare il green.

5 – 156 metri, par 3. Primo par 3 del campo. Green fortemente ondulato e bunker ben disposti tutti intorno a difesa. Difficile, se mancato, l’approccio al green.

6 – 367 metri, par 4. Prestare attenzione. Meglio giocare un ferro dal tee e rimanere corti prima dei bunker sulla sinistra piuttosto che rischiare. Questo dog leg a destra è particolarmente critico.

7 – 394 metri, par 4. Una delle buche più facili delle prime 9 buche. Nonostante il dog leg secco a destra, se ben piazzato il tee shot, il secondo colpo è abbastanza semplice e il green è meno ostico rispetto agli altri.

8 – 221 metri, par 3. Secondo par 3 del percorso. Buca in discesa che si affaccia su un green lungo e stretto.

9 – 553 metri, par 5. Il primo par 5 dell’Aronimink Golf Club. Lungo e dritto, presenta alcuni bunker nelle diverse zone di atterraggio. Prenderlo in 2 è ovviamente possibile nonostante il green sia leggermente in salita. Non particolarmente complesse le pendenze del green.

10 –  431 metri, par 4. Acqua (un laghetto) a sinistra del green a protezione dell’asta. Preferibile la zona sinistra del fairway a causa di alcuni ostacoli sabbiosi sulla destra.

11 – 388 metri, par 4. Difficile sarà sicuramente l’attacco al green. Tutti i colpi corti o con troppo spin rischieranno infatti di tornare indietro al mittente almeno di 50 metri.

12 – 426 metri, par 4. Buca complessa. Tee shot in discesa verso un fairway stretto da diversi bunker. Colpo al green complesso a causa di un green su 2 livelli particolarmente ondulato.

13 – 352 metri, par 4. Il par 4 più corto di tutto il campo. Stretto il fairway, il wedge di secondo tuttavia non dovrebbe arrecare troppi danni se si tiene in considerazione la porzione lunga del green.

14 – 197 metri, par 3. Green stretto e pendente verso destra. Mirare al centro è la scelta migliore. Finire lunghi rischia di mettere in difficoltà per salvare il par.

15 – 499 metri, par 4. Il par 4 più lungo di tutti i major. Fairway che degrada verso sinistra. Il green non è difeso frontalmente lasciando ai golfisti la possibilità di far rotolare la palla in green.

16 – 507 metri, par 5. Una delle buche dove si attaccherà di più. Avvantaggiati, ovviamente, tutti quelli che hanno un bel carry di palla. Le uniche due difficoltà sono due bunker ai lati del green.

17 – 209 metri, par3. Acqua che costeggia sulla sinistra il green. La miglior scelta ricade sulla ricerca del centro del green per tentare un par con due putt.

18 – 448 metri, par 4. Green ampio e con diversi livelli. L’attacco al green sarà dunque da valutare con criterio. Le posizioni delle bandierine favoriranno probabilmente i quattro angoli del green.

 

 

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