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La Svizzera sempre più vicina alle Olimpiadi Invernali 2038. Uno studio rivela che il 61% della popolazione sarebbe favorevole

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La possibilità che i Giochi Olimpici Invernali 2038 si tengano in Svizzera si fa sempre più concreta. La Confederazione elvetica, in un “dialogo privilegiato” con il Cio nell’ottica di preparare nei dettagli la propria candidatura a ospitare la XXVIII edizione delle Olimpiadi bianche, nei giorni scorsi ha guadagnato un’importante rassicurazione in termini di supporto popolare.

Nonostante il comitato olimpico nazionale e il governo federale siano favorevoli ad accogliere la famiglia a Cinque cerchi (la candidatura e ha già ricevuto garanzie finanziarie per 200 milioni di franchi da parte di Berna), nel gioco delle parti politiche, una fetta dell’arena pretende che prima di erogare effettivamente questi fondi pubblici, vi sia il consenso da parte della popolazione.

Qui sta l’Hornussen, il “casca l’asino” delle nostre parti. Nel recente passato, qualsiasi piano rossocrociato è stato affossato da un referendum (su tutti, quello per lanciare una candidatura in vista dei Giochi 2022). Cionondimeno, a questo giro di giostra, ci sono segnali incoraggianti. Il comitato organizzatore ha commissionato uno studio a un istituto di ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati nei giorni scorsi.

L’istituto gfs.bern ha rilevato che, all’interno del campione preso in considerazione, il 33% è favorevole o molto favorevole ai Giochi; il 28% è moderatamente favorevole; il 13% è moderatamente contrario e il 21% fortemente contrario, con un 5% di senza opinione. Tradotto, il pollice in su si attesta al 61%, mentre il pollice verso è al 34%. È solo un sondaggio, ma effettuato in maniera ponderata e mirata.

La co-presidente del comitato organizzatore, Ruth Wipfli Steinegger, si è detta incoraggiata da questi risultati, tenendo tuttavia un basso profilo. Nelle varie domande poste al pubblico, emergono due criticità. La prima riguarda il rischio di deficit, la seconda la sostenibilità ambientale. Proprio per questo già si ragiona per convincere i più scettici.

Innanzitutto si cercherà di avere quanti più finanziamenti privati possibile. La volontà è quella di non chiedere ulteriori fondi al governo federale oltre a quelli già approvati. Inoltre si lavorerà per utilizzare impianti già esistenti, ammodernando quelli che dovranno essere ammodernati, allo scopo di evitare sconquassi sul territorio.

Insomma, ci si muove con i piedi di piombo, ma si tratta di un sintomo di come “si vogliano fare le cose per bene”, in maniera tale da resistere all’impatto di un (probabile) referendum popolare. L’ambizione è quella di riportare i Giochi Olimpici Invernali in Svizzera a 90 anni di distanza da quelli di St.Moritz 1948.

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