Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Basket

Basket: Cremona, la FIP approva il trasferimento a Roma per la Serie A 2026-2027

Pubblicato

il

Vanoli Cremona
Vanoli Cremona / Ciamillo

La Federazione Italiana Pallacanestro ha ufficialmente approvato il trasferimento di sede della Vanoli Cremona a Roma. Si tratta del passaggio ufficiale con il quale vengono messe nero su bianco le ragioni già emerse negli scorsi mesi. Nei fatti, è la cordata di Donnie Nelson, con Luka Doncic tra i soci, a riportare la Capitale in Serie A. Il tutto mentre, paradossalmente, la corsa al PalaEur se la sarebbe aggiudicata l’altro uomo in corsa, Paul Matiasic, con un’offerta esageratamente superiore per l’utilizzo dello storico impianto capitolino in attesa che venga varato il Centrale del Foro Italico in versione (anche) cestistica.

Questo il comunicato della FIP: “Il Consiglio federale, riunitosi oggi in via straordinaria e in modalità web conference, ha esaminato la documentazione prodotta dalla Società Guerino Vanoli Basket Srl per trasferire la propria sede da Cremona a Roma.

Il Consiglio federale ha ritenuto l’istanza provvista dei requisiti di meritevolezza, subordinandone l’accoglimento al rispetto degli obblighi e delle scadenze previste dal manuale delle licenze per la partecipazione al Campionato di Serie A 2026/2027“.

Ad esprimersi è stato anche lo storico presidente cremonese Aldo Vanoli: “Con grande orgoglio, dal 2003 a oggi ho avuto il privilegio di sostenere insieme alla mia famiglia e dal 2011 di guidare in prima persona un progetto sportivo capace di andare ben oltre i risultati del campo. Con passione, entusiasmo e forte senso di responsabilità nel corso di questi 23 anni tutti insieme abbiamo costruito una realtà in grado competere ai massimi livelli della pallacanestro italiana, con una costante partecipazione al campionato di Serie A1 e la storica conquista della Coppa Italia 2019.

La Vanoli Basket non è mai stata soltanto una squadra, ma una comunità, un insieme di persone appassionate e competenti che ci hanno affiancato, accompagnato e sostenuto nei giorni più belli e nei momenti difficili. Proprio questo legame, più di tutto, mi ha portato negli ultimi mesi a riflettere sul futuro con grande serietà e attenzione.

Nel corso degli anni ho sempre cercato di garantire stabilità al progetto, sostenendolo in prima persona. Chi conosce la nostra storia sa bene che ogni stagione è stata una sfida: abbiamo sempre lavorato con risorse significativamente inferiori rispetto a quelle di altre realtà della pallacanestro italiana con bacini di riferimento ben più ampi, strutture più moderne e disponibilità economiche nemmeno paragonabili alle nostre. Ciò nonostante, siamo riusciti a restare competitivi, a mantenere la categoria e a raggiungere risultati importanti. Il segreto? Abbiamo sempre investito nelle idee e nelle persone, facendo squadra dentro e fuori dal campo, con una gestione attenta e conti sempre sotto controllo. È un aspetto di cui vado particolarmente orgoglioso, perché testimonia la serietà del lavoro fatto e il valore delle persone che hanno contribuito a questo progetto.

Allo stesso tempo è evidente che un modello basato su un impegno personale così diretto e continuativo, in un contesto agonistico e finanziario sempre più competitivo, richiede uno sforzo difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Per questo motivo negli ultimi mesi ho lavorato insieme alla mia famiglia e ai miei collaboratori per individuare soluzioni che potessero dare ulteriore solidità al progetto, anche attraverso il coinvolgimento di nuovi investitori. Abbiamo avviato interlocuzioni, esplorato diverse possibilità, cercato in ogni modo di verificare se esistessero le condizioni per proseguire il percorso mantenendolo nel territorio. Purtroppo, queste condizioni non si sono concretizzate. Si è invece concretizzata una manifestazione di interesse da parte di importanti investitori stranieri che hanno espresso la volontà di sviluppare il nostro progetto nella città di Roma con una visione ambiziosa e di lungo periodo. Di fronte a questo scenario, e in assenza di soluzioni alternative, ho ritenuto, con senso di responsabilità, di consentire che questa opportunità potesse trovare realizzazione. Così la Vanoli in qualche modo non morirà, la sua matricola non scomparirà, la sua storia non sarà cancellata, ma entrerà a testa alta in una nuova dimensione“.

Il riferimento è evidentemente alla cordata di Nelson. Resta, comunque, ancora tutto da decifrare il resto della questione per diversi motivi: le prossime mosse sia dello stesso Nelson che di Matiasic, il nodo dell’impianto di gioco, chi farà cosa nell’annata 2026-2027 e il dover gestire l’impiantistica in coabitazione anche con gli altri spettatori interessati della Capitale, vale a dire la Virtus Roma 1960 (che sta giocando i playoff di B nazionale per salire in Serie A2) e la Roma Volley femminile, che utilizzano abitualmente il PalaTiziano. Arena che sta aspettando anch’essa di capire parecchie cose.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI