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Giro d’Italia 2026, Valgren il più scaltro in fuga. Caruso scala la classifica
A 34 anni una nuova carriera per Michael Valgren: nelle ultime stagioni difficoltà a livello fisico, poi la svolta in questo 2026 per un corridore che nel palmares vanta anche un’Amstel Gold Race. A marzo una tappa alla Tirreno-Adriatico, a maggio il capolavoro nella diciassettesima frazione del Giro d’Italia: ad Andalo doveva essere giornata dedicata alle fughe e così è stato con il danese della EF Education – EasyPost che trionfa con un’azione di gambe, ma anche d’esperienza.
Gran battaglia, come previsto, per cercare la fuga giusta. Il drappello al comando si è andato a formare in più fasi di gara, decisivi soprattutto i GPM di Passo dei Tre Termini e Cocca di Lodrino. Una trentina di uomini in testa alla corsa: Manuele Tarozzi (Bardiani CSF) , Mattia Bais e Alessandro Tonelli (Team Polti VisitMalta), Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Tobias Bayer (Alpecin-Premier Tech), Jan Hirt (NSN Cycling Team), Alexander Vlasov, Mick Van Dijke (Red Bull – BORA – hansgrohe), Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), Jardi Christiaan Van Der Lee e Michael Valgren (EF Education-EasyPost), Giulio Ciccone (Lidl Trek), Simone Gualdi (Lotto Intermarché), Enric Mas, Juan Pedro López, Lorenzo Milesi ed Einer Rubio (Movistar Team), David De La Cruz e Mark Donovan (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Gianmarco Garofoli, Fabio Van Den Bossche (Soudal Quick-Step), Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team), Jhonatan Narváez, Jan Christen e Igor Arrieta (UAE Team Emirates-XRG), Frank Van Den Broek e Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), Rémi Cavagna (Groupama – FDJ United).
Nel frattempo nel Gruppo Maglia Rosa a dettare il passo non ci si è messa la solita Visma | Lease a Bike, ma la Tudor Pro Cycling Team, costretta a difendersi da Caruso e De La Cruz, entrambi non lontani in classifica generale. Il margine degli attaccanti però a mano a mano è salito oltre i 6′, andando a scombinare un po’ i piani in graduatoria.
Negli ultimi 50 chilometri è terminato l’accordo davanti e sono iniziati gli scatti. Sull’ultimo GPM di giornata, quello di Andalo-Lever, sono riusciti a far la differenza Valgren e Rubio, con all’inseguimento Arrieta, Caruso, Vlasov e Leknessund. I quattro successivamente nella rampa che portava al traguardo sono riusciti a riformare il sestetto che si è andato a giocare, dopo scatti e controscatti, il successo. L’attacco giusto è stato quello di Valgren: il danese all’ultimo chilometro ha trovato la sparata utile a beffare tutti i rivali.
Nuovamente secondo Leknessund (tre volte secondo di tappa), eccellente terzo posto per Caruso che scala la classifica generale, guadagnando più di 5′ sul plotone Maglia Rosa (nessuna difficoltà per Jonas Vingegaard) e centrando la top-10 (ottavo l’azzurro della Bahrain in graduatoria). Da segnalare anche la settima piazza di Garofoli.
