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Pallavolo

Chiara De Bortoli: “L’Italia vince perché ha investito negli anni. Sogno una chiamata in Nazionale”

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Chiara De Bortoli
Chiara De Bortoli / IPA

Nella nuova puntata di OA Focus, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, Alice Liverani ha intervistato Chiara De Bortoli, una delle protagoniste della stagione della Megabox Vallefoglia, culminata con la vittoria della Challenge Cup. Il libero azzurro ha raccontato i momenti più belli della carriera, soffermandosi sull’importanza della squadra nel volley.

Il momento più bello della conquista della Challenge Cup: “Il giro di campo con la Coppa è stata la cosa più bella. Eravamo in un palazzetto diverso da quelli italiani, il tifo greco è decisamente differente. Portare la coppa ai nostri tifosi è stata una emozione pazzesca. Farlo in casa è stato molto bello”.

Le caratteristiche della Megabox Vallefoglia: “Ad oggi è stata tanto resiliente, nel corso dei due anni del mio percorso siamo state brave a superare i momenti di difficoltà. Rimboccandoci le maniche, lavorando di più e contando l’una sull’altra abbiamo superato i momenti negativi. Siamo una squadra molto unita, questo è stato uno dei motivi dei risultati di questa stagione”.

È un punto di partenza? “Secondo me è un punto di partenza, la società ha grandi ambizioni. È stata una grande emozione un po’ per tutte, era la prima coppa internazionale per alcune. Nella preparazione c’è stata molta tensione però c’era consapevolezza di quello che avevamo fatto durante l’anno e di come siamo arrivate a quella partita”.

Le ambizioni di una convocazione in maglia azzurra: “Sicuramente una chiamata azzurra è sempre un sogno. Quello che mi ripeto è che il lavoro di una stagione è quello che viene valutato. Non saremo noi a prendere le decisioni, ma lavorare in palestra durante l’anno dà sicuramente una mano”. 

Il ruolo del libero: “Mi sono approcciata al mondo del libero molto tardi. Ho cambiato “maglia” a quasi 18 anni, molto tardi rispetto al percorso di tutti. Prima ho sempre giocato come attaccante, poi per la mia altezza e per i problemi alla spalla ho modificato il mio percorso ed ho incominciato a fare il libero. L’ultimo campionato italiano Under 18 da posto 4 e poi ho lasciato. Mi sono sempre vista fare altro, poi è cambiato tutto ed ho visto dei risultati. Bisogna essere capaci di trovare soddisfazioni anche se non si fanno punti”.

La scelta di Vallefoglia: “Quando si cambia è perché si ha la voglia di sentirsi protagoniste in un progetto diverso. Qui l’ho trovato, sono stati due anni nei quali ho sentito di avere sulle spalle questo ruolo. Il progetto ha lavorato bene, migliorare dal settimo al sesto posto è già un risultato importante. Qualificarsi poi per la coppa europea e vincerla al primo tentativo è difficile. Siamo state brave a rimanere concentrate e portare a casa il risultato. Provo una sensazione di orgoglio per la società, per il gruppo e per lo staff”.

Cosa ti manca: “Mancano alcune piccolezze. È una valutazione che farò alla fine del Campionato. Sono molto soddisfatta di come è andato il Campionato, con lo staff si farà un punto sui miglioramenti da fare. La squadra ha dato tutto quello che poteva dare. Se fossi l’allenatore lavorerei sulla continuità. Su di me posso fare meglio sul secondo tocco di ricostruzione”.

Il dominio della Nazionale: “I risultati che vediamo adesso sono frutto di investimenti fatti anni fa. Le giocatrici migliori sono tutte passate per il Club Italia, prima allenate in giovanili importanti. La ricerca della Federazione in tutta Italia di giovani promesse è stato fondamentale. I frutti di quell’investimento si stanno vedendo. Questa è la cosa che è cambiata di più”.

L’apprendimento di culture lontane da quella italiana: “Sicuramente il modo di giocare diverso, più fisico della pallavolo americana. È lontano da quello che era il nostro modo di giocare. Poi si è preso ispirazione anche dal gioco asiatico, più imprevedibile. In qualsiasi parte del mondo il modo di giocare è diverso. Imparerei da una esperienza all’estero. Non precludo questa possibilità”.

I prossimi obiettivi: “Cercare di divertirmi giocando è fondamentale. Il divertimento è alla base del gioco, anche nel professionismo. Migliorare le mie caratteristiche è importante. Non solo a livello tecnico ma anche a livello personale. Anche migliorare le squadre dove gioco è un mio obiettivo. In futuro mi piacerebbe rimanere nel mondo della pallavolo, non so come lavoro principale ma sarà difficile togliermi dal campo”.

Gli obiettivi della squadra: “L’obiettivo principale era la Challenge Cup. Adesso cercheremo nei playoff di portare a casa i punti necessari per andare in finale con Chieri. Per la società sarebbe bello rifare questa esperienza. Cercheremo di fare il massimo nonostante gli ultimi infortuni”.

CLICCA QUI PER L’INTERVISTA COMPLETA A CHIARA DE BORTOLI

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