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Tennis

Federico Maccari: “Noemi Basiletti ha un talento che va coltivato. Ampi margini sul servizio”

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Noemi Basiletti
Noemi Basiletti / LaPresse

Gli Internazionali d’Italia 2026 hanno portato alle luci della ribalta Noemi Basiletti, consegnando agli appassionati italiani una nuova giocatrice da seguire nel circuito femminile. La tennista azzurra è stata protagonista di un torneo da favola iniziato il 28 aprile nelle pre-qualificazioni, proseguito con le due vittorie nelle qualificazioni e concluso con uno splendido 2° turno del WTA 1000 di Roma.

La stagione della classe 2006 è iniziata con un’importante novità: lo scorso dicembre Basiletti si è spostata al Circolo della Stampa di Torino, iniziando a lavorare insieme a Federico Maccari. L’ex tennista professionista ha rilasciato un’intervista ai microfoni di OA Sport in cui ha ripercorso le emozioni di Roma, i primi mesi insieme a Noemi ed ha dato uno sguardo al futuro.

Che emozioni si porta da Roma?
“Una bellissima emozione, una emozione constatare che ciò su cui sta lavorando è venuto fuori in poco tempo. Le qualità di Noemi, tennistiche e tattiche, sono fuori da ogni dubbio: da quando abbiamo iniziato sapevo che un livello del genere era nelle sue corde. Abbiamo iniziato a lavorare insieme il 15 dicembre 2025, quindi sono più o meno cinque mesi che lavoriamo ed arrivare ad esprimere un livello così non era per niente scontato. Mi immaginavo che fosse nelle sue corde, ma non mi aspettavo di arrivarci in così breve tempo”.

Siete riusciti a trovare subito una grande intesa?
“Sì. Lei è venuta a provare la prima volta verso metà novembre, ha fatto un paio di giorni di allenamento e ci siamo conosciuti le prime volte. Ci siamo trovati subito molto bene personalmente. È venuta definitivamente verso metà dicembre e fin da subito si è cominciato a lavorar bene. Abbiamo subito instaurato un buon rapporto. Questo è fondamentale per andare avanti con gli allenamenti e con i lavori che si fanno in campo e fuori. Se non c’è un buon feeling a livello personale diventa più complicato”.

Qual è stato il primo aspetto del gioco di Basiletti su cui ha lavorato?
“Le prime volte che siamo andati in campo si notava subito la facilità di Noemi a livello tennistico, come colpisce la palla, come riesce a farla uscire in maniera naturale dalle corde. È nata con un talento e questo talento poi va coltivato. I primi lavori che abbiamo fatto tecnicamente sono stati dalla parte del rovescio, perché aveva qualche problemino tecnico che non le permetteva di spingere, di far volare la palla come voleva; poi abbiamo iniziato a lavorare e ha iniziato la preparazione. Quando sono iniziati i tornei siamo passati su altri aspetti che riguardano la competizione e quindi più dal punto di vista mentale: l’approccio alla partita, come risolvere problemi in campo, qual è il tipo di atteggiamento migliore da tenere, etc…”.

Ed i prossimi su cui lavorerete?
“Innanzitutto deve fare un periodo di ri-condizione fisica perché con Parma è stata la sesta settimana di competizione consecutiva. Quindi bisogna fermarsi, allenarsi e fare ri-condizione fisica. Poi lavoreremo sul servizio: abbiamo già iniziato a lavorarci, ma ha ancora molto margine. Infine continueremo ad insistere su tutti gli aspetti tattici e mentali che stiamo portando avanti che hanno fatto si che alzasse il proprio livello di gioco”.

Sia a livello junior che tra i pro, Basiletti ha ottenuto ottimi risultati in doppio. Quanto è importante il doppio per la sua crescita in singolare?
“Per quanto riguarda lo sviluppo del gioco è fondamentale, lo vediamo tutti i giorni come anche la Paolini sia molto legata al doppio. È un aspetto che serve tanto per i colpi al volo, ovviamente, perché comunque sia è allenante, se utilizzata in maniera corretta. Per quanto riguarda i colpi di inizio, servizio e risposta, può aiutare a migliorarli e a lavorarci durante la stagione, quando magari nel singolo viene un pochino più complicato perché c’è anche tutto lo sviluppo del gioco. Per quanto riguarda l’aumentare la sensibilità, e per una come Noemi, che ha già un’ottima sensibilità, continuare a lavorarci aiuta tanto anche per quanto riguarda i recuperi. Le serve tantissimo”.

Come influisce Roma sulla vostra programmazione?
“Roma le è servita e le servirà sicuramente per quanto riguarda la consapevolezza del proprio livello, di quali sono le sue caratteristiche e di quanto può valere. Ad inizio anno ha faticato un pochino di più come è normale che sia: ha cambiato tante cose, e quando si cambiano tante cose non è facile trovare subito ritmo e quindi aveva messo in dubbio qualcosina. Il livello che ha dimostrato a Roma le è servito come consapevolezza assolutamente.

Per quanto riguarda la classifica fa un bel salto in avanti. Cambierà qualcosina nella programmazione dei tornei: quando succedono queste cose un minimo di adattamento c’è sempre. Per esempio Parma non era nel nostro programma, poi è scalata la lista, la Federazione ha deciso di premiare il risultato di Roma con una wild card in tabellone qua a Parma e quindi ci siamo riadattati e così faremo anche più avanti.

Sicuramente continueremo a giocare i 75, i 100 quando c’è occasione, ed i 125. Più avanti ce ne saranno diversi in Italia: se sarà il caso li giocheremo, se poi si faticherà a vincere qualche partita in più a quel livello lì si tornerà a giocare anche magari qualche 35. Sono tutte dinamiche che succedono giorno per giorno con tutte le giocatrici, è normale che sia così: quando vinci sali di livello alzi un pochino il tiro e viceversa se poi quel tiro un pochino più alto non è alla tua portata torni a giocare qualche partita a livello un pochino più basso. Fa parte della crescita e del percorso”.

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