Tennis
Arthur Fils resta umile: “L’ultima volta che ho giocato contro Alcaraz mi ha stracciato, non posso paragonarmi a lui e a Sinner”
Arthur Fils torna a brillare sulla terra battuta e lo fa nel modo più significativo: conquistando il titolo nell’ATP500 di Barcellona, al termine di una settimana che lo ha visto passare dall’orlo dell’eliminazione alla vittoria finale contro Andrey Rublev. Un cammino segnato anche da un momento chiave all’esordio, quando il francese ha annullato due match point contro Atmane, episodio che assume un peso ancora maggiore alla luce del trionfo finale.
Il successo in Catalogna rappresenta una svolta importante per il transalpino, rientrato tra i primi 25 del mondo, confermando i progressi dopo un lungo stop per infortunio e candidandosi come uno dei nomi più interessanti sulla terra battuta.
Dopo due anni senza trofei, il ritorno al successo ha un sapore speciale: “È una sensazione fantastica, davvero fantastica. Come hai detto, era da tanto tempo che non alzavo un trofeo. Era anche da tanto tempo che non tornavo in pista; sono stato fermo per otto mesi. Quindi, essere tornato a questo livello, in questo circolo dei vincitori, significa molto ed è una sensazione meravigliosa“, ha raccontato in conferenza stampa.
La finale contro Rublev è stata tutt’altro che lineare, con un finale complicato che Fils ha analizzato con lucidità: “Sul 5-3 non ho pensato molto, è successo tutto così in fretta che non ho avuto nemmeno il tempo di reagire. Goran (Ivanisevic, tecnico di Fils ndr.) mi ha detto che forse era stata la peggiore partita che avesse mai visto nel circuito ATP… e potrebbe avere ragione. Poi, sul 5-4, non c’è molto da dire. Ero sotto 0-40, ho giocato una partita fantastica. Forse sul 15-40 avrei potuto rimettere la palla in gioco, ma non è un grosso problema“.
E ancora, sul piano mentale: “Dovevo rimanere calma, anche dopo aver perso quel game. Se si fosse andati al terzo set, non sarebbe stato un problema. Ma in quelle situazioni è molto difficile mantenere la concentrazione perché si inizia a pensare di vincere. La cosa migliore è vivere il momento, non farsi prendere dall’entusiasmo, e credo di aver esagerato proprio in questo. Ecco perché mi hanno strappato il servizio. Ma è un’esperienza che devo continuare ad accumulare“.
Nonostante il titolo, Fils guarda già avanti con spirito critico: “Penso di poter fare meglio. Ho giocato davvero bene, ma ho sbagliato qualche colpo e non ho servito come avrei voluto. Nonostante ciò, il livello era molto alto, probabilmente la mia migliore partita della settimana. Ma so di poter migliorare in alcuni aspetti, quindi ne parlerò con la squadra. Nel complesso, è un bilancio molto positivo“.
Sui margini di crescita, il francese non si nasconde: “I numeri sono numeri. Se dicono che ho giocato molto bene, forse è vero. Ma non sono sempre facili da interpretare, perché ho la sensazione che avrei potuto giocare meglio: commettere meno errori, servire meglio… Mi piacerebbe anche vedere i numeri di Miami, perché lì ho la sensazione di aver giocato ancora meglio“.
Particolarmente significativa è la sua riflessione sul confronto con i due riferimenti della nuova generazione, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner: “Non lo so. L’ultima volta che ho giocato contro Carlos, mi ha stracciato. Devo rimanere umile, concentrarmi sul mio percorso e puntare a migliorare la mia classifica. Sono grandi campioni e al momento non posso paragonarmi a loro. Forse un giorno, ma non ora“.
Infine, lo sguardo è già rivolto ai prossimi appuntamenti sulla terra europea: “Posso migliorare in ogni aspetto. Mi sentivo bene, mi muovevo bene, colpivo bene e servivo abbastanza bene, anche se posso fare di meglio. Ora vado a Madrid, un torneo in cui non ho avuto molto successo, ma cercherò di dare il massimo. Poi ci sono tornei che mi piacciono molto, come Roma, Amburgo e il Roland Garros. Mi piace molto giocare in queste condizioni“.
