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CiclismoGiro d'ItaliaStrada

Hindley: “La terza settimana mi piace. Sono pronto alla battaglia”

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Jai Hindley

L’odierna Bellinzona-Carì lancia lo sprint finale del Giro d’Italia. Jai Hindley, co-capitano della Red Bull-Bora-hansgrohe assieme a Giulio Pellizzari, si trova attualmente in quinta posizione a 3’43” dal leader della classifica e 53” dal terzo gradino del podio. L’australiano, che pare aver recuperato le forze dopo i problemi di salute accusati negli scorsi giorni, sembra pronto a dare battaglia fino all’ultimo giorno.

Sulle condizioni di salute: “Mi sento bene, meglio rispetto all’ultimo giorno di riposo. È un buon segno. Sono pronto a partire, pronto per una grande battaglia. Questa settimana ci aspettano tante tappe difficili e penso che la gara si deciderà nei prossimi giorni. Mi sento abbastanza bene. Mi piace la terza settimana. Sono tutti un po’ stanchi. C’è un po’ meno tensione nel gruppo. Mi sembra di stare sempre bene nella terza settimana, quindi spero che questo Giro non faccia eccezione“.

Sulla situazione di classifica e le prossime tappe: “Bisogna dare il massimo ogni giorno – ha proseguito l’australiano – Sarà una grande battaglia. I corridori che sono davanti sono davvero forti, come hanno dimostrato, e penso che sarà una gara interessante. È tutt’altro che finita e ci aspettano giorni importanti, a partire già da oggi: sarà un finale interessante e ho fiducia nella squadra che abbiamo e nei numeri che abbiamo”.

Sui giorni più importanti dell’ultima settimana: “Saranno tutte tappe chiave, ma penso che la tappa con il doppio Piancavallo sarà davvero tosta. Penso anche il giorno prima, che faremo la tappa con il Giau, sarà davvero dura, e poi c’è questa penultima tappa. Daremo il massimo e lì la gara si deciderà di sicuro”.

Sulla possibilità di eventuali crolli clamorosi tra i big: “Credo che tutti siano ben preparati. Penso che sia anche per questo che andiamo così veloci. Direi che è l’evoluzione di questo sport. Non vedo più nessuno avere una giornata davvero pessima. E, ad essere sincero, credo che ciò sia dovuto alle conoscenze e all’alimentazione. Probabilmente nessuno mangia più solo uova strapazzate nei giorni di riposo come si faceva una volta”.

 

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