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Jannik Sinner: “Stavo male dal mattino: il problema sono stato io, non il caldo. Non gioco più fino a Wimbledon”
Jannik Sinner ha salutato prematuramente il Roland Garros 2026, venendo eliminato in maniera inattesa al secondo turno: avanti per 6-3, 6-2 e 5-1, il numero 1 del mondo non è riuscito a chiudere l’incontro, accusando un malessere che lo ha fortemente debilitato e che ha permesso all’argentino Juan Manuel Cerundolo di recuperare. Dopo aver trionfato nei cinque Masters 1000 disputati in questa stagione, è arrivato l’amaro ko che ha spento il sogno di conquistare per la prima volta in carriera il secondo Slam della stagione.
Durante la conferenza stampa, il fuoriclasse altoatesino ha spiegato cosa ha sentito quando era a un passo dalla vittoria: “Ho iniziato a sentirmi molto stordito, con pochissima energia, e ho provato a chiudere il match, ma non avevo forza. Nel quarto set l’ho un po’ lasciato andare per provare ad avere più energia nel quinto, ma non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è andata in discesa. Stamattina mi sono svegliato che non stavo bene, ho cercato di tenere gli scambi corti e all’inizio colpivo molto bene, poi a un certo punto ho sbattuto contro un muro e basta. A metà del terzo set, anche se stavo giocando un gran tennis, ho capito che non trovavo energia. Era una situazione difficile, però questo è lo sport. Faceva caldo ma non troppo, non è stato un problema di caldo o di condizioni: oggi il problema ero solo io”.
Il 24enne non è però entrato nel dettaglio sulle possibili cause: “È difficile da dire, credo sia il risultato di tante cose insieme, non di una sola. Ho giocato tanto e non ho avuto molto tempo per recuperare. Qui il primo match l’ho giocato molto bene, ma quando torni in campo il giorno dopo non hai comunque tanto tempo per recuperare, anche se avevo finito sì tardi, ma non troppo. Stanotte non ho dormito bene e stamattina quando mi sono svegliato facevo fatica, però può succedere: durante l’anno ci sono sempre un paio di giorni in cui non ti senti perfetto, oggi è stato uno di quelli“.
Si è parlato del grande caldo, ma Jannik Sinner non ha dato la colpa alle temperature elevate: “A Shanghai l’umidità era molto alta, in Australia faceva caldissimo, e sul cemento il caldo arriva anche da sotto. Qui faceva caldo ma era giocabile, non stavo morendo per il caldo. Oggi è stato uno scenario completamente diverso: può succedere, è dura da accettare per la posizione in cui mi trovavo, però ora ho tanto tempo per recuperare. Molto probabilmente non giocherò nessun torneo sull’erba prima di Wimbledon. Adesso ho bisogno di un po’ di pausa per recuperare completamente, anche mentalmente, e poi essere pronto a ripartire“.
Un ulteriore passaggio tattico: “Nel quarto set l’ho lasciato andare per recuperare fisicamente. Sappiamo che nel quinto set può succedere di tutto, ma è stato duro: ero in una posizione favorevole nel quarto e anche nel quinto, però a un certo punto non avevo proprio più energia. Ero piatto con tutto il corpo, non ricordo l’ultima volta che mi sono sentito così debole. Ho provato a restare lì con tutto quello che avevo, ma questo oggi era il massimo. Peccato, perché i primi due set e anche il terzo li stavo giocando molto bene, ma questo è lo sport“.
Jannik Sinner prova a guardare al futuro: “Cerco sempre di vedere il lato positivo. Ho giocato molto bene, ho vinto tre tornei di fila sulla terra con un tennis davvero ottimo. Arrivando qui mi sentivo bene, colpivo la palla in modo giusto e mi muovevo bene. Oggi semplicemente non era destino, tante cose insieme hanno causato il problema di oggi, ma può succedere. Adesso ho bisogno di tempo per capire cosa non ha funzionato qui e per fare buone settimane di allenamento prima degli altri tornei importanti come Montreal, Cincinnati e US Open. C’è ancora tanto da giocare quest’anno“.
Il fuoriclasse altoatesino ha giocato ininterrottamente negli ultimi due mesi e mezzo, ma è difficile capire se il tour de force sia stato la causa della sconfitta: “Se non gioco Madrid o non gioco Roma, magari arrivo qui e ho comunque un giorno come questo in cui ti senti male. Guardando indietro è sempre difficile: ho vinto tre tornei sulla terra, risultati incredibili, una striscia fantastica. Come ho detto all’inizio dell’anno, questo torneo era l’obiettivo principale e uscire così presto non era ciò che volevo. Però non sai se sarebbe cambiato qualcosa saltando Madrid o Roma: non lo sapremo mai“.
Jannik Sinner ha delineato i prossimi passi: “Dobbiamo parlare con il team per capire cosa è meglio fare. Sicuramente faremo dei controlli per essere sicuri di cosa è successo oggi al mio corpo, però credo che ora mi faccia bene non giocare nessun torneo, onestamente. Vediamo poi come andrà Wimbledon. Ho giocato davvero tanto negli ultimi due mesi e mezzo, con tanti momenti belli. Speriamo di essere pronti per Wimbledon: per arrivarci preparati dobbiamo recuperare e fare bene le cose adesso, poi vediamo“.
Non è la prima volta che l’azzurro ha dovuto fare i conti con delle difficoltà fisiche in campo: “È difficile dire se sia esattamente la stessa cosa o no. Secondo me oggi era proprio una cosa diversa, tante cose messe insieme. Non sono riuscito a tirarmi fuori da questa difficoltà, dove a volte trovo soluzioni diverse. Oggi non avevo energie, però può succedere: nessuno è un robot, nessuno è fatto per non sbagliare mai. Oggi è andata così, poi vediamo“.
Lo scorso anno perse la finale contro Carlos Alcaraz non concretizzando tre match-point di fila, ma il nostro portacolori non individua parallelismi con quanto successo oggi: “Sono due cose diverse, non posso paragonare quello che è successo l’anno scorso con quello di quest’anno, sono situazioni totalmente differenti. L’anno scorso ho giocato per il trofeo: si può parlare in un certo modo quando sei in finale, prima no. Sapevo bene la posizione in cui mi trovavo prima del torneo, durante e fino ad ora. È andata così, ci sono ancora tanti italiani in tabellone e speriamo facciano bene: io ci sarò di nuovo“.
