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Alberto Bettiol: “Vinco poco, ma farlo così è bellissimo. Oggi il difficile era prendere la fuga”
698 giorni dopo quel meraviglioso successo nel Campionato Italiano del 2024, Alberto Bettiol ritrova finalmente la vittoria e lo fa nella tredicesima tappa del Giro d’Italia 2026 con arrivo a Verbania, che ormai da tempo è una seconda casa per il ciclista toscano. Fenomenale l’azione negli ultimi chilometri della salita di Ungiasca per il corridore della XDS Astana, che ha ripreso al doppio della velocità il norvegese Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e poi lo ha staccato in discesa e sul piano finale, arrivando a braccia alzate sul traguardo.
Bettiol è stato bravissimo ad entrare nella fuga di giornata. Il gruppo ha infatti lasciato andare via un gruppone di quindici atleti, arrivando a tredici minuti proprio dal vincitore. I fuggitivi si sono giocati poi la vittoria proprio sulla salita di Ungiasca, dove ci ha provato il norvegese Leknessund, ma Bettiol ha aspettato il momento giusto ed è tornato sul corridore della Uno-X per poi saltarlo via. Bettiol primo, Leknessund secondo a 26 secondi, mentre terzo il belga Jasper Stuyven a 44 secondi.
Queste le parole di Bettiol nell’intervista a fine tappa: “Sempre molto bello quando mi vedo così in televisione dopo aver vinto. Quando si vince è sempre bello. Questa è la mia seconda casa, la mia ragazza è di qui, la sua famiglia è di quì. Già alla partenza sapevo che ad aspettarmi all’arrivo c’era tutta la mai famiglia, la mia seconda famiglia e i miei amici più stretti. Prendere la fuga non era facile, guardavano tutti Pippo e Sobrero. Una volta presa la fuga, mi sono dovuto inventare un modo per resistere sulla salita ed in qualche modo ce l’ho fatta e ho ingannato gli scalatori. Conoscevo la salita e poi anche la successiva discesa, conoscevo dove attaccare. Davvero bellissimo vincere così”.
Una tappa speciale, praticamente di casa per Bettiol: “Da quando Pippo mi aveva detto che c’era la possibilità di un arrivo a Verbania avevo messo nel mirino questa tappa. La cosa più difficile era entrare in fuga, poi mi sono detto di non perdere in salita e ho lasciato andare un po’ Leknessund per poi andarlo a riprenderlo”.
Poche vittorie ma sempre emozionanti: “Vinco poco ma se vinco così è davvero bellissimo. Se succede ogni volta c0sì mi va bene vincere anche ogni due anni”.
