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Olimpiadi 2026, le pagelle dell’Italia: problema di compromesso per Vinatzer; Sighel fuori senza colpe

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Alex Vinatzer
Alex Vinatzer / Lapresse

PAGELLE ITALIA OLIMPIADI (sabato 14 febbraio)

Nazionale italiana femminile di curling, 4: non ci siamo proprio. Altre due sconfitte con Cina e Svezia: le azzurre erano di mano nell’ultimo end decisivo contro le asiatiche. Come già detto, il giocattolo si è rotto da tempo. L’esito di questa Olimpiade appariva purtroppo ampiamente scontato. Con quattro sconfitte in altrettante partite, l’obiettivo semifinali è sfumato. Adesso l’obiettivo sarà chiudere questi Giochi in maniera dignitosa, magari evitando di perderle tutte.

Luca De Aliprandini (sci alpino), senza voto : come accaduto a Dominik Paris, ha perso incolpevolmente lo sci sinistro e la sua Olimpiade è finita dopo mezzo minuto. Una stagione stregata per il trentino.

Alex Vinatzer (sci alpino), 5: nella seconda manche stava sciando forte, probabilmente da prime cinque posizioni (ma difficilmente da podio). Il problema è semplice: quando prova a forzare, spesso e volentieri sbaglia e finisce fuori. Se invece prova a sciare più solido, risulta lento. A settembre avrà 27 anni: per ora una soluzione di compromesso non l’ha trovata.

Tobias Kastlunger (sci alpino), 5: un 12° posto in slalom a Levi, ad inizio stagione, è stato talmente prezioso che gli è valso la convocazione olimpica per partecipare a ben tre gare (combinata a squadre, gigante e slalom). Oggi esce a metà della prima manche quando era in lizza per un piazzamento nei 20.

Giovanni Franzoni (sci alpino), 6: migliore degli italiani in gigante. Anzi, l’unico ad aver concluso la gara. In futuro tornerà a puntare sulla disciplina che praticava da giovanissimo? Sarà una scelta delicata: in passato abbiamo visto atleti puntare su altre specialità e perdere terreno in quelle predilette.

Staffetta femminile sci di fondo, 7,5: le azzurre si sono spinte oltre i propri limiti, sognando per due frazioni e mezzo addirittura una medaglia che sarebbe stata impensabile. Chissà come sarebbe finita con la miglior Maria Gismondi, la cui Olimpiade si era chiusa in anticipo a causa di una condizione di forma deficitaria. Il sesto posto pone finalmente le basi per effettuare un deciso salto di qualità nel prossimo quadriennio.

Dorothea Wierer (biathlon), 5: vive una giornata storta sia al tiro sia sugli sci. Ora deve badare a non disperdere energie inutili in un inseguimento ormai compromesso. Restano due gare per provare a chiudere la carriera con una ciliegina: la staffetta e la mass start. Non è finita!

Lisa Vittozzi (biathlon), 7,5: nonostante il 10/10 al poligono, conclude quinta a ben 41″ dalla vetta. Ancora una volta si è avuta la sensazione che le azzurre non avessero dei materiali ottimali. Comunque sia, è in corsa per una medaglia nell’inseguimento.

Michela Carrara (biathlon), 5,5: 23ma con 2 errori. Ma la condizione sugli sci è tale che difficilmente si potrà ignorare per la staffetta.

Hanna Auchentaller (biathlon), 5: se quello odierno era un ballottaggio con Carrara per il posto in staffetta, l’altoatesina lo ha perso. 43ma a 2’11” con 2 errori.

Nazionale italiana maschile di hockey ghiaccio, 4: è arrivata la doccia fredda. Dopo le sensazionali e inattese prestazioni contro Svezia e Slovacchia, gli azzurri sono stati sommersi per 11-0 dalla Finlandia. Una sconfitta da archiviare in fretta in vista dei playoff.

Jeffrey Rosanelli (speed skating), 6: si mette ben 12 atleti alle spalle nei 500 metri e conclude 17° a 1.05 dal fenomeno Jordan Stolz. Ha dato tutto, non sfigurando.

Giovanni Bresadola (salto con gli sci), 6: non brilla come nella gara precedente, ma anche dal trampolino grande entra nei migliori 30 e termina 26°.

Flora Tabanelli (freestyle), 7,5: era alla prima gara stagionale dopo il grave infortunio al ginocchio patito lo scorso sei novembre. Non può chiaramente essere all’apice della forma. In finale dovrà cercare di emulare Federica Brignone, sopperendo con la classe ad una condizione non ideale.

Maria Gasslitter (freestyle), 6,5: sempre più una realtà. Dopo la finale nello slopestyle, ottiene anche quella nel big air.

Alessandra Fumagalli (skeleton), 6: per essere la sua prima stagione davvero su buoni livelli in campo internazionale, il 14° posto va considerato positivo.

Valentina Margaglio (skeleton), 5: non ha mai trovato il feeling sulla pista di casa.

Pietro Sighel (short track), senza voto: steso incolpevolmente. Unico appunto: per non correre rischi, non sarebbe meglio spendere qualche energia in più e rimanere nelle prime due posizioni? 1000 e 1500 sono ormai alle spalle. Restano i 500 metri per tentare di lasciare il segno in questa Olimpiade in una gara individuale.

Luca Spechenhauser (short track), 6: la semifinale era l’obiettivo minimo. Prova a battersi, ma rimane a corto di energie nelle tornate conclusive. Si consola vincendo la Finale B.

Thomas Nadalini (short track), 5,5: si ferma in semifinale nei 1500 metri. È apparso meno esplosivo e baldanzoso rispetto alle apparizioni autunnali nel World Tour.

Staffetta femminile short track, 7: abbiamo visto come superare un turno in questo sport non sia mai banale, con gli imprevisti sempre in agguato. Le azzurre si piazzano alle spalle dell’Olanda, non corrono alcun rischio e approdano in finale, dove troveranno anche Corea del Sud e Canada.

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