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Giro d’Italia 2026: il percorso e le 21 tappe ai raggi X. Tutte le salite e i momenti chiave

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Jonas Vingegaard
Jonas Vingegaard IPA Sport

TAPPE GIRO D’ITALIA 2026 

Prima tappa: Nesebăr – Burgas 147 km

Grande partenza dalla Bulgaria per la Corsa Rosa. Prima frazione che non prevede grosse insidie a livello altimetrico, è praticamente scontato l’arrivo in volata. Il GPM di Cape Agalina (1,1 km al 2,5%) è poco più di un cavalcavia posto solo per assegnare la maglia azzurra.

Seconda tappa: Burgas – Valiko Tarnovo 221 km

Si inizia a far sul serio con subito le prime difficoltà. 2348 metri di dislivello per questa seconda frazione. Dopo i primi 100 chilometri pianeggianti ecco due salite in fila: Byala Pass (7,7 chilometri al 4.6%) e Vratnik Pass (9,2 chilometri al 4%). Dopo una fase interlocutoria si va verso il Monastero di Lyaskovets, circa 3.5 km al 7.5%. Non è finita qui visto che per andare verso il traguardo ci sarà un altro strappo con ciottolato. Sarà una tappa insidiosissima.

Terza tappa: Plovdiv – Sofia 175 km 

Si va a chiudere il primo weekend bulgaro con la terza frazione che va verso la capitale. Possibile, probabile volata, anche se dopo un centinaio di chilometri troviamo il GPM di Borovets (9,2 chilometri al 5,3% di pendenza media) che può risultare un’insidia. Tanta discesa e pianura che favoriranno i velocisti prima del finale .

Quarta tappa: Catanzaro – Cosenza 138 km

Si riparte dalla Calabria dopo il primo giorno di riposo con il ritorno nel Bel Paese. Qui la volata è già tutt’altro che scontata: dopo ottanta chilometri la salita di Cozzo Tunno (14,4 chilometri al 5.9%) può creare tante difficoltà ai velocisti. Occhio anche al rettilineo finale che è in costante ascesa.

Quinta tappa: Praia a Mare – Potenza 203 km

Di pianura c’è ben poco in questa frazione che va verso la Basilicata e presenta 3724 metri di dislivello. Si comincia subito salendo verso Prestieri (13 chilometri al 4,6%), poi occhio al finale con il GPM del Monte Grande di Viggiano (6,6 chilometri al 9.2%) e tantissimi strappi successivi. Dopo una lunga discesa ad anticipare il traguardo un altra rampa di 300 metri al 12%.

Sesta tappa: Paestum – Napoli 141 km

Frazione dagli scenari splendidi in Campania. Si sale verso Cava de’ Tirreni (6,5 chilometri al 3%) nella prima parte. Poi occhio al finale in Piazza del Plebiscito: c’è uno strappo nell’ultimo chilometro su basolato, arrivo su pavé.

Settima tappa: Formia-Blockhaus 244 km

Tappa lunghissima, con il primo arrivo in salita del Giro. Prima parte non dura sul lungomare pontino. Poi ci si sposta verso l’Abruzzo ed ecco le difficoltà: non ci sarà più un metro di pianura con la salita di Roccaraso (5,9 chilometri al 6.5%) ad anticipare il gran finale con l’arrivo in vetta al Blockhaus (13,6 chilometri all’8.4% e punte al 14%).

Ottava tappa: Chieti-Fermo 156 km

Dall’Abruzzo alle Marche, la classica frazione in stile Tirreno-Adriatico, con un’infinità di strappi sul finale. Prima ascesa di giornata Montefiore d’Aso (9,9 chilometri al 3.6%), seguita da Monterubbiano (4,7 chilometri al 5.7%) e dal Muro del Ferro (rampa breve, ma con pendenze arcigne). Sul finale dei veri e propri muri come quello di via Reputolo (pendenze al 22%) e il tratto finale che porta a Fermo (3,7 chilometri al 5.7%).

Nona tappa: Cervia-Corno alle Scale 184 km

Prima parte di gara in pianura, partendo dalla Romagna, il finale però è molto insidioso. Si sale prima verso Querciola (11,5 chilometri al 4.2%), poi l’ascesa finale di Corno delle Scale (10,8 chilometri al 5.8%) che può fare la differenza tra i big.

