Roland GarrosTennis
Federico Cinà incassa una severa lezione da De Jong e saluta il Roland Garros
Niente da fare per Federico Cinà nel secondo turno del Roland Garros. In una giornata caldissima (34/35° C) sulla terra rossa di Parigi, il giovane siciliano è stato sconfitto dall’olandese Jesper de Jong, numero 106 del mondo, con il punteggio di 6-3 6-1 6-3 in un’ora e 50 minuti di gioco. Una prestazione negativa per il numero 238 del ranking ATP, al cospetto di un avversario più solido e strutturato che, dopo un avvio incerto, ha saputo far valere maggiore esperienza e continuità. Una partita che potrà comunque rivelarsi utile a Cinà per comprendere su quali aspetti lavorare in prospettiva futura, alla luce delle sue ambizioni.
Nel primo set l’avvio sorride a Cinà. De Jong commette qualche errore e, grazie a un ottimo rovescio lungolinea, l’azzurro riesce inizialmente a prendere il controllo dello scambio. L’olandese, però, impiega poco a capire che il siciliano, soprattutto dal lato del diritto, fatica a trovare soluzioni vincenti. L’inerzia del parziale cambia rapidamente, anche perché “Pallino” non riesce a ottenere abbastanza punti facili con il servizio. In breve tempo, quindi, il neerlandese prende in mano il match e chiude il set sul 6-3.
Nel secondo set la tendenza emersa nel finale della prima frazione si accentua ulteriormente. L’azzurrino appare poco incisivo da fondo campo, in particolare dal lato destro, e per De Jong diventa semplice comandare il gioco e costringerlo a recuperi sempre più complicati. Cinà perde progressivamente fiducia, mentre il 6-1 finale rappresenta la naturale conseguenza di quanto visto in campo.
Nel terzo set va in scena una sorta di replica dei parziali precedenti. L’olandese continua a esprimere un tennis estremamente solido, trovando subito il break nel secondo gioco e gestendo gli scambi con profondità e margine. Il classe 2007 prova ad accennare una reazione, procurandosi due palle del controbreak nel game successivo, senza però riuscire a concretizzarle. Quello resta, di fatto, l’ultimo segnale del match prima dell’epilogo sul 6-3.
Le statistiche raccontano bene l’andamento dell’incontro. Pesano gli 11 ace messi a segno dall’olandese e, soprattutto, l’efficacia al servizio: 75% di punti vinti con la prima e 65% con la seconda. Numeri ben diversi da quelli di Cinà, che ha chiuso con il 61% dei punti vinti con la prima di servizio e appena il 39% con la seconda, accompagnati da 12 vincenti e ben 42 errori non forzati.
