Tennis
Angelo Binaghi rivela: “Ero terrorizzato, ho temuto che Jannik Sinner non venisse a Roma”
Per Angelo Binaghi, le ultime due settimane romane hanno avuto il sapore di una consacrazione definitiva. Gli Internazionali d’Italia hanno certificato non solo la centralità del tennis italiano nello scenario mondiale, ma anche il peso politico e mediatico raggiunto dalla FITP sotto la sua guida. Tra record d’incassi, un Foro Italico invaso dai tifosi e i successi azzurri firmati da Jannik Sinner nel singolare e dalla coppia Simone Bolelli-Andrea Vavassori nel doppio, il presidente federale si gode un momento irripetibile, costruito nel tempo grazie alla crescita del movimento e soprattutto all’ascesa del numero uno del mondo.
Il trionfo di Sinner a Roma, però, secondo quanto raccontato dallo stesso Binaghi a Radio Anch’io Sport, non era affatto scontato. Dietro la vittoria del campione altoatesino si nasconde infatti un retroscena che il presidente della FITP ha ammesso di aver vissuto con autentica apprensione. Dopo la finale di Madrid, infatti, il timore concreto era che il fuoriclasse azzurro potesse rinunciare agli Internazionali a causa della stanchezza accumulata in una stagione vissuta a ritmi impressionanti.
Le sensazioni erano nate già nella capitale spagnola, quando Sinner aveva lasciato trapelare segnali di affaticamento dopo la lunga serie di successi tra Indian Wells, Miami e Monte Carlo. Quel suo enigmatico “vedremo” riferito alla presenza a Roma aveva acceso più di un campanello d’allarme. A complicare ulteriormente il quadro ci pensò una telefonata inattesa ricevuta da Binaghi subito dopo il torneo madrileno.
“Io ero terrorizzato, anche perché subito dopo la finale di Madrid mi ha chiamato il suo manager, che normalmente mi chiama una volta ogni due anni solo quando ci sono problemi e Jannik non può giocare“, ha raccontato il presidente federale. Binaghi ha poi ricostruito quei momenti di tensione: “Ero a Cagliari durante il torneo di Cagliari, ho risposto dopo mezz’ora, ho parlato prima con Berrettini“.
Nemmeno il confronto con Matteo Berrettini, però, ha contribuito a rasserenarlo. Anzi. “Berrettini mi ha detto: ‘Sì, sì, guarda, è impossibile che possa venire, non ce la fa più’“, ha svelato il n.1 della FITP, spiegando come ormai si fosse quasi rassegnato all’idea di perdere la stella più attesa del torneo. Per questo motivo, la vera ragione della chiamata lo colse completamente di sorpresa: “In realtà la telefonata pensavo fosse uno scherzo, perché mi ha detto solo che chiedeva di giocare sabato anziché venerdì. Gli ho detto: ‘Guarda, ti faccio giocare anche sulla Luna purché tu venga a Roma’“.
Dietro l’ironia della battuta si nascondeva però una preoccupazione reale per le condizioni fisiche del numero uno del ranking ATP. Binaghi lo ha ammesso senza giri di parole: “Insomma, tutto è andato per il meglio. Eravamo seriamente preoccupati per la tenuta fisica“. Il presidente della Federazione ha poi indicato anche i momenti nei quali aveva percepito maggiormente la fatica accumulata dal fuoriclasse pusterese: “Si sono visti problemi sia nel finale dell’incontro con Rublev, sia soprattutto nell’incontro con Medvedev“.
Secondo Binaghi, proprio in quelle difficoltà è emersa la dimensione straordinaria di Jannik. “Credo che in quest’ultimo match Jannik abbia tirato fuori energie che forse neanche lui sapeva di avere, ma questo è quello che fanno i grandi campioni, che non sono delle persone normali e che hanno una soglia di sofferenza, un limite che è differente da quello che abbiamo noi persone normali“, ha osservato il dirigente sardo.
Ora l’orizzonte si sposta inevitabilmente su Parigi. Con 29 vittorie consecutive e una serie impressionante di Masters 1000 conquistati negli ultimi mesi (5 quest’anno in serie e 6 consecutivi in totale), Sinner arriva al Roland Garros da uomo da battere. E Binaghi non nasconde l’ambizione di vedere il tennis italiano spingersi ancora oltre: “Io ci credo assolutamente“, ha assicurato parlando delle possibilità del numero uno del mondo sulla terra francese. “Siamo reduci da 5 tornei vinti consecutivamente. L’unico problema di Jannik è il fisico, ma ha un team e dei preparatori straordinari“.
“Insomma, l’abbiamo visto anche a Roma e quindi noi, non solo con Sinner, ma con il nostro squadrone, ancora una volta andiamo a vincere“, ha concluso.