Decima tappa: cronometro individuale Viareggio-Massa 42 km

Di insidie a livello altimetrico non ce ne sono, sarà l’unica contro il tempo di questa Corsa Rosa, molto lunga e perfetta per gli specialisti che dovranno spingere lunghi rapporti.

Undicesima tappa: Porcari-Chiavari 178 km

In terra ligure spettacolo sul lungomare. Non mancano però le salite: Passo del Termine (7,4 km al 4.9%), Colle di Gualtarola (9.9km al 6.2%, max. 11%) e Colla dei Scioli (5.7km al 6.4%, max. 15%) in rapida successione. Occhio anche al chilometro Red Bull di Cogorno che è posto praticamente in salita e allo strappo in città a Chiavari.

Dodicesima tappa: Imperia-Novi Ligure 175 km

Dopo una prima parte di gara senza difficoltà ci si sposta verso Colle Giovo, un terza categoria di 11,4 chilometri al 4.2%. Successivamente anche il GPM di Bric Breton (5,5 chilometri al 5.9%). Da lì in poi però discesa e pianura per arrivare a Novi Ligure.

Tredicesima tappa: Alessandria-Verbania 189 km

Dopo la tanta pianura iniziale, prima di arrivare a Verbania occhio alle difficoltà che propongono il GPM di Bieno (strappo di 2,4 chilometri al 5.8%) e soprattutto la salita di Ungiasca (4,7 chilometri al 7% e gli ultimi 2 costantemente al 9%). Poi picchiata verso il traguardo.

Quattordicesima tappa: Aosta-Pila 133 km

Ecco il primo tappone alpino: frazione brevissima, ma con costanti ascese. Si comincia con Saint-Barthélémy (15.8km al 6.1%, max. 13%), poi Doues (5,8 chilometri al 6,2%), successivamente Lin Noir (7.4km al 7.9%, max. 12%), Verrogne (5.6km al 6.9%, max. 12%) e l’ascesa finale verso Pila di 16 chilometri al 7%.

Quindicesima tappa: Voghera-Milano 157 km

La seconda settimana si apre con l’arrivo verso Milano che favorirà sicuramente le ruote veloci. Non ci sono GPM non ci sono insidie: circuito conclusivo adattissimo agli sprinter.

Sedicesima tappa: Bellinzona-Carì 113 km

Oltre 3000 metri di dislivello ripartendo e sconfinando in Svizzera. Frazione breve ma durissima: due volte a testa per le salite di Torre (4.1 km al 6,2%) e Leontica (3km all’8,2%), ma l’attesa è per l’ascesa conclusiva di 11,6 chilometri all’8%.

Diciassettesima tappa: Cassano d’Adda-Andalo 202 km

Dovrebbe essere una frazione interlocutoria in chiave classifica generale. I GPM sono all’inizio con Passo dei Tre Termini (8,2 chilometri al 5.9%) e Cocca di Lodrino (8,1 chilometri al 4.1%), poi però tanti strappi e l’ascesa conclusiva di 5,7 chilometri al 3.1%, tutt’altro che dura.

Diciottesima tappa: Fai della Paganella-Pieve di Soligo 171 km

L’ultima tappa diciamo di relax per i big prima del gran finale. Due i GPM di giornata: quello di Fastro (2,2 chilometri al 5.4%) ed il Muro di Ca’ del Poggio sul finale (1,1 km all’11.5%) che potrebbe mettere in difficoltà i velocisti che dovranno faticare per la volata.

Diciannovesima tappa: Feltre-Alleghe 151 km

La giornata dei grandi passi. Prima il Duran (12,3 chilometri all’8%), poi Coi (5,9 chilometri al 9,3%), Forcella di Staulanza (6,9 chilometri al 6.1%), l’attesissimo Giau, Cima Coppi di questa Corsa Rosa (9,7 chilometri al 9.4%), Falzarego (11 chilometri al 5,3%) e l’ascesa conclusiva ad Alleghe (4,9 chilometri con pendenze costanti al 10%).

Ventesima tappa: Gemona del Friuli-Piancavallo 200 km

Altra tappa dura. Dopo un inizio pianeggiante, interrotto solo dal Clauzetto (6,7 chilometri al 5.6%) si va verso l’ascesa di Piancavallo da affrontare due volte: sono 14,4 chilometri al 7.8% che andranno a decidere il Giro.

Ventunesima tappa: Roma-Roma 131 km

Passerella conclusiva nella Capitale. Circuito conclusivo verso i Fori Imperiali con l’attesa volata che concluderà questa edizione della Corsa Rosa.

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