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Hockey ghiaccio

Hockey ghiaccio: Italia, contro il Canada un debutto da “Mission Impossible”

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Italia hockey ghiaccio
Italia hockey ghiaccio / Vanna Antonello

I Mondiali Top Division 2026 di hockey su ghiaccio sono sempre più in rampa di lancio. Poche ore è poi si alzerà il sipario su una nuova edizione del torneo iridato, che metterà in palio il titolo planetario, gli altri due posti sul podio e darà verdetti circa la salvezza o la retrocessione delle squadre che non saranno coinvolte nella fase ad eliminazione diretta.

Tra le formazioni partecipanti alla rassegna c’è anche quell’Italia, che è tornata ai massimi livelli e che quest’anno ha avuto anche la fortuna di poter disputare – da nazione ospitante – le Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Ora però si cambia scenario, perché per il Blue Team l’obiettivo è quello della permanenza nella Top Division. Il calendario degli uomini di Jukka Jalonen, all’interno del Gruppo B, sarà assai intenso con uno start da brivido, visto che Fadani e compagni saranno chiamati a sfidare i superfavoriti del Canada.

La “Nazionale della Foglia d’Acero” è vero che non si mette al collo una medaglia, in quel caso d’oro, dai Mondiali 2023, ma ha voglia di rifarsi dopo aver perso la finalissima a Cinque Cerchi contro gli Stati Uniti, al netto del fatto che la rosa dei canadesi sarà profondamente rivisitata in Svizzera, a causa della contemporaneità con i playoff NHL.

La partita sarà in programma sabato 16 maggio alle ore 16.20 a Friborgo, nella BCF Arena: ghiaccio sul quale l’Italia sarà chiamata a una “Mission Impossible”. Battere i nordamericani è praticamente impossibile, pur considerando l’assenza di tantissimi elementi del roster primario. Non mancherà comunque il talento di campioni del calibro di Macklin Celebrini e del leggendario Sidney Crosby, oltre ad altri veterani come Ryan O’Reilly e John Tavares; senza dimenticare Connor Brown, Dylan Cozens, Darnell Nurse, Porter Martone.

L’importante per l’Italia sarà quell’andare a ricercare la volontà rimanere in partita il più a lungo possibile, magari replicando – per canovaccio e idee – quanto fatto contro la Svezia in occasione della prima partita – anche in quel caso – delle Olimpiadi di Milano 2026. Non è una partita da vincere, anzi: è però un match dal quale si potranno prendere spunti per il prosieguo dell’avventura in terra elvetica.

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