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Pattinaggio artistico: il Team Event apre le Olimpiadi. Azzurri per una medaglia, ma le variabili sono molteplici
Adesso ci siamo per davvero. Tra poche ore si spalancheranno le porte dell’Unipol Forum di Assago, impianto sportivo che ospita le gare di pattinaggio di figura valide per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Non si tratterà di un avvio come gli altri, perché la prima sfida in programma sarà una delle prove più attese dell’intera rassegna a cinque cerchi, almeno per quanto riguarda la disciplina in oggetto. Stiamo parlando del Team Event, dove l’Italia partecipa con l’ambizione di conquistare una medaglia.
Il metallo in questione, salvo colpi di scena davvero clamorosi, dovrebbe essere il bronzo, ricercato oltre che dalla compagine azzurra anche dalla Georgia, dalla Francia e dal Canada. Quattro Paesi, un solo posto nel podio, molteplici variabili. Per questo motivo i nostri ragazzi si dovranno fare trovare pronti a partire proprio da domani, in cui è previsto lo svolgimento della rhythm dance e i due short relativi alle coppie ed alla categoria individuale femminile.
Come abbiamo già scritto in queste pagine, il segmento più breve sarà – per una falla regolamentare mai sanata – praticamente decisivo per stabilire la classifica finale. Nel corto (previsto venerdì 6 e sabato 7 febbraio) infatti parteciperanno in totale dieci squadre: per questo motivo i punti assegnati saranno da zero a dieci. Nel libero (pianificato sabato 7 e domenica 8 febbraio) invece i team coinvolti saranno soltanto i cinque meglio piazzati dello short, e i punti saranno solo da uno a cinque.
Inutile dire che servirà assolutamente confezionare quattro programmi corti con gli errori ridotti all’osso, complice un grande equilibrio soprattutto con la Georgia, compagine che parte praticamente alla pari con l’Italia. Nonostante non sia stata ancora fornita la lista ufficiale, è verosimile che la squadra tricolore si presenterà ai nastri partenza con Charléne Guignard-Marco Fabbri, Sara Conti-Niccolò Macii, Lara Naki Gutmann e Daniel Grassl. Le due coppie e la pattinatrice trentina scenderanno sul ghiaccio già domani, mentre l’altoatesino disputerà la prova sabato.
Facciamo una breve panoramica. Nella danza gli allievi di Barbara Fusar Poli a meno di imprevisti non potranno contenere né i francesi Laurence Fournier Beadry-Guillaume Cizeron, né gli statunitensi Madison Chock-Evan Bates. La lotta è però aperta per il terzo posto, che sarà conteso con i canadesi Piper Gilles-Paul Poirier e i britannici Lilah Fear-Lewis Gibson. Più indietro invece in questo caso i georgiani Diana Davis-Gleb Smolkin, verosimilmente quinta forza in campo.
Delicatissima poi la situazione nelle coppie, dove dovrebbero perdere punti Francia (non particolarmente competitiva) e anche il Canada che, tra l’altro, dovrà fare a meno degli ex Campioni del Mondo Deanna Stellato Dudek-Maxime Deschamps (in realtà mai troppo incisivi in questa stagione), fuori per la gara a squadre a causa di un problema subito dalla dama. A giocarsi le posizioni di vertice con Conti-Macii saranno dunque i giapponesi Riku Miura-Ryuichi Kihara, detentori del titolo iridato, i pericolosi e spregiudicati georgiani Anastasia Metelkina-Luka Berulava e i cinesi Wenjing Sui-Cong Han, Campioni Olimpici in carica tornati in questa stagione olimpica presentando (fino a questo momento) delle prestazioni lontane dai fasti che furono. Immaginare quello che potrebbe succedere, al contrario della danza, è semplicemente impossibile. Ogni singolo errore, ogni lieve sbavatura, ogni lama strisciata nell’atterraggio di un elemento potrebbe vanificare quanto costruito. Una cosa è però certa: a parità di programmi puliti, Conti-Macii possono perdere probabilmente soltanto dai nipponici, soprattutto nello short.
Nella gara femminile le prime due posizioni sembrano già prenotate da Giappone e Stati Uniti, anche se ancora non si sa quali pedine schiereranno le due squadre. L’Italia, in questo caso Lara Naki Gutmann, dovrà quindi fare gara con la Georgia, dunque con Anastasiia Gubanova, controllando anche le meno attrezzata francese Lorine Schild e la canadese Madeline Schizas. La georgiana può vantare status e palmarès differenti, è vero. Tuttavia l’atleta di Gabriele Minchio in questa annata sportiva ha dimostrato grande confidenza con il programma incentrato su Lidia Poet, tanto da sfiorare quota 70 a Skate America. A tal proposito i tempi sono maturi per provare a scavalcare la soglia: per farlo servirà la Lara già vista nel corso della stagione: impeccabile nei tre fondamentali elementi di salto (triplo toeloop/triplo toeloop, doppio axel e triplo lutz) e di grade qualità nel pattinaggio. A rappresentare una vera incognita invece la Corea del Sud, che potrà puntare su una tra Haein Lee e Jia Shin, con un effetto che potrebbe non poco peggiorare/migliorare la corsa dell’Italia o della Georgia nell’ipotesi che una delle due asiatiche si piazzi tra l’italiana e la georgiana.
Discorso speculare per il singolo maschile, dove sarà lotta serrata ancora tra Stati Uniti e Giappone, probabilmente rappresentati rispettivamente da Ilia Malinin e Yuma Kagiyama. E per il terzo posto? Neanche a dirlo, sarà tonnara. Anche se con una differenza non banale. Tutti i pattinatori infatti scenderanno sul ghiaccio sabato, consapevoli dello scenario definitosi nelle ventiquattro ore precedenti, fattore che potrà portare ad eventuali strategie differenti a seconda della situazione. L’obiettivo per il pattinatore allenato da Edoardo De Bernardis è quello di avvicinarsi quanto più possibile ai 100 punti, realizzando il layout formato dalla combinazione quadruplo lutz/triplo toeloop, dal quadruplo loop e dal triplo axel, ovviamente tenendo conto della classifica overall.
Tra gli avversari è probabilissimo un cameback della Francia, che può puntare su un profilo da medaglia individuale come Adam Siao Him Fa (che però subentrerà solo nel libero, lo short sarà affidato all’imprevedibile Kevin Aymoz), così come una tattica all-in da parte della Georgia, consapevole di poter lanciare l’armata Nika Egadze, reduce dal successo ai Campionati d’Europa dove ha anche presentato per la prima volta (nel libero) il quadruplo lutz. Comprendere il ragionamento altrui è compito arduo, ma in questo senso è opportuno augurarsi che l’allievo di Eteri Tutberidze non lo provi anche nello short, scelta che potrebbe sparigliare le carte in tavola. Occhio poi alle mine vaganti Corea del Sud (con Juhnwan Cha che ha chiuso un ottimo segmento lungo ai Four Continents), alla certezza cinese Jin Boyang (uno che potrebbe scalare di classifica in caso di molteplici errori da parte degli avversari) e al canadese apparso in buono spolvero Stephen Gogolev. Tocca supportare, restare uniti, stringerci intorno ai nostri pattinatori. Scriviamo la storia, insieme.
