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Tennis

Lorenzo Musetti: “Non una bella partita, ma fisicamente sto bene e l’obiettivo è Parigi”

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Lorenzo Musetti
Musetti / IPA Sport

Stenta a decollare la stagione sulla terra battuta per Lorenzo Musetti, assoluto protagonista sul rosso nel 2025 (finale a Montecarlo, semifinale negli altri due 1000 e a Parigi) ma ancora non allo stesso livello fino a questo momento nel 2026 anche a causa dei problemi fisici che hanno condizionato pesantemente il suo percorso di avvicinamento verso la primavera europea.

Tra Montecarlo, Barcellona e Madrid il suo bilancio complessivo è di quattro vittorie e tre sconfitte, di cui l’ultima rimediata quest’oggi agli ottavi di finale del Masters 1000 spagnolo contro il ceco Jiri Lehecka con il punteggio di 6-3 6-3. Il tennista toscano non ha disputato una buona partita, perdendo piuttosto nettamente un match sulla carta ostico ma tutto sommato non impossibile per la miglior versione di Musetti sulla terra.

Il piano tattico sicuramente era quello di alzare le traiettorie e cercare di non dargli troppo angolo con entrambi i colpi, perché abbiamo visto che quando lui gioca a questa altezza fa molto male e ovviamente quando apri gli angoli può incrociare molto bene sia di dritto che di rovescio. Ha degli ottimi fondamentali. La soluzione quindi era quella di provare a giocare profondo al centro e cercare di trovare il momento giusto per aprire un angolo e metterlo in difficoltà. Troppe volte sono uscito dallo scambio con troppa fretta, ho usato anche male le variazioni. Purtroppo non una bella partita“, l’analisi del 24enne carrarino ai microfoni di Sky.

Sulla sua forma fisica e sui prossimi appuntamenti in agenda:Fisicamente mi sento bene e ogni giorno sento di mettere un mattoncino in più. L’obiettivo finale sicuramente è lo Slam, riuscire ad arrivare nella miglior condizione a Parigi. Mi interessa molto quello, mentre non voglio vedere troppo i punti che ho da difendere sia qua che al Foro Italico. Roma è un torneo molto bello, sicuramente ci sarà da trasformare quella pressione iniziale in energia, perché comunque il calore del pubblico penso sia fantastico. Può essere una fonte d’energia stupenda, ma allo stesso tempo se la prendi male può anche affondarti. Cercheremo di partire col piede giusto e portare con me questo calore romano speriamo il più a lungo possibile“.

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