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Pattinaggio artistico: a Milano Cortina 2026 è tempo dello short maschile. Rizzo e Grassl a cuor leggero

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Matteo Rizzo
Matteo Rizzo / LaPresse

E adesso divertiamoci. Dopo la straordinaria medaglia di bronzo conquistata nel Team Event, gli specialisti del singolo maschile di pattinaggio artistico possono vivere la competizione senza alcun tipo di pressione alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Nella giornata odierna andrà infatti in scena lo short program, dove l’obiettivo del “mattatore” Matteo Rizzo e di Daniel Grassl sarà soltanto performare, senza alcun fantasma da scacciare o peso da portarsi addosso.

Certo, riuscire a centrare due (meritati) posti in top 10 rappresenterebbe un grandissimo traguardo per tutto il movimento maschile nostrano. Le prospettive in tal senso non mancano; ma per riuscire nell’intento i nostri ragazzi dovranno confezionare fin da subito un corto pulito, senza perdere troppi punti per strada.

Nessun dubbio sulla strategia. Grassl, tecnicamente più attrezzato, metterà sul piatto un corto contraddistinto dalla combinazione quadruplo lutz/triplo toeloop, dal quadruplo loop e dal triplo axel. Rizzo invece cercherà di puntare sulla qualità, proponendo come salto singolo il quadruplo toeloop, come catena la sicura triplo lutz/ triplo toeloop e, ovviamente, il triplo axel.

Ai piani alti partirà con il favore del pronostico Ilia Malinin, anche se con meno certezze rispetto alla vigilia. In occasione della gara a squadre lo statunitense è apparso al contrario delle aspettative molto contratto e falloso. Non a caso nello short è stato beffato dal giapponese, altro in lizza per il podio, Yuma “Piuma” Kagiyama, già argento a Pechino 2022 e in grado di poter vantare il famoso “pacchetto completo” tra tecnica sublime e ottime capacità qualitative ed interpretative. Nel libero invece il nordamericano ha chiuso le porte in qualche modo ad un altro atleta giapponese, Shun Sato, pattinatore che dopo un quadriennio estremamente complicato sembra aver trovato il giusto equilibrio. Nel lungo del Team Event, è doveroso dirlo, il rappresentante del Sol Levante avrebbe addirittura meritato la vittoria (che avrebbe determinato anche quella del Giappone), soltanto sfiorata a causa anche di alcune valutazioni opinabili.

Inutile dire che anche un Malinin a mezzo servizio può arrivare tranquillamente ben al di là del 100 punti nel segmento breve. Ma occhio all’effetto boomerang che può essere generato dalla pressione di essere, per tutti, già il Campione Olimpico senza aver disputato la gara. Ci proveranno inoltre anche il francese Adam Siao Him Fa, che ha saltato i Campionati Europei proprio per concentrarsi al meglio sui Giochi, così come il neutrale russo Petr Gumennik (una vera incognita, soprattutto in ottica riscontro della giuria) e il terzo giapponese Kao Miura. Più indietro il kazako Mikhail Shaidorov, paragonabile al georgiano Nika Egadze, dunque “armato” di preziosi quadrupli ma sprovvisto di tutto il resto.