Nuoto
Silvia Di Pietro: “Nemmeno Sara Curtis conosce i suoi limiti. Avevo l’esigenza di snellire il chilometraggio”
Silvia Di Pietro è stata ospita dell’ultima puntata di Swim Zone, in onda sul canale YouTube di OA Sport. La primatista italiana dei 50 metri farfalla sia in vasca corta sia in vasca lunga ha raccontato quanto avvenuto agli Assoluti di Riccione e, di conseguenza, anche sugli obiettivi di questo 2026.
La nuotatrice nativa di Roma classe 1993 ha iniziato il suo racconto dalle sensazioni che le ha proposto la vasca romagnola: “Diciamo che ho vissuto gli Assoluti come uno step intermedio di una stagione che sarà lunga. Per me il programma era racchiuso in due giorni, quindi è stato particolare. Ad ogni modo sono stata in grado di centrare l’obiettivo della qualificazioni agli Europei di Parigi, per cui potrò impostare il mio percorso in progressione senza finalizzare tutto sul mese di giugno. Di solito ad aprile io prendo le misure non avendo mai iniziato fortissimo. Mi sono confermata, e direi anche per questo che sia andata bene così”.
La vincitrice di ben 9 medaglie ai Mondiali in vasca corta (un oro, quattro argenti e altrettanti bronzi) si concentra sui 50 stile: “Sono contenta di quanto fatto. Non avrò messo a segno il mio personale, ma va bene così. Ho fatto diverse modifiche a livello di allenamento per cui è più importante aver confermato il trend. Cos’è cambiato nello specifico? Da due anni a questa parte mi sono spostata sui 50 con un allenamento specifico. Ho decisamente snellito il chilometraggio, ora è più che dimezzato, e tutto questo mi permette di focalizzarmi sul lavoro specifico. Lavoro un paio d’ore e stacco. Una necessità che mi sentivo di avere in questa fase della mia carriera”.
L’atleta più in voga in questo momento nella velocità è, ovviamente, Sara Curtis. Silvia Di Pietro la connota in una maniera ben specifica: “Dualismo con lei? Assolutamente no. Penso che Sara sia fortissima. Dove può arrivare? Sinceramente non è facile da dirsi. Per l’età che ha è eccezionale. Penso che non sappia nemmeno lei quali potranno essere i suoi limiti. Ovviamente il livello internazionale non è quello italiano, ma sta davvero impressionando. La sua scelta di spostarsi negli Stati Uniti? Non è stata una opzione che ho voluto prendere nella mia carriera. Alla sua età per me sarebbe stato più difficile. Mi era stato proposto, ma ho scelto di rimanere a casa. Ne ho parlato con Quadarella e lei mi ha detto di essere molto felice di essersi trasferita all’estero”.
Silvia Di Pietro, nonostante abbia spento 33 candeline, non ha la minima intenzione di fermarsi. “Qualche anno fa ero in conflitto con questa attività. Non il nuotare in sé, ma il gareggiare. Sono tanti anni che lo faccio ad un certo livello, ma gli stimoli sono sempre gli stessi. Però fare un po’ sempre le stesse cose aveva iniziato a pesarmi. Anche per questo ho deciso di cambiare qualcosa nella mia routine. Ogni volta sembra sempre l’ultima volta perché non ho progetti a lungo termine”.
Da veterana della nazionale come si può valutare il momento azzurro? “Sono contenta di quello che sto vedendo. Ci sono anche diversi giovani che si stanno facendo largo, mi vengono in mente Barbotti o Nannucci che stanno sbocciando, ma non sono i soli”.
Gli obiettivi del 2026? “Prima del Sette Colli farò il Grand Prix di Napoli, quindi il Mare Nostrum a Monaco. Io poi sono una che ama gareggiare molto. Per una velocista è utile. Andrò avanti step dopo step in una stagione che sarà lunga”.
