Scherma
Scherma, il fioretto azzurro splende a Il Cairo. Deludono sciabola e spada
L’intenso fine settimana internazionale della scherma azzurra vede nel fioretto l’arma assolutamente protagonista. Un weekend fenomenale quello dell’Italia a Il Cairo, con un dominio assoluto nelle prove a squadre, la doppietta nell’individuale femminile e l’unico inaspettato passo falso nella gara individuale maschile. Sottotono, invece, le prestazioni nella spada e nella sciabola, con i portacolori azzurri che chiudono tutti giù dal podio.
Continua la formidabile stagione di Martina Favaretto, che ad ogni gara si conferma sempre al vertice. La veneta è sempre più vicina alla prima posizione del ranking mondiale, grazie al successo a Il Cairo, in una giornata che ha visto una meravigliosa doppietta azzurra con il secondo posto di Martina Batini. Le due sono poi state protagoniste anche nella prova a squadre insieme ad Anna Cristino ed Arianna Errigo, per un trionfo assoluto delle nostre fiorettiste.
Un’ora prima era arrivato anche il trionfo al maschile, con il quartetto composto da Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Marini e Giulio Lombardi capace di ottenere la quarta vittoria consecutiva per l’Italia, che rimane imbattuta in questa stagione di Coppa del Mondo, andando a riscattare il passo falso della prova individuale, dove nessun azzurro è riuscito ad andare oltre gli ottavi di finale.
Un Trofeo Luxardo a Padova purtroppo poco azzurro. Luca Curatoli sfiora il podio, venendo eliminato ai quarti di finale ed è questo il miglior risultato della sciabola maschile azzurra nell’evento di casa, anche perchè nella gara a squadre è arrivato un amaro ottavo posto, con il campano, capitano della squadra azzurra, che ha detto che l’Italia dovrà lavorare sicuramente sulla solidità di un quartetto spesso troppo altalenante.
Anche dalla sciabola femminile non sono arrivati sorrisi. Michela Battiston si conferma la miglior carta azzurra nelle gare individuali, ma non è riuscita a spingersi fino ai quarti. Purtroppo anche nella prova a squadre la musica non è cambiata. Il quartetto italiano ha concluso al settimo posto ed anche in questo caso è la mancanza di continuità nei risultati ad essere il problema maggiore.
La spada italiana stecca in quel di Budapest. Un Grand Prix sicuramente sottotono per i colori azzurri, visto che nessuno dei nostri portacolori è riuscito a raggiungere almeno gli ottavi di finale. Una prestazione decisamente negativa, anche in maniera inaspettata dopo un buon avvio di stagione e che aveva regalato numerose soddisfazioni.
