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Alexander Zverev ribadisce: “C’è un grande divario tra Sinner e il resto dei giocatori, ma io devo credere di poter vincere”

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Alexander Zverev
Alexander Zverev / LaPresse

Dopo un esordio convincente al Roland Garros 2026, chiuso con il netto successo per 6-3 6-4 6-2 sul francese Benjamin Bonzi, Alexander Zverev è tornato a parlare di un tema che negli ultimi mesi accompagna con continuità il circuito ATP: la superiorità attuale di Jannik Sinner rispetto alla concorrenza.

Il tedesco, che al secondo turno affronterà Tomas Machac, ha voluto chiarire ulteriormente il proprio pensiero dopo le dichiarazioni rilasciate nel podcast “MacZone”, condotto da John McEnroe e Patrick McEnroe. Un intervento nato anche dall’esigenza di evitare interpretazioni distorte delle sue parole, finite al centro del dibattito nelle ultime settimane.

Zverev non ha fatto passi indietro sulla valutazione tecnica dell’azzurro. Al contrario, ha ribadito con fermezza come, allo stato attuale, Sinner rappresenti il punto di riferimento assoluto del tennis mondiale: “Penso che ci sia un grande divario tra Sinner e tutti gli altri in questo momento. È piuttosto semplice“.

Secondo il numero due del seeding parigino, oggi il circuito appare diviso in fasce ben definite. Da una parte c’è Sinner, considerato il leader indiscusso; subito dietro, un gruppo ristretto formato da Carlos Alcaraz, dallo stesso Zverev e da Novak Djokovic: “E penso che ci sia un grande gap tra Alcaraz, me, forse Novak Djokovic e tutti gli altri. Credo che al momento ci siano due divari. Tutti sanno che Jannik è al vertice in questo momento“.

Parole che il tedesco considera semplicemente aderenti alla realtà del momento, non un ridimensionamento delle proprie ambizioni. Per questo ha sottolineato come il rispetto nei confronti di Sinner non significhi rinunciare all’idea di poterlo battere. “Ma io credo, e devo credere, di poterlo battere“, ha spiegato, tornando anche sulle recenti sconfitte subite contro l’altoatesino a Montecarlo e Madrid. Due partite che, secondo il teutonico, non rispecchiano pienamente il suo livello: “Anche se ho perso piuttosto rapidamente a Montecarlo e a Madrid. Ma non ho giocato bene in quelle partite“.

Nel ragionamento del tedesco emerge una convinzione precisa: per competere con Sinner serve esprimere il massimo livello possibile per tutta la durata dell’incontro. Zverev ha infatti richiamato alcune sfide disputate contro Alcaraz come esempio del tennis che ritiene necessario per poter mettere in difficoltà il numero uno del mondo: “Quindi, se gioco bene, se sono il giocatore che voglio essere in campo, come a volte accade contro Carlos, ho le mie possibilità. Ed è quello che devo continuare a ripetermi“.

Il finalista del Roland Garros 2024 ha poi spiegato anche il senso delle dichiarazioni che avevano generato discussioni nei giorni precedenti. “Sono finito al centro di una polemica quando ho detto che Jannik era superiore e che Carlos, Novak e io eravamo un passo indietro. Ma era la verità“, ha precisato.

Nel suo discorso, Sascha ha distinto nettamente il valore storico delle carriere dal rendimento attuale. Un passaggio con cui ha voluto evitare paragoni impropri soprattutto con Djokovic: “Carlos è infortunato, Novak non giocava da Indian Wells. Certo, se parliamo di carriere non mi paragono a loro. Non sono così stupido“.

Allo stesso tempo, però, il tedesco ritiene che la classifica e il livello espresso nel presente gli impongano di mantenere fiducia nelle proprie possibilità: “Ma se parliamo del livello attuale, qui al Roland Garros, sono il secondo giocatore con la classifica più alta, quindi devo credere di essere in grado di battere il migliore“.

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