Pallavolo
La rivelazione Pardo Mati: “La Nazionale un punto di partenza. Anzani un riferimento per i valori umani”
Tra i giovani più interessanti del volley italiano c’è sicuramente Pardo Mati. Il centrale di Modena ha ricevuto anche la sua prima convocazione con la Nazionale maggiore dopo una stagione decisamente positiva con la squadra emiliana. Il ventenne di Grosseto è stato ospite dell’ultima puntata di Talent Zone, il programma condotto da Sofia Altavilla sul canale YouTube di OA Sport.
Sul ritorno in Europa di Modena: “Una stagione lunga ed è stata una soddisfazione concludere al quinto posto e tornare in Europa. Anche lo scorso anno eravamo arrivati in finale, ma avevamo perso contro Milano e ci eravamo rimasti male. Questa volta è andata diversamente e siamo contenti. Con Piacenza per ci avevamo creduto, essendo arrivati fino a gara-5, però, alla fine siamo stati bravi a reagire perché non è stato facile. Quando arrivi a sfiorare un gran traguardo non è facile ripartire, ma siamo stati dei grandi professionisti e abbiamo fatto un gran percorso dopo quella delusione. Siamo davvero molto contenti. Abbiamo chiuso un percorso di due-tre anni con questo ritorno in Europa. Siamo cresciuti, non è stato un anno facile. La nostra professionalità e i risultati sono arrivati anche grazie all’unione che abbiamo instaurato in spogliatoio”.
La presenza in squadra di un leader come Simone Anzani: “Penso che sia una persona fantastica dentro e fuori dalla palestra. Un capitano praticamente perfetto, soprattutto per questa squadra. Mi ha sempre dato dei consigli sul piano tecnico, ma a livello umano è uno di quelli che ha sempre dato di più, come quando dopo aver vinto il Mondiale fermarsi con il libero avversario sotto rete. Lui ha una capacità di dare insegnamenti umani, che ti fanno crescere anche al di fuori della pallavolo. Questa è una delle sue doti più grandi”.
Modena è da sempre una piazza importante con un grande seguito: “Il tifo a Modena è rinato proprio con il mio arrivo, visto che era cambiata tutta la struttura degli ultras. Io mi sono sempre trovato bene, ho sempre cercato di essere disponibile e stare con loro, anche perché i nostri tifosi fanno grandi sacrifici e meritano attenzione. Bisogna dare valore ai sacrifici di una comunità come loro”.
La gioia per la convocazione con la nazionale maggiore: “Da quando mi è arrivata la prima chiamata in Superlega mi è sembrato di vivere un sogno. Piano piano c’è sempre stato un passetto in più. Anche stavolta che è arrivata la convocazione mi sembra di sognare ancora una volta. Penso che sia un grandissimo anche solo far parte dei ragazzi che si allenano e per aiutare quelli che poi giocheranno la competizione”.
Le possibili differenze tra le nazionali giovanili e quella maggiore: “Non penso che a livello di allenamenti, impegno e seguito che ci darà lo staff sarà molto diverso. Da quello che ho potuto notare, crescendo tra le annate, ho capito che molto spesso lavorano gli allenatori delle giovanili confrontandosi sempre tra di loro. Lo schema di lavoro è sempre quello, anche se ovviamente ci sono delle modifiche in base al gruppo“.
L’impatto dentro lo spogliatoio modenese: “Io sono una persona molto introversa di mio. Quest’anno mi sono trovato molto bene. Io soprattutto cerco di non dare problemi e questa è secondo me una delle cose più sottovalutate. Cerco sempre di non dare fastidio, di non essere una presenza spiacevole, perchè è importante riuscire a stare con una persona tante ore al giorno è impegnativo. Cerco semplicemente di avere un buon rapporto con tutti ed è questa la chiave. Impossibile essere il miglior amico di ognuno, ma è importante proprio per il gruppo cercare di convivere il più serenamente possibile”.
Le aspettative future: “Vorrei prima di tutto migliorarmi. Sono una persona molto ambiziosa e mi piace anche sognare un po’. Vorrei fare qualche manifestazione con la Nazionale e fare qualcosa di più a livello dei playoff, provando ad arrivare in Final Four di Coppa Italia e andare avanti ancora di più in campionato, almeno in semifinale”.
