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Olimpiadi 2026, le pagelle dell’Italia: continuare con Retornaz sarebbe la scelta giusta? Di Stefano in una nuova dimensione
PAGELLE ITALIA OLIMPIADI (giovedì 19 febbraio)
Nazionale maschile curling, 5: grande occasione gettata al vento. Non di certo oggi contro la Svizzera, e nemmeno ieri con il Canada, due squadre oggettivamente superiori. I rimpianti sono per le sconfitte con la modesta Cina, ma anche quelle con Norvegia e Germania, soprattutto per le modalità con cui sono maturate. Lo skip Joel Retornaz, come in svariate occasioni della sua carriera, ha mostrato di patire non poco la tensione nei momenti caldi, commettendo talvolta errori pesanti a questi livelli. Va detto che anche il resto della squadra non ha di certo brillato, andando a corrente alternata. Gli azzurri si mantengono su buoni livelli da anni, senza però essere mai riusciti a superare lo scoglio di una semifinale in un Europeo o Mondiale: non può essere un caso. E nelle ultime due stagioni il gap dalle compagini di riferimento si è ulteriormente ampliato. Retornaz era presente già a Torino 2006: siamo sicuri che investire su questo medesimo gruppo anche in vista del 2030 sia la scelta giusta?
Alba De Silvestro (sci alpinismo), 5: la sprint non è la sua specialità prediletta, ma ci si aspettava che potesse almeno giocarsi l’accesso in finale. Invece non è mai stata in gara. Non buoni segnali in vista della più congeniale staffetta mista.
Giulia Murada (sci alpinismo), 6: un quinto posto alle Olimpiadi non è certamente da buttare, ma partiva con ben altre ambizioni. Ha perso troppo nelle fasi di transizioni. Inoltre i turni ravvicinati si sono fatti sentire nelle gambe, perché anche in salita ha perso smalto nell’atto conclusivo.
Samuel Costa/Aaron Kostner (combinata nordica), 9: eccezionali. Disputano una gara solida nel salto e addirittura strepitosa nel fondo, portando l’Italia in quarta posizione. Si sperava in un piazzamento a ridosso della top5, invece sono andati oltre. Solo Alessandro Pittin, bronzo a Vancouver 2010, aveva fatto meglio per l’Italia in questo sport alle Olimpiadi.
Michele Boscacci (sci alpinismo), senza voto: non aveva nessuna velleità nella sprint. Per una questione di quote, l’Italia aveva un solo posto disponibile in campo maschile. Dunque si è optato per Boscacci, ritenuto più competitivo nella gara mista a coppie che si disputerà sabato. Oggi era in gara per onor di firma.
Nazionale femminile di curling, 4,5: chiudono l’Olimpiade con 2 vittorie e 7 sconfitte. Ora servirà fare tabula rasa, risolvere (se possibile) le fratture interne e tornare dove questo gruppo aveva dimostrato di poter stare sino ad un anno e mezzo fa.
Daniele Di Stefano (speed skating), 8,5: la prestazione nei 1000 metri aveva lasciato presagire un possibile colpaccio negli amati 1500. Non ci è andato lontano: quinto a 59 centesimi dal bronzo. In questa stagione è letteralmente esploso, soprattutto nelle ultime settimane. Nel prossimo quadriennio sarà uno degli uomini su cui puntare. È entrato in una nuova dimensione.
Lara Naki Gutmann (pattinaggio artistico), 7: dopo un programma corto sottotono, reagisce con grande carattere e sfiora il primato personale nel libero. Bronzo agli Europei, determinante per il podio dell’Italia nella prova a squadre olimpica e, in generale, sempre più una realtà. Chiude nelle prime 15.
